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Sentenza

Sentenza del 10/02/2025 n. 3323 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

I.C.A. aveva emesso tre avvisi di accertamento per complessivi 40.051,41 euro di TOSAP relativa agli anni 2014, 2015 e 2016, per l’occupazione dello spazio sovrastante una strada comunale da parte di un cavalcavia autostradale. Dopo il rigetto dell’appello da parte della Commissione tributaria regionale della Liguria, Autostrade ha proposto due motivi di ricorso, trattati congiuntamente: ha sostenuto che le leggi statali di pianificazione autostradale avessero sottratto al Comune la titolarità e la disponibilità dello spazio, facendo venir meno il presupposto della tassa; in subordine, ha invocato l’esenzione TOSAP prevista per le occupazioni effettuate dallo Stato, affermando di avere agito quale esecutrice della volontà statale. Ha inoltre chiesto, in via subordinata, il rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia UE per una questione di compatibilità con il diritto europeo.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso, confermando l’assoggettamento a TOSAP. L’occupazione dello spazio sovrastante la strada comunale da parte del viadotto limita le possibili utilizzazioni del bene pubblico e integra il presupposto oggettivo del tributo, anche se l’infrastruttura è prevista dalla legge o appartiene al demanio statale. In mancanza di prova di un’espropriazione o di un atto di trasferimento, la strada sottostante resta comunale; proprietà del viadotto e proprietà della strada vanno tenute distinte. La tassa è dovuta dalla concessionaria, che gestisce l’opera autonomamente e per la durata della concessione, e non opera l’esenzione riservata alle occupazioni effettuate direttamente dallo Stato. La Corte ha escluso i presupposti per il rinvio pregiudiziale UE. Autostrade è stata condannata a pagare a I.C.A. 5.500 euro per competenze e 200 euro per spese vive, oltre accessori, nonché l’ulteriore contributo unificato, se dovuto, ai sensi dell’art. 13, comma 1-quater, D.P.R. 115/2002.

Norme richiamate

  • D.Lgs. 507/1993, artt. 38 e 39

    il presupposto impositivo della Tosap è costituito, ai sensi degli artt. 38 e 39 D.Lgs. n. 507/1993, dall'occupazione, di qualsiasi natura, di spazi ed aree, anche soprastanti o sottostanti il suolo, appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile dei comuni o delle province, che comporti un'effettiva sottrazione della superficie all'uso pubblico, con ciò rilevando il fatto oggettivo della predetta occupazione, indipendentemente dall'esistenza o meno di una concessione od autorizzazione, salvo che sussista una delle ipotesi di esenzione previste dall'art. 49 D.Lgs. cit.

    È sufficiente che l’occupazione sottragga effettivamente uno spazio pubblico all’uso collettivo perché sorga il presupposto della TOSAP; la presenza o l’assenza di un titolo concessorio non è decisiva. Il soggetto passivo è il titolare della concessione o autorizzazione e, in mancanza, chi occupa di fatto.

  • D.Lgs. 507/1993, art. 38, comma 2

    l' art. 38 D.Lgs. n. 507/1993 va interpretato nel senso che l'occupazione mediante impianti di servizi pubblici (tale essendo il viadotto autostradale, che costituisce un impianto costituito da una costruzione completata da strutture - impianti segnaletici e di illuminazione - che ne aumentano l'utilità) è soggetta alla tassa, sia che si tratti di spazi sottostanti, che sovrastanti lo spazio pubblico;

    La TOSAP si applica anche all’occupazione del soprassuolo pubblico realizzata con un viadotto autostradale, considerato impianto di servizio pubblico. La destinazione dell’opera a un’utilità collettiva non esclude la tassa se lo spazio comunale è sottratto ad altri usi.

  • D.Lgs. 507/1993, art. 49, comma 1, lettera a)

    l'esenzione prevista per lo Stato e gli altri enti dall' art. 49 , comma 1, lett. a), D.Lgs. 507/1993 postula che l'occupazione, quale presupposto del tributo, sia ascrivibile proprio al soggetto esente, sicché, nel caso di detenzione di spazi rientranti nel demanio o nel patrimonio indisponibile degli enti territoriali da parte di una società concessionaria per la realizzazione e la gestione di un'opera pubblica (come un tratto di rete autostradale inclusiva di un viadotto sopraelevato), alla stessa non spetta l'esenzione

    L’esenzione è di stretta interpretazione e spetta solo quando l’occupazione sia effettuata direttamente dallo Stato o dall’altro soggetto esente. Non si estende alla società concessionaria che costruisce o gestisce autonomamente l’opera, anche se questa è demaniale e destinata a un servizio pubblico.

  • Legge 24 luglio 1961, n. 729, art. 11

    Ebbene, la testuale previsione normativa di un procedimento espropriativo dell'area di attraversamento del percorso autostradale - di cui non vi è alcuna allegazione e prova in atti - sconfessa la piattaforma argomentativa della ricorrente sia in relazione alla dedotta sottrazione agli enti locali dello spazio/volumetria occupate dai ponti stradali, che in ordine al ritenuto diverso ambito di applicazione della normativa Tosap, relegata - secondo gli intendimenti dell'istante - alle "aree residue", non sottratte alla disponibilità dell'ente.

    La previsione di procedure espropriative per realizzare le opere autostradali non comporta, da sola, il trasferimento della proprietà delle aree al demanio statale. In assenza di allegazione e prova dell’espropriazione, la strada comunale conserva la propria titolarità pubblica locale.

  • Codice civile, art. 840

    per quanto concerne le strade, il regime della proprietà non può che essere quello generale di cui all' art. 840 c.c., con estensione usque ad sideras et ad inferos della relativa proprietà, da nulla risultando che alla proprietà pubblica si applichi, sul punto, un regime diverso da quello della proprietà privata

    La proprietà della strada si estende al relativo spazio, ma la Corte precisa che la nozione di sottosuolo dell’art. 840 non comprende l’area di sedime sotto una strada pubblica in corrispondenza di un ponte o viadotto. Pertanto, non si determina un’unificazione proprietaria automatica tra strada e cavalcavia.

  • Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, art. 267

    il giudice di ultima istanza è esonerato dal rinvio pregiudiziale ogniqualvolta abbia constatato che "la questione sollevata non è rilevante, o che la disposizione del diritto dell'Unione di cui si tratta è già stata oggetto d'interpretazione da parte della Corte, oppure che la corretta interpretazione del diritto dell'Unione si impone con tale evidenza da non lasciar adito a ragionevoli dubbi"

    Il rinvio pregiudiziale non è necessario quando la questione non è rilevante, è già stata chiarita dalla Corte di giustizia o l’interpretazione corretta è evidente. Il giudice nazionale deve comunque motivare perché ricorre una di queste condizioni.

  • D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater

    In caso di rigetto integrale del ricorso, la Corte dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, di un ulteriore importo pari al contributo unificato dovuto per il ricorso, se dovuto.

  • Codice di procedura civile, art. 360, primo comma, n. 3

    È il parametro processuale indicato per le censure di violazione o falsa applicazione di legge; nel caso concreto i motivi proposti secondo tale parametro sono stati respinti.

  • Codice di procedura civile, art. 378

    La norma disciplina le memorie illustrative depositate dalle parti in prossimità dell’udienza; la Corte ha esaminato le memorie depositate da entrambe le parti senza modificare l’esito del giudizio.

Massime di principio

  • Per la TOSAP è centrale l’effettiva sottrazione di uno spazio pubblico all’uso normale e collettivo: l’occupazione può riguardare anche il soprassuolo e sussistere pur quando l’opera è funzionale a un servizio pubblico.
  • La pianificazione statale di un’infrastruttura e la proprietà statale del manufatto non trasferiscono automaticamente allo Stato la proprietà della strada comunale sottostante. Chi invoca il trasferimento deve indicare e provare il relativo titolo, come un’espropriazione o un atto traslativo.
  • L’esenzione TOSAP dello Stato non si estende automaticamente al concessionario privato: occorre che sia lo Stato a effettuare direttamente l’occupazione. La gestione autonoma dell’opera da parte della concessionaria e lo svolgimento di un’attività d’impresa sono elementi contrari all’esenzione.
  • Il titolo concessorio relativo alla costruzione o gestione dell’infrastruttura regola il rapporto tra concedente e concessionario, ma non elimina di per sé il presupposto tributario dell’occupazione dello spazio appartenente all’ente locale.
  • Il rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia non è dovuto per il solo fatto che una parte lo chieda: il giudice di ultima istanza può non disporlo se la questione è irrilevante, già chiarita o priva di ragionevoli dubbi interpretativi, motivando la decisione.

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