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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4344/2022 del 08/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza che lo ha condannato per il reato previsto dall'art. 259, primo comma, d.lgs. 152/2006 (spedizione transfrontaliera illecita di rifiuti): 1) sostiene di essere mero vettore/dipendente e non lo spedizioniere soggetto al precetto penale, per cui la norma non dovrebbe applicarsi alla sua fattispecie; 2) censura la mancata concessione delle attenuanti generiche e la determinazione della pena oltre il minimo edittale; 3) contesta la confisca dell'autoarticolato sostenendo di non esserne il proprietario.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo motivo ha ritenuto infondato l'assunto che la norma sanzioni solo lo spedizioniere: ha richiamato l'integrazione della norma con il Regolamento comunitario (Allegato VII) che impone obblighi informativi anche al vettore; pertanto rileva l'attività concretamente svolta (trasporto/s pedizione senza la documentazione prescritta) più che la qualifica soggettiva. Sul secondo motivo ha ritenuto insindacabile la valutazione sulla mancata concessione delle attenuanti generiche per carenza di elementi positivi indicati dall'appellante e ha confermato la congruità della pena, motivata dal quantitativo rilevante dei rifiuti e dai precedenti dell'imputato. Il terzo motivo è stato dichiarato inammissibile per carenza di interesse, atteso che il ricorrente non è proprietario del mezzo e quindi non trae utilità dall'impugnazione della confisca. Inoltre è escluso il rilievo di cause di non punibilità (compresa la prescrizione) non tempestivamente dedotte. Conseguentemente il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento della somma indicata nella sentenza ("C 3.00").

Norme richiamate

  • art. 259 d.lgs. 152/2006

    La Corte interpreta il precetto (sanzionando "chiunque effettua una spedizione" illecita) in senso ampio: destinatario dell'obbligo è anche il vettore che effettua il trasporto senza la prescritta documentazione, indipendentemente dalla qualifica soggettiva.

  • Regolamento (CE) 1013/2006 (art. 26 e Allegato VII)

    Il Regolamento, e in particolare l'Allegato VII, richiede specifiche informazioni da compilare da parte di chi è incaricato del trasporto; la violazione di tali obblighi integra la spedizione illecita e può essere sanzionata anche quando l'attività è svolta dal vettore.

  • Regolamento CEE n. 259/1993

    Richiamato come precedente quadro normativo in continuità con il Reg. 1013/2006 per spiegare l'oggetto del richiamo normativo integratore della fattispecie penale.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Invocato per i limiti della riproduzione dei motivi di ricorso; la Corte ricorda che i motivi sono esaminati nei limiti consentiti dalle disposizioni sulle impugnazioni.

  • art. 256, comma 1, lett. a), d.lgs. 152/2006

    Richiamato come termine di confronto: la Corte distingue la fattispecie della spedizione transfrontaliera (art. 259) da altre ipotesi di gestione illecita di rifiuti che possono avere diversa rilevanza in relazione all'occasionalità.

  • art. 129 c.p.

    Richiamato in relazione a cause di non punibilità: la Corte dichiara precluso evocare tali cause in cassazione quando non adeguatamente dedotte nei gradi precedenti.

  • art. 616 c.p.p.

    Norma processuale usata per l'addebitamento delle spese processuali al ricorrente per l'inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • Per i reati di spedizione transfrontaliera di rifiuti l'elemento decisivo è l'attività concreta (trasporto/spedizione senza la documentazione o le autorizzazioni previste), non la sola qualifica formale dell'agente (spedizioniere vs vettore vs dipendente).
  • Il richiamo a regolamenti comunitari può trasformare una norma penale in bianco in una fattispecie che vincola anche soggetti come i vettori: gli obblighi informativi contenuti nei moduli (es. Allegato VII) devono essere osservati dal soggetto incaricato del trasporto.
  • Chi svolge professionalmente attività di trasporto di rifiuti ha un "dovere di informazione" e una responsabilità più rigorosa: l'errore di diritto è difficilmente invocabile se non è stato fatto alcun accertamento normativo.
  • Nella determinazione della pena il giudice può escludere attenuanti generiche se non emergono elementi positivi idonei; tale valutazione è difficilmente sindacabile in cassazione se il ricorrente non indica circostanze favorevoli concrete.
  • La confisca di un bene può non essere impugnabile con successo da chi ne contesta l'applicazione se non dimostra un interesse concreto (ad es. diessere proprietario o titolare di un diritto sul bene).
  • In cassazione è fondamentale che i motivi di impugnazione siano formulati nei limiti procedurali e che le questioni rilevanti siano state adeguatamente dedotte nei gradi precedenti; questioni nuove o non dedotte possono essere inammissibili.

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