Cassazione Civile, Ordinanza n. 36093/2023 del 27/12/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (utente)
La controversia
Una utente del servizio idrico integrato aveva agito per ottenere la restituzione delle somme pagate negli anni a titolo di canone di depurazione, assumendo di non aver mai fruito, nel proprio ambito, di un effettivo servizio di depurazione delle acque. Il giudice di pace aveva accolto la domanda. Il gestore aveva impugnato la decisione sostenendo: che per depurazione fosse sufficiente un trattamento primario; che il canone riguardasse un servizio di ambito e non la sola prestazione locale; che eventuali obblighi restitutori gravassero sulla diversa società che aveva materialmente riscosso i pagamenti; che il diritto fosse prescritto in cinque anni e non in dieci. Il tribunale aveva confermato la condanna, ritenendo necessario il trattamento secondario o equivalente ex D.Lgs. 152/2006 e rilevando la mancata prova dell'effettivo svolgimento del servizio richiesto. In Cassazione la società ha proposto sette motivi, insistendo su interpretazione delle norme ambientali, natura del canone, riparto dell'onere della prova, vizio di omesso esame, prescrizione e legittimazione passiva del cessionario d'azienda.
La decisione
La Corte ha rigettato tutti i motivi di ricorso. Ha ritenuto corretta l'interpretazione dell'art. 105 D.Lgs. 152/2006 nel senso che le acque reflue urbane devono essere sottoposte a trattamento secondario o equivalente; ha escluso che le norme richiamate dalla ricorrente incidessero sull'obbligo contrattuale in difetto di prova della loro efficacia integrativa; ha giudicato inammissibili i motivi relativi al carattere di ambito della tariffa e alla pretesa prova del funzionamento degli altri impianti, perché non colpivano la ratio decidendi fondata sulla mancanza di prova; ha affermato la prescrizione decennale dell'azione di ripetizione per mancata fruizione del servizio di depurazione; ha infine confermato che, in caso di cessione d'azienda, è legittimato passivo il cessionario subentrato nei rapporti contrattuali di utenza, e non il solo cedente che aveva incassato i pagamenti. Nessuna statuizione sulle spese per mancata costituzione dell'intimata.
Norme richiamate
richiamato dalla ricorrente tra le norme ambientali invocate, senza che la Corte ne ricavi una regola decisiva diversa da quella dell'art. 105
richiamato dalla ricorrente nell'ambito delle norme sulla depurazione, ma ritenuto non idoneo a superare l'obbligo di trattamento secondario
Le acque reflue urbane devono essere sottoposte, prima dello scarico, ad un trattamento secondario o ad un trattamento equivalente in conformità con le indicazioni dell'Allegato 5 alla parte terza del presente decreto
impone il trattamento secondario, ammettendo in alternativa un trattamento equivalente che realizzi lo stesso risultato
art. 2 D.M. 30/9/2009 n. 102
richiamato dalla ricorrente in supporto della propria tesi sul trattamento primario, ma non ritenuto decisivo
invocato dalla ricorrente, ma non ritenuto idoneo a incidere sulla disciplina del canone in assenza di prova del servizio
richiamato in relazione all'inadempimento del gestore e alla domanda di restituzione
richiamato per sostenere l'integrazione del contratto con norme di settore
richiamato in tema di correttezza nell'esecuzione del rapporto di utenza
invocato dalla ricorrente, ma non ritenuto centrale rispetto alla pretesa restitutoria
richiamato dalla ricorrente sulla natura del rapporto e del corrispettivo
richiamato per qualificare la pretesa come ripetizione dell'indebito; la Corte richiama però la propria giurisprudenza che esclude la prescrizione quinquennale e collega la domanda alla mancata prestazione del servizio
serve a determinare la tariffa e i servizi che concorrono al suo calcolo, ma non disciplina il profilo dell'adempimento o dell'eventuale sospensione del pagamento per inadempimento
richiamato nel motivo sulla valutazione delle norme e dei documenti, ma non determinante
invocato per il riparto dell'onere della prova; la Corte rileva che il gestore non ha provato il funzionamento degli impianti rilevanti
richiamato dalla ricorrente nell'ambito della disciplina del servizio idrico integrato
richiamato dalla ricorrente nell'ambito della disciplina del servizio idrico integrato
richiamato dalla ricorrente nell'ambito della disciplina del servizio idrico integrato
richiamato dalla ricorrente nell'ambito della disciplina del servizio idrico integrato
esclusa la sua applicazione; la domanda di restituzione della quota tariffaria per mancata fruizione del servizio di depurazione è soggetta a prescrizione decennale
richiamato nel motivo sul soggetto obbligato alla restituzione, ma ritenuto non decisivo
la domanda di restituzione della quota tariffaria è ricondotta dalla giurisprudenza richiamata al rimedio inadimplenti non est adimplendum, esperito in via di azione
in caso di cessione d'azienda, il cessionario subentra nei rapporti contrattuali di utenza in corso di esecuzione e resta legittimato passivo
non applicabile alla pretesa restitutoria nel caso di cessione d'azienda, secondo il principio richiamato
Massime di principio
- Nel servizio idrico integrato, la disciplina di settore può integrare il contenuto del rapporto contrattuale, ma il gestore che invochi norme programmatiche o di pianificazione deve dimostrarne l'effettiva attitudine a incidere sull'obbligazione dedotta in giudizio.
- L'art. 105 D.Lgs. 152/2006 impone, prima dello scarico, un trattamento secondario delle acque reflue urbane oppure un trattamento equivalente che ne realizzi il medesimo risultato; il solo trattamento primario non è sufficiente, salvo diversa equivalenza provata.
- Quando la domanda dell'utente riguarda la mancata erogazione del servizio di depurazione, il gestore che contesti il rimborso deve provare in concreto l'effettiva funzionalità degli impianti e la regolare erogazione del servizio nell'ambito rilevante.
- La tariffa del servizio idrico è determinata secondo criteri di settore, ma le norme sul calcolo del canone non disciplinano, di per sé, se il corrispettivo sia dovuto anche in caso di inadempimento del gestore.
- La pretesa restitutoria dell'utente per quota tariffaria pagata senza fruire del servizio di depurazione non è soggetta alla prescrizione quinquennale delle prestazioni periodiche, ma alla prescrizione decennale.
- In caso di cessione d'azienda, nei rapporti di utenza ancora in corso il cessionario subentra nel rapporto contrattuale ed è il soggetto passivamente legittimato rispetto alle domande restitutorie connesse all'inadempimento del servizio.
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