Cassazione Civile, Sentenza n. 11590/2021 del 04/05/2021
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnava un avviso di accertamento notificato quale ex amministratore della società fallita Kidstore s.r.l., con addebiti per omessa presentazione della dichiarazione dei redditi 2009, omessa presentazione della dichiarazione IVA e mancata tenuta dei libri contabili. In Cassazione deduceva, tra l'altro, l'effetto di giudicato derivante da pronuncia penale di assoluzione e la cessazione delle sue funzioni amministrative per effetto della dichiarazione di fallimento, che a suo avviso avrebbe esonerato dall'obbligo di presentare la dichiarazione i cui termini scadevano dopo la dichiarazione di fallimento.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato la decisione della Commissione Tributaria Regionale che aveva annullato gli addebiti relativi all'omessa dichiarazione IVA e alla mancata tenuta dei libri contabili, ma aveva confermato l'avviso di accertamento per l'omessa presentazione della dichiarazione dei redditi 2009. La Corte ha ritenuto infondata l'eccezione di autorità del giudicato penale e ha affermato che l'obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi relativa a periodi di imposta anteriori alla dichiarazione di fallimento resta in capo al fallito/ex-amministratore; il curatore è obbligato per i periodi successivi e per l'intervallo compreso tra l'inizio del periodo d'imposta e la dichiarazione di fallimento. Non sono state inflitte spese particolari in considerazione della costituzione limitata dell'Ufficio; è comunque posto l'obbligo del versamento dell'ulteriore contributo unificato previsto.
Norme richiamate
DPR 22 luglio 1998, n. 322, art. 5
Stabilisce che il curatore presenta la dichiarazione per il periodo compreso tra l'inizio del periodo d'imposta e la data in cui ha effetto la dichiarazione di fallimento; da ciò consegue che la dichiarazione relativa a periodi anteriori al fallimento resta a carico del fallito.
D.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 7, comma 4
Richiamato per evidenziare il diverso regime probatorio nel processo tributario rispetto al penale: nel giudizio tributario trovano ingresso anche presunzioni semplici che non avrebbero efficacia per una condanna penale.
DPR 29 settembre 1973, n. 600, artt. 1, 4 e 5
Richiamati dal ricorrente; la Corte non ha rilevato violazioni nella loro applicazione rispetto all'accertamento confermato per la dichiarazione dei redditi 2009.
D.lgs. 18 dicembre 1997, n. 471, art. 1, comma 1
Richiamato dal ricorrente in relazione alle sanzioni, senza che la Corte ravvisi una applicazione illegittima oggetto di cassazione.
Codice di procedura civile, art. 360, comma 1, nn. 3 e 4
Richiamato in relazione ai motivi di cassazione proposti (violazione di legge e vizio di motivazione). La Corte ricorda il ristretto sindacato di legittimità sulla motivazione dopo la riforma e valuta l'assenza di vizio radicale nella motivazione della CTR.
Codice di procedura civile, art. 132 e art. 156
Richiamati nella contestazione di nullità della sentenza per motivazione omessa o apparente; la Corte ritiene che la motivazione della CTR sia esaustiva e coerente.
D.L. 22 giugno 2012, n. 83, art. 54 (conversione legge n. 134/2012) - riforma art. 360 c.p.c.
Rilevata come norma di riferimento per il limite del sindacato in Cassazione sulla motivazione: il controllo è ristretto ai vizi estremi della motivazione.
DPR 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater
Cita l'obbligo del ricorrente relativo al versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.
D.lgs. 74/2000 (art. 81 e richiamo al capo di imputazione nel processo penale)
Menzi0nato in relazione alla sentenza penale di assoluzione richiamata dal ricorrente; serve a contestualizzare il tentativo di fare valere la pronuncia penale nel contenzioso tributario.
Massime di principio
- Una sentenza penale di assoluzione non produce automaticamente efficacia di giudicato nel processo tributario: il giudice tributario può ritenere l'esistenza di responsabilità fiscale anche quando mancano gli elementi per una condanna penale, per effetto di standard probatori e presunzioni differenti.
- In caso di fallimento, l'obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi relativa a periodi di imposta anteriori alla dichiarazione di fallimento rimane a carico del fallito (es.: l'amministratore); il curatore è obbligato per i periodi successivi e per l'intervallo che va dall'inizio del periodo di imposta fino alla dichiarazione di fallimento.
- La dichiarazione di fallimento non estingue automaticamente gli organi sociali né i loro poteri rappresentativi fino a che non intervengano atti specifici della procedura che ne dispongano diversamente; pertanto non sempre la nomina del curatore esonera l'amministratore dall'obbligo di adempiere a dichiarazioni riferite a periodi anteriori.
- In Cassazione il sindacato sulla motivazione è molto ristretto: può essere censurata solo l'assenza materiale della motivazione, la motivazione apparente, il contrasto insanabile tra affermazioni inconciliabili o l'incomprensibilità obiettiva; il semplice vizio di insufficienza della motivazione non è generalmente idoneo a fondare la cassazione.
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