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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45402/2024 del 11/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Incidente stradale occorso il 31/08/2019 sull'Autostrada del Sole nei pressi di Scandicci: il furgone condotto da Lamberti si ribaltò dopo aver perso il controllo presumibilmente per un colpo di sonno, con conseguente decesso di Crisci Michele e il ferimento degli altri passeggeri; solo il conducente indossava la cintura. Il Gip aveva condannato Lamberti per il reato di cui all'art. 589-bis cod. pen. (omicidio stradale), ritenendo che il sinistro fosse causato dalla guida in condizioni di stanchezza dopo turno notturno e dalla mancata esecuzione dell'obbligo di far indossare le cinture ai passeggeri. In appello la condanna fu in parte riformata concedendo le circostanze attenuanti generiche (art. 62-bis) e rideterminando la pena a 1 anno e 4 mesi di reclusione e la sospensione della patente per 2 anni. In Cassazione il ricorrente impugnava per (i) presunta errata applicazione delle norme penali e mancanza di motivazione rispetto agli artt. 140 e 141 C.d.S. e all'obbligo relativo alle cinture, e (ii) mancata applicazione dell'attenuante speciale di cui all'art. 589-bis comma 7 per cause tecniche (pneumatici non omologati, rottura del semiasse).

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Sul primo motivo (violazione di legge e vizio di motivazione) lo ha ritenuto infondato: le sentenze di merito (primo e secondo grado letti congiuntamente) hanno ricostruito la dinamica, individuato la responsabilità per colpa generica del conducente che si mise alla guida in evidente stato di stanchezza, rilevando la violazione degli obblighi di prudenza (art.140 C.d.S.), di mantenimento del controllo del veicolo (art.141 C.d.S.) e dell'obbligo di uso delle cinture (art.172 C.d.S.), non essendo emerso che il conducente avesse verificato o preteso l'uso delle cinture da parte dei passeggeri. Sul secondo motivo la Corte ha dichiarato l'inammissibilità perché la questione non era stata sollevata in appello e la censura in Cassazione risultava generica. Conseguentemente è stato confermato l'esito di merito (pena, sospensione patente e condanna al pagamento delle spese).

Norme richiamate

  • art. 589-bis cod. pen. (omicidio stradale)

    Norma sanzionatoria applicata per la responsabilità per morte derivante da condotta di guida; nella fattispecie attribuisce la fattispecie-base e le disposizioni sulle attenuanti speciali (richiamate dal ricorrente ma non accolte per carenza di intento probatorio e di tempestiva impugnazione)

  • art. 62-bis cod. pen. (circostanze attenuanti generiche)

    La Corte d'appello ha accordato le circostanze attenuanti generiche valorizzando le condizioni specifiche dell'imputato (stanchezza e contesto lavorativo), rideterminando la pena

  • art. 140 Codice della Strada (comportamento prudente)

    Richiama il principio di prudenza che il conducente deve osservare; la Corte ha ritenuto violato il dovere di adeguare la condotta (non mettersi alla guida in condizioni di evidente stanchezza)

  • art. 141 Codice della Strada (controllo del veicolo)

    Impone al conducente di conservare controllo del veicolo e capacità di effettuare manovre; la decisione ha ricollegato ad esso l'obbligo di non guidare in condizioni incompatibili con il controllo

  • art. 172 Codice della Strada (cinture di sicurezza)

    Impone l'uso delle cinture a conducente e passeggeri; la Corte ha ritenuto che il conducente avesse il dovere, quale normale diligenza, di esigere che i passeggeri indossassero le cinture, rilevando la loro mancata osservanza come concausa delle conseguenze

  • art. 606 cod. proc. pen. (motivi di cassazione)

    Norma che regola i motivi di ricorso per cassazione; invocata per valutare l'ammissibilità dei motivi (art.606 comma 3 ultimo parte richiamato per l'inammissibilità del secondo motivo non trattato in appello)

Massime di principio

  • Quando sia invocata la responsabilità per omicidio stradale, il giudice valuta integralmente sia il comportamento immediato del conducente (perdita di controllo, colpo di sonno) sia le condizioni antecedenti (turni di lavoro e mancato riposo) per determinare la colpa.
  • Il conducente ha, oltre all'obbligo personale di usare la cintura, il dovere di esigere che i passeggeri la indossino; il mancato controllo può integrare un profilo di colpa rilevante ai fini della responsabilità per le conseguenze dannose.
  • Circostanze tecniche (guasti, pneumatici, rotture) possono assumere rilievo attenuante solo se adeguatamente documentate e tempestivamente dedotte nei gradi di giudizio: questioni introdotte direttamente in Cassazione e non sollevate in appello sono spesso inammissibili.
  • Nei casi di doppia conforme (motivazioni coerenti di primo e secondo grado) la Cassazione esamina il complesso motivazionale unitariamente: la motivazione di primo e secondo grado si integrano reciprocamente.
  • Chi impugna in Cassazione deve collegare in modo specifico e motivato le violazioni di legge contestate; censure generiche o lacunose, o non prospettate in appello, rischiano di essere dichiarate inammissibili o rigettate.

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