Cassazione Civile, Sentenza n. 16376/2023 del 09/06/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Disputa relativa al regolamento dei confini e all'apposizione dei termini su una striscia di terreno larga 7 metri da destinare a strada privata e su un'area soggetta a servitù di passaggio (atto di divisione 1983). L'attore chiedeva anche che il convenuto contribuisse alle spese necessarie per destinare la striscia a strada privata, il risarcimento per il deprezzamento del fondo dominante e il risarcimento del mancato guadagno per la mancata vendita del fondo a Ciro Zacometti (proposta condizionata alla realizzazione della strada asfaltata). Il convenuto si difendeva, contestando gli altri richieste salvo il regolamento dei confini, e eccependo che alcune domande erano già state proposte in separato processo.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. In primo e secondo grado erano stati regolati i confini, apposti i termini e individuate le aree destinate a strada privata e a servitù; le altre domande erano state respinte. La Suprema Corte ha ritenuto infondato il motivo principale (obbligo di contribuire alle spese): la corte di merito aveva valutato correttamente, tra l'altro, che la striscia di 7 metri, coinvolgendo più particelle di proprietà alterna, configura una strada privata ex collatione agrorum privatorum e rientra nel regime di comunione ai sensi dell'art. 1100 c.c., per cui non si può imporre unilateralmente al singolo proprietario un contributo sproporzionato. Inoltre non è emersa violazione del dovere di buona fede: la parte non è tenuta a sostenere un sacrificio eccessivo. Di conseguenza sono venute meno le questioni su danni e mancato guadagno, che presupponevano la fondatezza del primo motivo. Spese del giudizio di cassazione a carico del ricorrente: liquidate in favore del resistente in €5.500 oltre €200 per esborsi e generali pari al 15% sui compensi; inoltre rilevata la sussistenza dei presupposti per il versamento di un'ulteriore somma ai sensi dell'art.13 d.p.r. 115/2002.
Norme richiamate
art. 1218 c.c.; art. 1220 c.c.; art. 1460 co. 2 c.c.
Richiamate dalla parte ricorrente per sostenere l'obbligo di adempimento e la responsabilità per inadempimento; la Corte ha ritenuto che l'obbligo di contribuire non sussisteva nella misura invocata, anche per il limite imposto dal principio di buona fede quando l'adempimento comporterebbe un sacrificio sproporzionato.
art. 1362-1369 c.c. in relazione all'art. 1324 c.c.
Riferite in relazione all'interpretazione della proposta di acquisto condizionata: il ricorrente contestava l'interpretazione della corte d'appello circa la portata della condizione; la Corte ha ritenuto che tale questione attiene alla valutazione di merito e non sussistevano errori di diritto tali da giustificare la cassazione.
Richiamato per la pretesa di risarcimento del danno (mancato guadagno). La Corte ha osservato che la pretesa di danno presuppone l'accertamento dell'obbligo di contribuzione: essendo infondato il primo motivo, non poteva sussistere un diritto al risarcimento dedotto.
Citando i limiti del sindacato in Cassazione sulla valutazione della prova, la Corte ha escluso l'ammissibilità di una censura che si limitava a sovrapporre la valutazione del ricorrente sui risultati della c.t.u. a quella del giudice di merito, senza dedurre l'omesso esame di fatto decisivo.
La Corte ha qualificato la striscia di 7 metri come strada privata risultante da collatione agrorum privatorum, soggetta al regime di comunione tra i confinanti ex art.1100 c.c., con conseguenze sull'onere delle spese per la sua realizzazione.
d.p.r. 115/2002 art. 13 co.1 quater e art.1bis
Richiamati in relazione all'onere procedurale per il versamento di una somma aggiuntiva da parte del ricorrente per il ricorso in Cassazione, qualora dovuta.
Cass. sez. civ., sent. n. 30723/2018 (giurisprudenza citata)
Citata a supporto dell'assimilazione della strada realizzata per collatione agrorum privatorum al regime di comunione fra proprietari limitrofi.
Massime di principio
- Quando un atto di divisione prevede la destinazione di una striscia di terreno a strada che coinvolge più particelle di proprietari diversi, la stessa può configurarsi come strada privata ex collatione agrorum privatorum e rientrare nella comunione ex art.1100 c.c.; ciò influenza la ripartizione degli oneri per la sua realizzazione.
- Il rifiuto di un coerede o confinante a contribuire ai lavori non costituisce automaticamente inadempimento; va valutato il rapporto tra l'onere richiesto e il sacrificio imposto, alla luce del dovere di buona fede: non è obbligatorio sopportare un onere sproporzionato.
- Le domande di risarcimento per danni e mancato guadagno richiedono il previo accertamento dell'obbligo violato e del nesso causale: se il titolo sostanziale dell'obbligo manca, anche le pretese risarcitorie cadono.
- Le valutazioni tecniche (c.t.u.) e le valutazioni di merito sulla loro base non sono sindacabili in Cassazione salvo i motivi rigorosi di legge (es. art.360 c.p.c., n.5): le critiche dell'attore devono puntare a vizi di diritto o a omesso esame di fatto decisivo.
- L'interpretazione delle condizioni in una proposta contrattuale è questione di fatto e di merito; per ottenere la cassazione è necessario dimostrare errori di diritto o omissioni decisive nell'interpretazione compiuta dai giudici di merito.
- In giudizio le spese seguono la soccombenza; in Cassazione possono essere imposte integrazioni contributive ai sensi della normativa speciale (d.p.r. 115/2002).
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