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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34731/2022 del 20/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per cassazione avverso la conferma di condanna per furto aggravato (art. 625 co.1 n.2 c.p.) di una macchina agricola. Il ricorrente contestava: 1) la legittimazione della parte civile Cestari Manuel (sostenendo che il bene fosse in vendita con riserva di proprietà e che lo Iaccarino fosse l'effettivo proprietario); 2) la mancata rinnovazione dell'istruttoria e mancata escussione di testi richiesti (art. 507 c.p.p.); 3) l'erronea valutazione del dolo richiesto per il reato contestato e la possibile riconduzione del fatto ad appropriazione indebita (art. 646 c.p.); 4) la valutazione contra reo di elementi probatori e vizio di motivazione; 5) il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché manifestamente infondato. Ha ritenuto corretta la motivazione delle valutazioni di merito: ha confermato che, ai sensi dell'art. 1523 c.c., in una vendita con riserva di proprietà il trasferimento della proprietà si realizza solo con il pagamento dell'ultima rata, quindi Cestari poteva legittimamente costituirsi parte civile; ha ritenuto superflua la rinnovazione istruttoria in appello avendo la Corte territoriale adeguatamente motivato la completezza della istruttoria; ha escluso che la ricostruzione dei fatti e la qualificazione giuridica dedotta in cassazione potessero essere riformate in questa sede, anche perché talune questioni (es. riqualificazione in appropriazione indebita) non erano state sollevate davanti all'appello; ha dichiarato insindacabili in questa sede le valutazioni di fatto e la scelta di non concedere le attenuanti generiche. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali, al pagamento di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende e alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa della parte civile per complessivi euro 4.000,00 oltre accessori.

Norme richiamate

  • art. 625 co. 1 n. 2 c.p.

    Norma che individua il reato di furto aggravato; la sentenza di merito e la Cassazione hanno ritenuto integrati gli elementi tipici e l'aggravante contestata sulla base della ricostruzione fattuale.

  • art. 646 c.p.

    Richiamata dal ricorrente quale possibile riqualificazione in appropriazione indebita; la Corte ha osservato che tale questione non era stata dedotta in appello e quindi non è ammissibile in cassazione, e inoltre dalle risultanze non emergeva un incarico di manutenzione che legittimasse la detenzione del bene.

  • art. 1523 cod. civ.

    in caso di compravendita con riserva di proprietà, il trasferimento del relativo diritto si realizza solamente al momento del pagamento dell'ultima rata del prezzo, pure a fronte del trasferimento del possesso del bene all'acquirente.

    La Corte ha applicato questa norma per affermare che, non avendo la controparte adempiuto le obbligazioni, il diritto reale non si era trasferito: quindi Cestari manteneva la qualità di proprietario e poteva costituirsi parte civile.

  • art. 507 cod. proc. pen.

    Norma richiamata dalla difesa per chiedere la rinnovazione dell'istruttoria; la Corte ha ritenuto la richiesta generica e non fondata, dato che il giudice di merito aveva motivato l'adeguatezza della istruttoria già svolta.

  • art. 603 co. 1 cod. proc. pen.

    Richiamata nella motivazione della Cassazione come parametro giurisprudenziale per affermare che la rinnovazione dell'istruttoria in appello è un'ipotesi eccezionale subordinata alla necessità e all'insufficienza degli elementi già acquisiti.

  • art. 606 c.p.p. (lett. e)

    Norma che disciplina il vizio di motivazione impugnabile in cassazione; la Corte ha ritenuto che le censure fossero in realtà una richiesta di sindacare il merito, cosa non consentita, e quindi prive della specificità richiesta dall'art. 606 c.p.p.

  • art. 133 c.p.

    Norma sulle circostanze attenuanti generiche: la Corte ha ricordato che il riconoscimento delle attenuanti è rimesso al giudice di merito e richiede elementi di segno positivo; l'esclusione è motivata e insindacabile in cassazione se non contraddittoria.

  • art. 62-bis c.p.

    Richiamato nella motivazione per argomentare l'esclusione del beneficio (attenuanti/altro beneficio) alla luce della gravità della condotta e degli elementi di pericolosità, nonostante l'incensuratezza dell'imputato.

Massime di principio

  • In caso di compravendita con riserva di proprietà, il venditore mantiene la qualità di proprietario fino al pagamento dell'ultima rata: ciò legittima la sua costituzione di parte civile per il bene sottratto.
  • La richiesta di rinnovazione dell'istruttoria in appello è un rimedio eccezionale: va motivata con la prova dell'insufficienza degli elementi istruttori già acquisiti; se il giudice di merito spiega l'adeguatezza dell'istruttoria, la richiesta è inammissibile.
  • La Cassazione non può sindacare la valutazione del merito e la riconsiderazione delle prove: i ricorsi che chiedono una diversa lettura degli elementi di fatto sono inammissibili salvo vizi di diritto ben specificati.
  • Questioni nuove (es. diversa qualificazione giuridica del fatto) non sollevate in appello non possono essere introdotte per la prima volta in cassazione e rendono il motivo inammissibile.
  • Il riconoscimento o l'esclusione delle circostanze attenuanti generiche è rimesso alla discrezionalità del giudice di merito e la sua valutazione è sindacabile in cassazione solo se contraddittoria o manifestamente illogica.
  • Ricorsi manifestamente infondati possono comportare condanne alle spese, al pagamento di ammende e al ristoro delle spese sostenute dalla parte civile.

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