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Cassazione Civile, Ordinanza n. 26972/2024 del 17/10/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (posta)

La controversia

La controversia nasce dall'incasso, presso uno sportello postale, di un assegno di traenza non trasferibile emesso dalla banca trattaria in favore di un danneggiato per la definizione di un sinistro. La compagnia assicurativa, quale soggetto che assumeva di aver subito il pregiudizio patrimoniale per l'abusivo pagamento a persona non legittimata, otteneva nei primi due gradi la condanna della società postale al risarcimento del danno. Il giudice di merito riteneva responsabile l'istituto negoziatore perché aveva identificato il presentatore del titolo, non cliente abituale né già noto allo sportello, sulla base del solo esame di una patente di guida e del codice fiscale; escludeva inoltre il concorso causale della mittente della spedizione e riconosceva sulla somma da restituire anche la rivalutazione monetaria secondo il criterio indicato in sentenza. La società postale ricorreva in cassazione con due motivi: con il primo denunciava violazione e falsa applicazione dell'art. 43 del r.d. 1736/1933, degli artt. 1218, 40 e 41 c.p. e 1227 c.c., sostenendo che la corte territoriale aveva errato nel valutare la diligenza richiesta alla banca/negoziatrice e nel negare efficacia liberatoria alla prova dell'identificazione effettuata con un documento valido, non essendo richieste ulteriori indagini o verifiche non previste dalla legge; richiamava inoltre la natura non vincolante di una circolare ABI. Con il secondo motivo lamentava violazione degli artt. 1227, 1224 e 2697 c.c. per l'erroneo riconoscimento della rivalutazione monetaria sulla somma portata dall'assegno. La resistente ha resistito con controricorso.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il primo motivo di ricorso, ritenendo conforme alla giurisprudenza consolidata l'assunto secondo cui il giudizio di diligenza professionale della banca negoziatrice di un assegno di traenza integra un giudizio di diritto censurabile in cassazione quando si ponga in contrasto con i principi dell'ordinamento e con gli standard valutativi sociali. In applicazione di tali principi, la Corte ha osservato che la patente di guida è un mezzo ordinario di identificazione personale e che l'istituto bancario non è tenuto, salvo specifiche previsioni di legge, a svolgere verifiche ulteriori o indagini presso il comune di nascita; ha inoltre escluso che la raccomandazione ABI richiamata dal giudice di merito avesse valore precettivo. Ne è derivata la cassazione della sentenza impugnata con rinvio al Tribunale di Roma, in diversa composizione, per nuovo esame e per la regolazione delle spese. Il secondo motivo è stato dichiarato assorbito.

Norme richiamate

  • art. 43 r.d. 21 dicembre 1933, n. 1736

    Richiamato come norma sulla circolazione e pagamento degli assegni; non impone, per l'identificazione del presentatore, verifiche ulteriori oltre quelle previste dall'ordinamento e dagli standard di diligenza professionale.

  • art. 1176, comma 2, c.c.

    La diligenza professionale della banca negoziatrice è clausola generale la cui concreta integrazione è un giudizio di diritto, censurabile in cassazione se incompatibile con i principi dell'ordinamento e con gli standard sociali.

  • art. 1218 c.c.

    Invocato nel ricorso per contestare la responsabilità da inadempimento della banca negoziatrice; il suo richiamo è stato assorbito dall'accoglimento del primo motivo.

  • art. 1227 c.c.

    Richiamato sia per il concorso colposo del danneggiato sia per il motivo relativo alla rivalutazione; la Corte ha ritenuto fondato il rilievo sulla responsabilità, assorbendo il profilo sul quantum.

  • art. 1224 c.c.

    Richiamato in relazione al trattamento della somma dovuta e alla rivalutazione monetaria; motivo assorbito.

  • art. 2697 c.c.

    Richiamato con riferimento all'onere della prova sulla corretta identificazione e sul quantum; motivo assorbito.

  • artt. 40 e 41 c.p.

    Richiamati nel motivo per contestare il nesso di causalità e l'eventuale concorso causale nella produzione del danno.

  • d.lgs. n. 231 del 2007

    Richiamato come disciplina antiriciclaggio: individua modalità tipiche di identificazione della clientela e non impone il ricorso a ogni possibile mezzo o verifiche eccedenti quelle tipizzate.

Massime di principio

  • Nel pagamento o negoziazione di un assegno di traenza non trasferibile, la diligenza professionale dell'operatore va misurata sulla base degli standard normativi e sociali concretamente esigibili, senza pretendere controlli ulteriori non previsti dalla legge.
  • L'identificazione del presentatore del titolo mediante un documento di identità normalmente valido può essere sufficiente a integrare l'adempimento della diligenza richiesta, salvo che emergano elementi specifici di anomalia, alterazione o contraffazione del titolo.
  • Le circolari o raccomandazioni associative, in assenza di forza normativa, non possono elevare a regola giuridica vincolante una mera prassi prudenziale non recepita dall'ordinamento positivo.
  • La valutazione del giudice di merito sulla diligenza professionale, quando integra il contenuto di una clausola generale, è sindacabile in cassazione se si discosta dai principi di diritto e dagli standard valutativi correnti.
  • Se il motivo sulla responsabilità viene accolto e comporta la cassazione con rinvio, restano assorbiti i motivi che investono esclusivamente il quantum o profili dipendenti della condanna.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniTitoli di credito
RamiProcesso civileCommerciale
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaNesso di causalitàBuona fede e correttezza

Testo integrale

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