Cassazione Penale, Ordinanza n. 23023/2025 del 18/06/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
Con sentenza resa su richiesta delle parti, il GIP ha applicato all'imputato la pena di anni uno e mesi due di reclusione ed euro 3.000 di multa per il reato di detenzione illecita di sostanze stupefacenti, con riconoscimento delle attenuanti generiche prevalenti sulla contestata recidiva e della continuazione. La contestazione riguardava la detenzione di marijuana, hashish e cocaina, oltre a due bilancini di precisione e alla somma di euro 28.550,00, poi sottoposta a confisca. Il ricorso per cassazione, proposto dall'imputato tramite difensore, deduceva un unico motivo di vizio di motivazione in relazione alla confisca del denaro, sostenendo implicitamente l'assenza di presupposti per l'ablazione della somma.
La decisione
La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso perché manifestamente infondato e generico. Ha rilevato che la censura non si confrontava con la motivazione della sentenza impugnata, la quale aveva disposto la confisca della somma di euro 28.550,00 valorizzandone l'importo rilevante e la assoluta sproporzione rispetto alle capacità reddituali e di risparmio dell'imputato. La Corte ha distinto la confisca del denaro nel reato di mera detenzione di stupefacenti, non consentita ai sensi dell'art. 240 c.p. e dell'art. 73, comma 7-bis, d.P.R. 309/1990, dalla confisca allargata ex art. 240-bis c.p., richiamata dall'art. 85-bis d.P.R. 309/1990, applicabile quando il condannato non giustifichi la provenienza del denaro o la sua proporzionalità rispetto a fonti lecite. Conseguentemente ha confermato la statuizione di confisca per sproporzione e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 73, commi 1 e 4, d.P.R. n. 309/1990
norma incriminatrice posta a base della condanna per detenzione di sostanze stupefacenti; nel caso descritto la condotta riguardava la mera detenzione di marijuana, hashish e cocaina.
art. 73, comma 7-bis, d.P.R. n. 309/1990
richiamato per escludere che, nel reato di mera detenzione di stupefacenti, possa disporsi la confisca del denaro in assenza del necessario nesso con il reato, ipotesi invece riferita alla cessione.
art. 85-bis d.P.R. n. 309/1990
consente, per rinvio, l'applicazione della confisca allargata di cui all'art. 240-bis c.p. in relazione ai reati in materia di stupefacenti, quando il condannato non giustifichi la provenienza del denaro o la sua proporzionalità a fonti lecite.
richiamato per escludere la confiscabilità del denaro nel caso di mera detenzione di stupefacenti, in difetto di nesso con il reato.
base della confisca allargata o per sproporzione, applicabile quando il bene non risulti giustificato rispetto ai redditi leciti del condannato.
richiamato per la conseguenza legale dell'inammissibilità del ricorso, con condanna al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende.
Corte Cost., sent. n. 186/2000
richiamata per escludere ragioni di esonero dalla sanzione pecuniaria conseguente all'inammissibilità.
Massime di principio
- Nel reato di mera detenzione illecita di stupefacenti la confisca del denaro non è automaticamente consentita come profitto o prodotto del reato, perché occorre un effettivo nesso tra la somma e la condotta contestata.
- La confisca allargata ex art. 240-bis c.p. può invece essere disposta, nei casi previsti, quando la somma sequestrata risulti di importo rilevante e sproporzionato rispetto alle lecite capacità reddituali del condannato e questi non ne giustifichi la provenienza.
- Il motivo di ricorso è inammissibile per genericità quando si limita a censurare la confisca senza confrontarsi con la specifica ratio decidendi della sentenza impugnata.
- L'inammissibilità del ricorso comporta ex lege la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende, salvo ragioni di esonero.
- In sede di controllo di legittimità sulla confisca per sproporzione è decisivo verificare se il giudice di merito abbia effettivamente fondato l'ablazione sulla giustificazione assente o insufficiente della provenienza lecita del denaro.
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