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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26275/2024 del 04/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore generale ha impugnato la sentenza di applicazione della pena ex art. 444 c.p.p. perché il Giudice dell'udienza preliminare, pur avendo applicato la pena sospesa di sei mesi per il delitto previsto dall'art. 316-ter c.p., non ha disposto la confisca obbligatoria del profitto del reato (o la confisca per equivalente) prevista per quel titolo di reato, con la conseguente illegittimità della pena in base all'art. 448, comma 2-bis c.p.p.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo ammissibile e fondato il motivo: la confisca del profitto del reato prevista dall'art. 322-ter c.p. (e dalla disposizione richiamata, art. 11 legge 16 marzo 2006, n. 146) è misura obbligatoria e doveva essere disposta anche nella sentenza di applicazione della pena ex art. 444 c.p.p., indipendentemente dall'accordo tra le parti. Perciò la sentenza impugnata è stata annullata limitatamente alla statuizione sulla confisca e rinviata al Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Brescia per nuovo giudizio sul punto.

Norme richiamate

  • art. 444 cod. proc. pen.

    Disciplina la sentenza di applicazione della pena mediante patteggiamento; la misura della confisca obbligatoria, prevista da legge per taluni reati, deve essere disposta anche nella sentenza di applicazione della pena ai sensi di questa norma.

  • art. 322-ter cod. pen.

    Prevede la confisca obbligatoria del profitto del reato (o, se non possibile, la confisca per equivalente) per i reati a cui si riferisce, tra cui il delitto contestato; è la norma che impone la misura che il giudice ha omesso.

  • art. 11, legge 16 marzo 2006, n. 146

    Richiamata come fonte normativa che prevede la confisca obbligatoria in relazione a contributi pubblici indebitamente percepiti; la confisca prevista da tale legge è obbligatoria e va disposta anche nel patteggiamento.

  • art. 448, comma 2-bis cod. proc. pen.

    Limita l'impugnabilità in cassazione delle sentenze di applicazione della pena alle ipotesi tassative indicate (tra cui l'illegalità della pena), ma la Corte ha ritenuto che quando la misura mancante è obbligatoria per legge, il ricorso per cassazione è ammissibile secondo la disciplina generale.

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Richiamato come disciplina generale del ricorso per cassazione quando si tratta di annullare una misura obbligatoria prevista dalla legge, nonostante i limiti dell'art. 448, comma 2-bis.

Massime di principio

  • Quando la legge prevede una confisca obbligatoria per un determinato reato, il giudice deve disporla anche nell'ambito di una sentenza di applicazione della pena (patteggiamento), anche se le parti non l'hanno concordata.
  • L'omissione di una misura obbligatoria prevista dalla legge rende la pena illegale e può dare luogo ad annullamento parziale della sentenza in Cassazione (anche se l'art. 448, comma 2-bis c.p.p. limita le impugnazioni delle sentenze di patteggiamento).
  • La confisca può essere disposta 'per equivalente' quando la confisca diretta del bene profitto non è possibile; il giudice deve valutare e applicare la forma di confisca necessaria a garantire il recupero del profitto illecito.
  • In casi analoghi il pubblico ministero può proporre ricorso per cassazione limitatamente all'illegalità della pena per omissione di una misura obbligatoria e ottenere l'annullamento con rinvio soltanto sulla statuizione omessa.
  • Per la difesa: nel negoziare un patteggiamento è importante affrontare espressamente la questione delle misure obbligatorie (es. confisca) o, se non condivise, prepararsi alla possibilità che il giudice le imponga comunque in sentenza.

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