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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17167/2022 del 03/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Ministero ha impugnato l'ordinanza del Magistrato di Sorveglianza di Sassari del 23/03/2021, con questi motivi: (1) vizio di incompetenza territoriale per l'avvenuto trasferimento del detenuto a Novara; (2) violazione di legge per la presunta perdita di efficacia dell'ordinanza a seguito del trasferimento; (3) erronea applicazione di legge, denunciando che l'ordinanza, imponendo la stampa dei file prodotti dal detenuto, eccedeva i limiti del precedente giudicato; (4) apparente motivazione, sostenendo che non poteva desumersi dalla decisione originaria il diritto di stampare i file senza un controllo preventivo della Direzione dell'Istituto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Ministero. Ha confermato che, ai sensi dell'art. 35‑bis ord. pen. comma 5 e della giurisprudenza consolidata, l'azione di ottemperanza è una prosecuzione funzionale del giudizio di cognizione e la competenza resta con il giudice che ha emesso il provvedimento, anche se il detenuto è stato trasferito. Rilevando che ciò che conta è la permanenza dell'inottemperanza alla decisione originaria, la Corte ha ritenuto infondati i primi due motivi. I terzo e quarto motivi sono stati dichiarati inammissibili perché miravano a una rivalutazione di fatti e motivazioni già decise; inoltre il Magistrato di Sorveglianza aveva interpretato in modo non implausibile il titolo del precedente provvedimento nel ritenere ammissibile la stampa dei file e le necessarie verifiche in caso di volontà di divulgazione. Nessuna altra statuizione è stata disposta data la natura pubblica del proponente.

Norme richiamate

  • art. 35‑bis ord. pen.

    L'ottemperanza deve essere chiesta al magistrato di sorveglianza che ha emesso il provvedimento; la competenza resta quindi ancorata al giudice che ha deciso la cognizione, anche se il detenuto è trasferito.

  • Cass. Sez. I, n. 39142 del 13.4.2017

    Affermato che il giudizio di ottemperanza costituisce una prosecuzione funzionale del giudizio di cognizione, confermando la permanenza della competenza del giudice che ha emesso il provvedimento.

  • Cass. Sez. I, n. 21940 dell'8.6.2020

    Precisa che il giudice che ha emesso il provvedimento va individuato nel Tribunale in caso di accoglimento del reclamo, ribadendo il principio della continuità di competenza.

  • Cass. Sez. I, n. 26071 dell'11.12.2017 (dep. 2018)

    Sottolinea che, in caso di mutata allocazione del detenuto, rileva la permanenza dell'inottemperanza e che le circostanze verificatesi nella nuova struttura possono essere valutate in sede di ottemperanza ma non incidono di per sé sulla competenza.

Massime di principio

  • In materia di ottemperanza la competenza resta con il giudice che ha emesso il provvedimento originario anche se il soggetto destinatario è stato trasferito in altra sede.
  • Il giudizio di ottemperanza è una prosecuzione funzionale del giudizio di cognizione: non è ammessa in cassazione una rivalutazione dei fatti già decisi nel merito.
  • Ciò che rileva per l'ottemperanza è la persistenza dell'inottemperanza alla decisione che ha accertato la lesione di un diritto: il giudice di ottemperanza può valutare le ragioni fattuali indicate dall'Amministrazione per giustificare la mancata esecuzione.
  • Ordini di esecuzione concreti (es. stampa di file) possono essere disposti se ritenuti compatibili con il precedente giudicato; eventuali controlli di sicurezza o verifiche amministrative possono essere richiesti ma non possono sostituirsi automaticamente all'esecuzione disposta dal giudice.
  • Se l'Amministrazione deduce fatti nuovi connessi al trasferimento del detenuto, questi fatti devono essere valutati in sede di ottemperanza; il semplice trasferimento non estingue né sposta automaticamente la competenza giudiziale.

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