Cassazione Penale, Sentenza n. 45408/2024 del 11/12/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza di conferma della custodia cautelare (successivamente sostituita con arresti domiciliari) per plurimi furti commessi il 2 giugno 2024 a Barcellona P.G.: il ricorrente deduceva (1) la carenza della circostanza aggravante dell'esposizione alla pubblica fede (contestata per il furto dell'autovettura e di effetti ivi contenuti) e, in conseguenza, l'illegittimità dell'arresto; (2) l'erronea e insufficiente motivazione circa il pericolo di reiterazione del reato, sostenendo la mutata situazione familiare, l'assenza di precedenti e l'inidoneità delle esigenze cautelari dedotte dal Tribunale.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile e manifestamente infondato. Ha ritenuto correttamente sussistente l'aggravante dell'esposizione alla pubblica fede anche per beni lasciati nell'autovettura usata per esigenze ordinarie della vita quotidiana, e ha confermato la valutazione del Tribunale circa il grave, concreto e attuale pericolo di reiterazione, fondato sulla pluralità dei reati e sull'inidoneità di misure il cui rispetto è affidato alla sola volontà dell'indagato. Ha inoltre osservato che, ancorché si qualificasse il fatto come furto semplice, ai sensi dell'art. 291 comma 5 c.p.p. la misura cautelare sarebbe stata comunque mantenuta. Condanna alle spese processuali e al versamento di Euro 3.000 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 624 c.p.
Furto: la Corte conferma che i fatti contestati rientrano nella fattispecie del reato di furto.
art. 625 n.7 c.p.
Aggravante per esposizione alla pubblica fede: la Corte interpreta l'aggravante in senso ampio, includendo beni lasciati nell'autovettura per esigenze ordinarie e quando il proprietario non può esercitare vigilanza continua.
art. 56 c.p.
Principio di imputazione per concorso eventuale o reato continuato; presente come riferimento ai concorsi di reato contestati all'indagato.
art. 291, comma 5 c.p.p.
Richiamato dalla Corte per affermare che anche in ipotesi di furto semplice la misura cautelare sarebbe stata comunque mantenuta, determinando difetto di interesse alla censura sull'aggravante.
art. 606, comma 1, lett. b) ed e) c.p.p.
Norme che disciplinano i motivi di ricorso per cassazione: il ricorso è stato valutato alla luce di tali parametri e dichiarato manifestamente infondato/inammissibile.
art. 381 e 382 c.p.p.
Norme richiamate dal ricorrente in relazione alla legittimità dell'arresto e alla relativa motivazione; la Corte ha ritenuto infondate le censure mosse su tale base.
art. 274, comma 1, lett. c) c.p.p. e art. 292, comma 2, lett. c) c.p.p.
Previsioni relative alla motivazione delle misure e ai presupposti del pericolo di reiterazione: la Corte ha ritenuto che il Tribunale abbia fornito motivazione logica e sufficiente a dimostrare il pericolo concreto e attuale di recidiva.
art. 62g c.p.
Norma richiamata dal ricorso (formulazione testuale non esplicitata nel dispositivo): la Corte non ha ritenuto che l'interpretazione della norma potesse mutare l'esito della valutazione cautelare.
Massime di principio
- L'aggravante dell'esposizione alla pubblica fede può trovare applicazione anche quando il bene (es. autovettura) è lasciato per esigenze ordinarie della vita quotidiana; il parametro è l'impossibilità per il proprietario di esercitare una vigilanza continua sul bene.
- La contestazione formale dell'aggravante non è sempre decisiva: se, ai sensi di altre disposizioni (es. art. 291 c.p.p.), sussistono comunque i presupposti per mantenere la misura cautelare, il ricorso può risultare privo di interesse.
- Per la sussistenza del pericolo di reiterazione non è necessario un elemento isolato ma una valutazione complessiva (pluralità dei reati, modalità commissive e concreto rischio che misure meno afflittive siano inefficaci), e la motivazione del giudice deve indicare elementi concreti che giustifichino tale rischio.
- La mera mutata situazione familiare o l'assenza di precedenti non elidono automaticamente il pericolo di reiterazione: occorre dimostrare in modo concreto che tali elementi neutralizzino i rischi individuati dal giudice.
- In ricorsi avverso misure cautelari è strategico focalizzarsi su vizi di motivazione concreti e specifici o su fatti nuovi e documentati che dimostrino l'inefficacia delle esigenze cautelari indicate dal giudice (per es. offerta di misure alternative effettive e controllabili).
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