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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19871/2025 del 28/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la sentenza del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto del 13/03/2024 che li aveva condannati (proprietari/committenti Lesina Nunzio, Franco e Renato e il direttore dei lavori Aliquò Rocco) per violazioni in materia edilizia e antisismica (artt. 93-95 e artt. 67-71 d.P.R. 380/2001), con l'addebito di avere realizzato opere in cemento armato in totale difformità dal progetto autorizzato e in sostanziale assenza del tecnico abilitato. I motivi di ricorso invocavano, tra l'altro, carenza di motivazione (soprattutto circa il ruolo effettivo di Aliquò e la mancata formalizzazione dell'incarico), l'avvenuta prescrizione dei reati (sostenendo che i lavori erano conclusi nel 2018) e l'errata valutazione probatoria rispetto alla direzione lavori.

La decisione

La Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto manifestamente infondati i motivi relativi alla prescrizione, aderendo all'orientamento maggioritario secondo cui le violazioni antisismiche ed alcune violazioni edilizie (artt. 93-95 e artt. 67-71 d.P.R. 380/2001) hanno natura di reato permanente o di 'consumazione prolungata' e pertanto la prescrizione decorre dall'ultimazione dei lavori o dall'adempimento degli obblighi amministrativi (denuncia/progetto/autorità). Quanto ad Aliquò, la Corte ha ritenuto irrilevante la mancata formalizzazione di una lettera di incarico quando la sua figura risultava documentalmente comunicata all'amministrazione (Genio Civile) e ha osservato che l'onere di dimostrare la rinuncia all'incarico gravava sull'imputato. Le doglianze sulla valutazione probatoria (es. presenza di un direttore dei lavori) sono state ritenute infondate poiché la sentenza di merito aveva accertato lo stato dei lavori al 18/05/2021; l'argomento non poteva essere riaperto in cassazione.

Norme richiamate

  • D.P.R. 380/2001, artt. 93-95

    Le norme che impongono denuncia dei lavori, presentazione del progetto e autorizzazione per lavori in zone sismiche sono state interpretate come fattispecie a consumazione prolungata/reati permanenti: la violazione perdura fino all'ultimazione dei lavori o all'ottenimento dell'autorizzazione; la prescrizione quindi decorre dal completamento dell'opera.

  • D.P.R. 380/2001, art. 29

    "il titolare del permesso di costruire, il committente e il costruttore sono responsabili, ai fini e per gli effetti delle norme contenute nel presente capo, della conformità delle opere ... Essi sono, altresì, tenuti al pagamento delle sanzioni pecuniarie ... salvo che dimostrino di non essere responsabili dell'abuso"

    L'art. 29 attribuisce al direttore dei lavori un obbligo di vigilanza continuativa sulle opere e prevede l'esonero solo se il direttore contesta formalmente le violazioni e rinuncia all'incarico con contestuale comunicazione; l'assenza di una lettera di incarico non esclude la responsabilità se la sua nomina è risultata documentalmente all'amministrazione.

  • D.P.R. 380/2001, artt. 67-71 (in particolare art. 71 in relazione all'art. 64 commi 2-3)

    Le norme in materia di opere in conglomerato cementizio sono a tutela della pubblica incolumità; le violazioni riferite a lavori in cemento armato hanno natura permanente e la consumazione si protrae fino all'ultimazione dell'opera, alla sospensione totale per provvedimento autoritativo o ad una desistenza inequivoca.

  • Codice penale, art. 157 (prescrizione)

    La Corte ha ritenuto che l'eccezione di prescrizione è inapplicabile fino al momento di conclusione del reato permanente; i ricorrenti non hanno dimostrato la data certa di ultimazione dei lavori, perciò la prescrizione non era maturata.

  • Codice di procedura penale, art. 129

    Norma richiamata nelle censure relative alla motivazione: la Corte ha ritenuto che le doglianze non superano il vaglio di ammissibilità e non giustificano la cassazione per vizio di motivazione.

Massime di principio

  • I reati previsti dagli artt. 93-95 d.P.R. 380/2001 (normativa antisismica: denuncia dei lavori, progetto e autorizzazione) e le violazioni relative alle opere in conglomerato cementizio possono avere natura di reato permanente o a consumazione prolungata: la prescrizione decorre dall'ultimazione dei lavori o dall'adempimento formale richiesto (denuncia/progetto/autorità).
  • La responsabilità del direttore dei lavori perdura fino alla formale conclusione dell'incarico o alla rinuncia comunicata secondo art. 29 d.P.R. 380/2001: la mera assenza di una lettera d'incarico non scalfisce la responsabilità se risulta documentalmente che la sua figura era indicata alle autorità competenti.
  • L'onere probatorio relativo alla data di ultimazione dei lavori o alla rinuncia all'incarico grava sull'imputato (principio della vicinanza della prova); per eccepire efficacemente la prescrizione è necessario allegare elementi probatori precisi e documentali.
  • La realizzazione di opere in 'totale difformità' rispetto al progetto approvato equivale, di fatto, all'esecuzione di lavori in assenza di titolo abilitativo e costituisce autonoma violazione sanzionabile, anche indipendentemente dalla valutazione postuma del rischio effettivo dell'opera.
  • In sede di legittimità non è possibile rimettere in discussione liberamente accertamenti di fatto fondati su documentazione e verbali processuali (es. sopralluogo 18/05/2021): tali accertamenti hanno carattere vincolante a meno che non emergano profili di illegittimità radicale.
  • Se ci si trova in una situazione analoga, chi difende dovrebbe documentare con precisione la data di cessazione dei lavori o la formale rinuncia all'incarico (comunicazioni agli uffici, atti amministrativi, deposito progettuale, documentazione catastale) per rendere efficace un'eccezione di prescrizione.

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