Cassazione Penale, Sentenza n. 45410/2024 del 11/12/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso ex art. 625-bis cod. proc. pen. per errore di fatto e nullità della sentenza impugnata del 04/04/2024: il ricorrente contesta la valutazione circa l'esistenza di una procura speciale conferita ai difensori che avrebbe abilitato questi ultimi a concordare una definizione del giudizio anche mediante rinuncia ai motivi di appello. Sostiene che tale procura non autorizzava il compimento dell'atto di concordato con rinuncia ai motivi di appello e che, al più, vi era un generico mandato a rinunciare a impugnazioni ai sensi dell'art. 589 cod. proc. pen., diversa dalla procura necessaria per la definizione concordata prevista dall'art. 599-bis cod. proc. pen.
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per essere meramente reiterativo rispetto al precedente ricorso ex art. 625-bis già deciso dalla Terza Sezione penale (sentenza n. 26540/2024). La Corte ha ritenuto che il ricorrente non abbia indicato nuovi elementi tali da dimostrare l'errore di percezione contestato alla sentenza impugnata e che la questione della portata della procura speciale costituisca, in sostanza, un vizio di valutazione non sindacabile con il rimedio di cui all'art. 625-bis. È richiamato il principio secondo cui il ricorso straordinario per errore di fatto contro una decisione di Cassazione che abbia dichiarato inammissibile un precedente ricorso è ammissibile solo se proposto nei termini dalla decisione impugnata e se riguarda l'errore di fatto nella decisione sulla precedente impugnazione. Segue condanna del ricorrente alle spese processuali e al pagamento di Euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
Strumento processuale per impugnare per errore materiale o di fatto le sentenze della Corte di cassazione; la Corte ribadisce che il rimedio è ammesso solo per errori di fatto nella decisione impugnata e non per questioni di valutazione giuridica o per doglianze già esaminate, e che il termine decorre dalla decisione che si impugna (cioè quella che ha deciso sul precedente ricorso straordinario) e non dalla sentenza originaria che ha definito il processo.
Regola la definizione concordata del giudizio; la Corte rileva che per autorizzare la formulazione di istanze di concordato con rinuncia ai motivi di appello è richiesta una procura speciale con contenuto idoneo e specifico, non sostituibile da un mandato generico.
Richiamato quale riferimento alla generica rinuncia ad impugnazioni; la Corte osserva che un generico mandato a rinunciare a impugnazioni ai sensi di tale articolo non equivale alla procura speciale necessaria per la definizione concordata prevista dall'art. 599-bis e quindi non è sufficiente a legittimare la rinuncia ai motivi nell'ambito di un concordato.
Massime di principio
- Il ricorso ex art. 625-bis è ammesso solo per errori di fatto nella decisione specificamente impugnata e non per questioni di merito giuridico o valutazioni sulla procura; non è uno strumento per rilitigare questioni già decise.
- Il termine per proporre il ricorso per errore di fatto decorre dalla decisione che si contesta (es. dalla sentenza di Cassazione che ha deciso sull'istanza straordinaria), non dalla sentenza originale che ha definito il processo.
- Per poter ritenere valida la rinuncia ai motivi di appello nell'ambito di una definizione concordata è necessaria una procura speciale chiara e specifica che autorizzi espressamente i difensori a compiere quel tipo di atto; mandati generici a rinunciare alle impugnazioni non sono equivalenti.
- Le doglianze che ripropongono fatti o valutazioni già esaminati e decisi in precedenti provvedimenti sono in genere inammissibili come reiterazione e possono determinare condanna alle spese e sanzioni.
- Se si intende impugnare una sentenza di cassazione per presunto errore di fatto occorre fornire nuovi elementi probatori o argomentazioni che dimostrino in modo concreto l'errore nella decisione impugnata, evitando contestazioni di pura valutazione giuridica.
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