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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45407/2024 del 11/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Parma che, in sede di rinvio dalla Suprema Corte, aveva annullato il sequestro preventivo finalizzato alla confisca (e, in subordine, per equivalente) di euro 54.705.231,18 riconducibile a Orza. Il Procuratore Europeo ha dedotto carenza assoluta e motivazione apparente, sostenendo che il Tribunale non ha fornito nuova e adeguata motivazione né ha risposto ai rilievi e alle prove indicate nella memoria depositata dopo la sentenza rescindente della Cassazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'EPPO. Ha preliminarmente affermato la legittimazione del Procuratore Europeo Delegato a proporre ricorso per cassazione. Sul merito ha ritenuto che il Tribunale di Parma abbia dato una motivazione meramente apparente, equivocando nel richiamare la sentenza rescindente e sottraendosi al compito di valutare autonomamente il fumus commissi delicti e il periculum in mora richiesti per il sequestro. Per violazione dell'art. 627 c.p.p. e per difetto di adeguata risposta ai rilievi istruttori, la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato per nuovo giudizio al Tribunale di Parma, che dovrà riesaminare in modo autonomo e motivato il compendio indiziario e rispondere ai rilievi indicati dall'EPPO.

Norme richiamate

  • Regolamento (UE) 2017/1939 (istituzione dell'EPPO)

    art. 1; art. 4; art. 5; art. 6; art. 13; art. 25

    Il regolamento attribuisce all'EPPO e ai procuratori europei delegati poteri investigativi e d'azione penale analoghi a quelli dei pubblici ministeri nazionali, stabilisce l'indipendenza dell'EPPO e la prevalenza delle disposizioni del regolamento sugli eventuali conflitti con il diritto nazionale; ne deriva la legittimazione del PED a proporre ricorso per cassazione nell'ambito dei procedimenti di sua competenza.

  • Direttiva (UE) 2017/1371

    Definisce i reati che ledono gli interessi finanziari dell'Unione, costituendo il riferimento sostanziale della competenza dell'EPPO.

  • Decreto legislativo n. 9/2021 (attuazione del regolamento EPPO)

    Ha recepito nel diritto interno la disciplina EPPO, riconoscendo ai procuratori europei delegati l'esercizio esclusivo delle funzioni e dei poteri del pubblico ministero nei procedimenti assunti dall'EPPO e stabilendo le regole per la risoluzione di conflitti di competenza.

  • Codice di procedura penale

    Impone obblighi motivazionali specifici in sede di riesame dei provvedimenti cautelari; la sentenza ha rilevato una violazione per motivazione apparente e insufficiente da parte del Tribunale nel rispondere agli indirizzi della Cassazione.

Massime di principio

  • Il Procuratore Europeo Delegato (PED) è legittimato a proporre ricorso per cassazione nei procedimenti di sua competenza e può avvalersi degli stessi rimedi processuali riconosciuti ai pubblici ministeri nazionali.
  • Quando la Cassazione rinvia un procedimento per riesame (sentenza rescindente), il giudice di merito è obbligato a compiere una valutazione autonoma e motivata degli elementi indiziari e a rispondere puntualmente ai rilievi indicati: la mera richiamazione di precedenti provvedimenti o il disconoscimento delle indicazioni della Suprema Corte costituisce motivazione apparente e può determinare l'annullamento.
  • In materia di sequestri preventivi finalizzati alla confisca, il giudice deve valutare con chiarezza il fumus commissi delicti e il periculum in mora; l'assenza di una motivazione adeguata su questi presupposti rende il provvedimento vulnerabile di annullamento in Cassazione.
  • In casi con profili di competenza europea, le disposizioni del regolamento EPPO prevalgono sugli aspetti nazionali sovrapponibili e devono essere considerate dal giudice nazionale nella valutazione dei poteri e dei rimedi spettanti all'EPPO.
  • Se il giudice di merito omette di valutare elementi probatori o memorie depositate dalla parte pubblica che erano espressamente richiamate dalla Cassazione, il rimedio corretto è l'annullamento con rinvio per nuovo esame motivato.

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