Cassazione Penale, Sentenza n. 45401/2024 del 11/12/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna per cassazione la sentenza di conferma dell'appello, deducendo violazione di legge e motivazione contraddittoria per il mancato riconoscimento della circostanza attenuante ex art. 589‑bis comma 7 c.p. (concorso di colpa della persona offesa per non aver indossato la cintura di sicurezza). Sostiene che la Corte territoriale non ha valorizzato correttamente il comportamento colposo della persona offesa e non ha adeguatamente considerato la possibilità che la vittima potesse rifiutare il viaggio o sedersi altrove per proteggersi.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la Corte d'appello avesse fornito ampia e coerente motivazione per escludere l'attenuante: (i) la vittima era seduta sul sedile posteriore sinistro privo dell'aggancio della cintura, per cui non poteva proteggersi; non è emersa prova che l'aggancio si fosse staccato in conseguenza dell'impatto; (ii) anche se la cintura fosse stata indossata, le lesioni craniche sarebbero comunque derivate dall'urto laterale contro la struttura dell'abitacolo non protetta da airbag, come confermato da consulenze medico‑legali e tecniche. Conseguentemente il ricorso non si è confrontato con le statuizioni della sentenza impugnata e va dichiarato inammissibile. Confermata, de facto, la condanna di merito; il ricorrente è stato condannato alle spese processuali in Cassazione, al versamento di Euro 3.000 alla Cassa delle ammende e alla rifusione delle spese delle parti civili nel giudizio di legittimità.
Norme richiamate
commi 1, 2, 5, n. 1 e 8; comma 7 (attenuante)
Reato di omicidio colposo stradale con aggravanti; la Corte ha escluso l'attenuante ex comma 7 perché ha ritenuto che la mancata utilizzazione della cintura non fosse attribuibile alla vittima (mancanza dell'aggancio) e, comunque, che il mancato uso non fosse concausa idonea a evitare le lesioni fatali.
Reato di lesioni personali colpose stradali con aggravanti; applicata la stessa logica valutativa sulla dinamica dell'incidente e sulle aggravanti legate alla guida in stato di alterazione.
Violazione delle norme sulla circolazione (guida pericolosa); il rapporto tra tale illecito e l'omicidio colposo è stato ritenuto assorbito dalla figura complessa (art. 589‑bis).
comma 1, lett. b) e lett. e)
Norme che disciplinano i motivi di ricorso per cassazione (violazione di legge e motivazione contraddittoria); la Corte ha ritenuto che il ricorso non avesse adeguatamente scandagliato le specifiche statuizioni della sentenza impugnata e quindi fosse inammissibile.
Massime di principio
- La deduzione del concorso di colpa della persona offesa (per esempio per mancato uso della cintura) richiede prova concreta sia dell'effettiva possibilità di usare la cintura sia del nesso causale tra il mancato uso e l'esito lesivo; ipotesi conjecturali o non provate non giustificano l'attenuante.
- Se la vittima non poteva materialmente allacciare la cintura (es. mancanza dell'aggancio) o non vi è prova che la cintura avrebbe evitato le lesioni, il mancato uso non può essere ritenuto causa esclusiva o prevalente dell'evento.
- In Cassazione il motivo deve confrontarsi puntualmente con le affermazioni di fatto e di diritto contenute nella decisione impugnata; la mancata confutazione delle specifiche argomentazioni della Corte territoriale rende il ricorso inammissibile.
- Nel valutare l'incidenza di comportamenti altrui sul nesso causale, i giudici richiedono elementi peritale‑tecnici (ricostruzione dinamica, medico‑legale) che dimostrino che un comportamento alternativo avrebbe concretamente evitato o attenuato l'evento.
- La qualificazione, l'assorbimento o la sovrapposizione di reati (es. violazione del Codice della Strada e omicidio/lesioni colpose stradali) dipende dalla configurazione del fatto: il giudice può ritenere sussistente un reato complesso che assorbe la contestazione minore.
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