Sentenza del 12/12/2022 n. 36211 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Impugnazione di avviso di accertamento IRPEF per il 1998 fondato su informazioni scambiate tra Stati membri relative a investimenti realizzati dal ricorrente in Liechtenstein tramite la fondazione Omario Stiftung. L'Ufficio aveva accertato maggiori redditi ritenendo che il contribuente risiedesse/domiciliasse in Italia. In primo grado la C.T. aveva accolto parzialmente il ricorso ritenendo non provata l'abituale permanenza nel 1998; la C.T.R. in appello ha riformato ritenendo provata la domiciliazione a Milano sin dal 1981 e ha valorizzato presunzioni (utenze intestate, contratti di locazione, documentazione bancaria) concludendo per l'obbligo dichiarativo e per l'assimilazione a reddito di somme disponibili al 31/12/1998 in mancanza di prova della loro precedente costituzione o provenienza.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il ricorso deducesse in realtà una contestazione della valutazione di fatto operata dalla C.T.R., priva dei vizi di apoditticità o contraddittorietà denunciati. Ha confermato la correttezza dell'uso delle presunzioni (sulla base della domiciliazione nota dal 1981 e di altri indici convergenti) secondo il principio che le presunzioni devono essere gravi, precise e concordanti; ha altresì ritenuto corretta la presunzione che le somme trovate alla data del 31/12/1998 costituissero reddito di quell'anno in mancanza di prova circa la loro costituzione o provenienza. È stato dichiarato inammissibile anche il ricorso diretto contro il Ministero dell'Economia e delle Finanze per non essere stato parte nei precedenti gradi; non si è pronunciato sulle spese per mancata attività difensiva degli intimati.
Norme richiamate
D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917
art. 2, comma 2; artt. 3, 6, 44 e 45
Norme sul reddito delle persone fisiche utilizzate come riferimento per la determinazione dell'obbligo dichiarativo e della qualificazione dei redditi esteri; la Cassazione ha ritenuto che la CTR abbia applicato correttamente tali norme nel quadro probatorio acquisito.
Richiamato per il principio che le presunzioni devono essere 'gravi, precise e concordanti'; la Corte sottolinea che il giudice di merito deve analizzare e combinare gli elementi indiziari per verificarne la convergenza e che la censura in Cassazione non può sostituirsi alla valutazione probatoria del giudice di merito salvo vizi logico-giuridici evidenti.
Citato nell'ambito delle regole probatorie e dell'apprezzamento della prova; la sentenza rileva che non sussistono i vizi formali o di motivazione che giustifichino la censura in Cassazione.
art. 53 Cost.
Riferimento costituzionale alla funzione fiscale e al principio di capacità contributiva, richiamato tra i parametri di legittimità dell'accertamento tributario.
art. 111 Cost.
Richiamato in riferimento alle garanzie processuali e al doppio grado di giudizio; la Corte verifica il rispetto di tali garanzie nel procedimento tributario impugnato.
Norme che disciplinano i motivi di ricorso per cassazione; la Corte osserva che i motivi proposti si risolvono in contestazioni di fatto non ammissibili ex art. 360 e che non sono stati dimostrati vizi di violazione di legge o motivazione tali da giustificare la cassazione.
art. 13, comma 1 quater (e comma 1 bis richiamato)
Rinvio alle norme sul contributo unificato; la Corte dà atto dei presupposti per l'eventuale versamento aggiuntivo del contributo unificato da parte della ricorrente.
Massime di principio
- La Cassazione non può essere utilizzata per rimettere in discussione la valutazione di fatto dei giudici di merito salvo errori di diritto o vizi logico-giuridici nella motivazione; i ricorsi che sostanzialmente chiedono una rivalutazione dei fatti sono inammissibili.
- In materia tributaria, il giudice può utilizzare presunzioni purché siano gravi, precise e concordanti: occorre indicare il fatto noto, la sua gravità/probabilità e la convergenza degli indizi.
- La domiciliazione o residenza fiscale può essere provata indirettamente con elementi documentali (utenze, contratti di locazione, movimentazioni bancarie) e la loro combinazione può giustificare l'accertamento della residenza anteriore all'anno censito.
- Se il contribuente non prova la precedente costituzione o la provenienza di somme rinvenute a una certa data, tali somme possono essere ritenute reddito prodotto in quell'anno di imposta.
- Non possono essere impugnate in Cassazione atti o sentenze nei confronti di soggetti che non sono stati parti nei precedenti gradi di merito: ciò rende inammissibile il ricorso diretto contro soggetti non parte.
- La mancata attività difensiva da parte degli intimati può influire sulla decisione sulle spese processuali (qui nessuna pronuncia sulle spese per mancata difesa).
- Nella predisposizione della difesa tributaria è essenziale contraddire concretamente e documentare la propria versione dei fatti (es. residenza, origine dei fondi): mere affermazioni di uno stile di vita internazionale senza indicazioni precise non sono idonee a sconvolgere presunzioni convergenti.
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