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Cassazione Penale, Ordinanza n. 01489/2025 del 13/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello che lo aveva ritenuto responsabile del reato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di cessione e che aveva rigettato la richiesta di sospensione del procedimento con messa alla prova. I motivi di ricorso, per quanto emerge dal provvedimento, contestavano sia l'affermazione di responsabilità sia il diniego della messa alla prova. In particolare, si sosteneva che la sostanza rinvenuta fosse destinata all'uso personale e non alla cessione; inoltre si censurava il mancato accesso al rito di messa alla prova. La Corte di cassazione ha ritenuto entrambi i motivi generici e infondati: quanto alla destinazione della droga, ha rilevato che la motivazione di merito era congrua e non manifestamente illogica, essendo fondata non solo sul dato quantitativo ma anche sul numero di dosi ricavabili e sulle diverse qualità e modalità di confezionamento; quanto alla messa alla prova, ha considerato giustificato il rigetto in ragione del pericolo di recidiva desunto dai precedenti penali e dal reato accertato.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. La Corte ha ritenuto insindacabile in sede di legittimità la valutazione di merito sulla destinazione della sostanza stupefacente, poiché sorretta da motivazione non illogica, e ha ritenuto corretta la valutazione ostativa alla messa alla prova per la presenza di un concreto pericolo di recidiva.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990

    la Corte considera la fattispecie come ipotesi di reato in materia di stupefacenti e valorizza, per escludere l'uso personale, elementi oggettivi quali quantità, numero di dosi e modalità di confezionamento

  • art. 168-bis c.p.

    la messa alla prova può essere negata quando la prognosi di futura astensione da condotte penalmente rilevanti sia negativa, in particolare per il pericolo di recidiva desunto da precedenti e dal fatto accertato

  • art. 616 c.p.p.

    in caso di ricorso dichiarato inammissibile, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende

Massime di principio

  • In tema di stupefacenti, la destinazione della sostanza alla cessione può essere desunta dal giudice di merito sulla base di un insieme di circostanze oggettive e soggettive, quali quantità complessiva, numero di dosi ricavabili, qualità della sostanza e modalità di confezionamento, non essendo decisivo il solo dato ponderale.
  • La valutazione sulla finalità di spaccio, quando la condotta non sia inequivocamente compatibile con il solo consumo personale, è apprezzamento di merito sindacabile in cassazione solo per mancanza o manifesta illogicità della motivazione.
  • Il ricorso per cassazione che si limiti a riproporre censure già esaminate e disattese, senza confrontarsi specificamente con la motivazione della sentenza impugnata, è inammissibile per genericità.
  • La messa alla prova può essere legittimamente negata quando gli elementi del caso concreto consentano di formulare un giudizio prognostico negativo sulla futura astensione dell'imputato da condotte criminose, anche valorizzando precedenti penali e indici di pericolosità desumibili dal reato accertato.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioRiti alternativiImpugnazioni
RamiStupefacentiProcesso penale
SottomaterieLieve entità
IstitutiMessa alla prova

Testo integrale

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