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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46816/2024 del 19/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Murana era stato condannato per il reato previsto dall'art. 75 d.lgs. n. 159/2011 per aver, nei mesi di marzo-aprile 2021, violato le prescrizioni della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno associandosi in tre occasioni a soggetti pregiudicati. In cassazione il ricorrente deduceva vizi di motivazione: la sentenza non avrebbe accertato se gli incontri fossero occasionali per motivi di lavoro (mancanza dell'abitualita), e non avrebbe valutato correttamente l'elemento soggettivo ritenendo possibile un errore di interpretazione del decreto che gli avrebbe fatto credere di non dover chiedere autorizzazione per incontri legittimi per motivi di lavoro.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha ritenuto irrilevante la memoria del Sostituto Procuratore generale depositata oltre il termine previsto dall'art. 611 c.p.p. e ha confermato i principi di diritto richiamati: il delitto di cui all'art. 75 è un reato abituale che richiede pluralita e ripetizione di contatti; il dolo richiesto è dolo generico; l'ignoranza della prescrizione è scusabile solo se inevitabile. Nel caso concreto la Corte di merito aveva accertato che i contatti erano continui in ragione della comune attivita lavorativa (vendita di prodotti ortofrutticoli e molluschi), e che l'imputato era consapevole delle condanne dei frequentati per il rapporto di parentela. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende (ai sensi dell'art. 616 c.p.p.).

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 159 del 2011, art. 75

    non presente nel testo integrale

    Il divieto di 'non associarsi abitualmente' con persone pregiudicate configura un reato di natura abituale; occorre una serie reiterata di condotte e la conoscenza, almeno implicita, dei pregiudizi gravanti sui soggetti frequentati.

  • d.lgs. n. 159 del 2011, art. 8, comma 4

    Consente al sorvegliato di chiedere autorizzazione per incontrare familiari anche se questi risultano pregiudicati; specifica che la necessita lecita può giustificare istanze di deroga.

  • cod. proc. pen., art. 611

    Stabilisce termini per il deposito della requisitoria del Pubblico Ministero; la Corte ha escluso dal vaglio la requisitoria depositata oltre il termine poiché il rispetto del termine garantisce l'effettivita del contraddittorio cartolare.

  • cod. proc. pen., art. 616

    Prevede la condanna alle spese processuali e l'obbligo di versamento alla Cassa delle ammende in caso di declaratoria di inammissibilita del ricorso.

  • cod. pen., art. 5

    richiamato nel testo in riferimento all'ignoranza della legge

    L'ignoranza della legge penale puo costituire scusante solo se inevitabile; la dimenticanza non esclude il dolo a meno che l'ignoranza non sia inevitabile.

Massime di principio

  • Per integrare il delitto di cui all'art. 75 d.lgs. 159/2011 non basta un singolo incontro: occorre una pluralita di contatti ripetuti e riconducibili a un'unica matrice di abitualita.
  • La qualita del rapporto (parentela o comunita di lavoro) può costituire elemento probatorio per la conoscenza, da parte del sorvegliato, delle condanne o delle misure gravanti sui frequentati.
  • L'elemento soggettivo richiesto e' il dolo generico: e' sufficiente la consapevolezza dell'obbligo e la volontà di violarlo; le finalita dell'azione (es. motivi lavorativi) non escludono automaticamente il reato.
  • Se il sorvegliato necessita di incontrare familiari pregiudicati per ragioni lecite (anche di lavoro), deve chiedere preventiva autorizzazione all'autorita giudiziaria; l'assenza di tale autorizzazione non e' giustificazione automatica.
  • In sede di cassazione la mancata osservanza dei termini processuali (es. deposito tardivo della requisitoria del PG) puo comportare l'esclusione dalle valutazioni del Collegio.
  • Ricorsi che non affrontano in modo specifico e produttivo le motivazioni della sentenza di merito rischiano di essere dichiarati inammissibili e di comportare condanne alle spese e sanzioni (Cassa delle ammende).

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