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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24553/2022 del 24/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'assoluzione pronunciata dal Tribunale di Teramo: il PM contestava l'assoluzione di Luciano D'Amico dall'indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato (art. 316-ter c.p.) e dal peculato (art. 314 c.p.), nonche' l'assoluzione di Stefano Traini dall'abuso d'ufficio (art. 323 c.p.). Il ricorso sosteneva che la fattispecie di indebita percezione fosse configurabile per omissione di informazioni dovute e silenzio antidoveroso relativo alla riduzione dell'impegno didattico di D'Amico, che avrebbe determinato erogazioni non spettanti; che l'assegnazione dei 10 tablet costituisse peculato malgrado la ratifica; e che la concessione dell'autorizzazione da parte di Traini fosse mera violazione di legge non discrezionale, idonea a integrare abuso d'ufficio.

La decisione

Il ricorso e' stato dichiarato infondato e pertanto rigettato. E' stata confermata l'assoluzione di Luciano D'Amico per indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato e per peculato, e l'assoluzione di Stefano Traini per abuso d'ufficio. La Corte ha rilevato: assenza di prova del danno economico o funzionale per l'Ateneo; che l'incarico extra-istituzionale era stato comunicato e autorizzato dagli organi di Ateneo e svolto a titolo gratuito; che la fattispecie di art. 316-ter riguarda erogazioni 'agevolate' e non lo stipendio ordinario; che il decreto rettorale di urgenza, poi ratificato dal Consiglio di Amministrazione, esclude appropriazione penalmente rilevante; e che l'autorizzazione degli organi universitari rientra in ambiti di discrezionalita' la cui mera violazione amministrativa non basta a configurare il reato di abuso d'ufficio in assenza di danno o vantaggio ingiusto.

Norme richiamate

  • art. 316-ter cod. pen. (indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato)

    La norma tutela erogazioni di tipo agevolato (contributi, finanziamenti, mutui agevolati). Lo stipendio o compenso ordinario del pubblico dipendente non rientra nell'ambito materiale della norma, pertanto la percezione dell'indennita' accademica non puo' essere assimilata a erogazione 'agevolata'.

  • art. 314 cod. pen. (peculato)

    Richiede appropriazione di beni pubblici o distrazione dalla destinazione pubblica. Un decreto rettorale adottato per necessita' e urgenza e successivamente ratificato dall'organo competente non integra l'appropriazione penalmente rilevante; la valutazione gestionale degli organi amministrativi limita il sindacato penale.

  • art. 323 cod. pen. (abuso d'ufficio)

    Per la configurazione del reato occorre violazione di norme o regolamenti e la conseguente produzione di un danno ingiusto o di un vantaggio patrimoniale ingiusto. La mera discrezionalita' degli organi universitari nella valutazione di compatibilita' e l'assenza di danno o di vantaggio ingiusto escludono la rilevanza penale.

  • art. 53 comma 7 d.lgs. 165/2001 (TU pubblico impiego)

    Dispone che, con riferimento ai professori a tempo pieno, statuti e regolamenti di ateneo disciplinano criteri e procedure per autorizzare incarichi extra-istituzionali retribuiti; la norma attribuisce competenze valutative agli organi di Ateneo e prevede la destinazione del compenso in caso di inosservanza. In concreto la disposizione giustifica l'autonomia valutativa degli organi universitari e limita la rilevanza penale quando le autorizzazioni sono state rilasciate e l'incarico svolto gratuitamente.

  • art. 6 legge 240/2010 (professori e incarichi)

    Regola la qualifica del professore e le condizioni per opzione tempo definito e i limiti per incarichi gestionali. Anche se rilevante, la norma non impone automaticamente responsabilita' penale se la valutazione di compatibilita' e' stata compiuta dagli organi competenti e non sussistono danno o vantaggio ingiusto.

Massime di principio

  • Per reati come l'indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato (art. 316-ter) e' necessario che l'erogazione abbia natura 'agevolata'; lo stipendio ordinario del pubblico dipendente generalmente non rientra in questa fattispecie.
  • La prova del danno economico o funzionale all'amministrazione e dell'elemento psicologico e' centrale: l'assenza di tali elementi rende infondata l'accusa penale anche se sussistono profili amministrativi o contabili.
  • Le autorizzazioni e i pareri resi dagli organi universitari (Dipartimento, Senato, Avvocatura dello Stato, ecc.) e la rinuncia alla retribuzione riducono fortemente la rilevanza penale dell'incarico extra-istituzionale.
  • Il peculato non si configura quando un atto amministrativo adottato in urgenza viene ratificato dall'organo competente e la destinazione dei beni e' stata valutata nell'interesse dell'amministrazione.
  • Per l'abuso d'ufficio e' richiesta non solo la violazione normativa ma anche l'effetto di un danno ingiusto o di un vantaggio patrimoniale ingiusto; il vizio amministrativo da solo non basta.
  • La qualita' di professore a tempo pieno o a tempo definito non puo' essere presunta in base al solo impegno esterno svolto: l'opzione richiede le formalita' e le procedure previste dalla legge.
  • La tutela penale e' sussidiaria rispetto a quella amministrativa e contabile: molte irregolarita' possono dar luogo a responsabilita' disciplinare o erariale senza integrare un reato penale.

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