Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 07985/2026 del 27/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso l'ordinanza del Tribunale di Napoli che aveva sostituito la custodia in carcere con gli arresti domiciliari; i difensori deducevano tre motivi: 1) vizio di motivazione, mancanza e contraddittorietà nella valutazione della gravità indiziaria e travisamento della prova rispetto ai delitti di corruzione contestati (capo 1 e capo 11), con richiesta di diversa qualificazione delle condotte; 2) inosservanza delle norme sulle esigenze cautelari, mancanza di adeguata motivazione circa proporzionalità e adeguatezza della misura (compresa la considerazione delle dimissioni dall'incarico e della natura dell'attività professionale del ricorrente); 3) nullità dell'ordinanza del GIP per omessa valutazione degli elementi favorevoli e violazione dell'art. 292 comma 2-ter c.p.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto inammissibili per aspecificità alcune censure (soprattutto relative all'art. 292 c.p.p.) e ha dichiarato infondati gli altri motivi. La Corte ha confermato la corretta valutazione del Tribunale del riesame circa la sussistenza dei gravi indizi nei confronti di Rescigno per entrambe le ipotesi di corruzione (atto contrario ai doveri d'ufficio) desunte da dichiarazioni del fiduciario, intercettazioni e riscontri bancari/ amministrativi; ha inoltre ritenuto legittima la qualificazione come corruzione propria e ha escluso l'applicabilità del reato di traffico di influenze illecite nella fattispecie. La Corte ha considerato adeguata la misura cautelare (arresti domiciliari) in relazione alle esigenze cautelari indicate dal Tribunale del riesame. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali ai sensi dell'art. 616, comma 1 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 191 cod. proc. pen.

    Citato tra le norme richiamate nella censura difensiva relativa alla motivazione; la Corte non ha ritenuto che la motivazione del giudice di merito violasse i parametri di dette norme

  • art. 273 cod. proc. pen.

    Richiamato dai difensori in tema di motivazione e valutazione delle prove; la Corte ha ritenuto le argomentazioni del Tribunale del riesame non illogiche né contraddittorie

  • art. 309 cod. proc. pen.

    Richiamato nella critica alla motivazione sulle esigenze cautelari; la Corte ha ritenuto che il giudice di merito abbia adeguatamente valutato gli elementi rilevanti

  • art. 274 cod. proc. pen.

    Invocato a sostegno dell'eccezione di carenza delle esigenze cautelari; la Corte ha escluso la violazione normativa, ritenendo le valutazioni del riesame non manifestamente illogiche

  • art. 275 cod. proc. pen.

    Richiamato dai difensori circa la proporzionalità della misura; la Corte ha confermato che il Tribunale del riesame ha valutato correttamente la necessità e l'adeguatezza degli arresti domiciliari

  • art. 292, comma 2-ter cod. proc. pen.

    I difensori hanno lamentato omissione nella considerazione degli elementi favorevoli. La Corte ha ritenuto il motivo aspecifico e ha precisato che il giudice del riesame non è tenuto a confutare ogni singola allegazione difensiva, ma solo le deduzioni oggettivamente contrastanti con gli elementi accusatori

  • art. 616, comma 1 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la condanna alle spese processuali del ricorrente in caso di rigetto del ricorso

  • art. 110 cod. pen.

    Richiamato nella ricostruzione del concorso di persone nel reato di corruzione, affermando che l'intermediario può concorrere nella corruzione propria

  • art. 319 cod. pen.

    Norma sulla corruzione; la Corte ha confermato la qualificazione delle condotte, ritenendo che la promessa o la dazione anche se non realizzata può integrare il delitto

  • art. 346-bis cod. pen.

    Norma sul traffico di influenze illecite; la Corte ha escluso la sua applicabilità nella fattispecie, in quanto si è ritenuto che si trattasse di corruzione propria e non di mera mediazione

  • art. 107 d.lgs. 267/2000

    Richiamato per spiegare i limiti dell'intervento del sindaco nelle scelte gestionali degli uffici comunali; la Corte ha ritenuto che la promessa di ingerenza costituisca atto contrario ai doveri d'ufficio

  • art. 50 d.lgs. 267/2000

    Richiamato per delineare le competenze del sindaco rispetto ai dirigenti; la Corte l'ha utilizzato per sostenere l'illegittimità dell'ingerenza nel conferimento dell'incarico

Massime di principio

  • In sede cautelare la gravità indiziaria può essere fondata su un compendio di elementi (dichiarazioni del collaboratore, intercettazioni, riscontri bancari e documentazione amministrativa) senza che sia necessaria la prova definitiva della responsabilità
  • La corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio si realizza anche quando il pubblico agente, pur formalmente operando in modo regolare, elude doveri di imparzialità o le regole di attribuzione delle competenze in favore del corruttore
  • La distinzione tra corruzione propria e traffico di influenze dipende dal ruolo concreto dell'intermediario: se la remunerazione è funzionale a realizzare l'accordo corruttivo si configura concorso in corruzione propria, non traffico di influenze
  • Il giudice del riesame deve considerare le allegazioni difensive, ma non è tenuto a confutare ogni singolo elemento difensivo; è obbligato a motivare sulle argomentazioni che appaiono oggettivamente contrastanti con gli elementi accusatori
  • In Cassazione non è consentita una rivalutazione in fatto degli elementi probatori: le critiche che si risolvono in una diversa lettura delle risultanze sono inammissibili salvo che evidenzino violazioni di legge o manifesta illogicità nella motivazione
  • Dimissioni dall'incarico o misure intervenute sull'ente non escludono automaticamente il pericolo di reiterazione del reato: il giudice deve valutare il concreto e attuale rischio di recidiva o di ingerenza sulla pubblica amministrazione

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.