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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30476/2025 del 09/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione avverso la dichiarazione di inammissibilità dell'appello contro la sentenza del Tribunale di Roma del 14/03/2024. La Corte d'appello aveva ritenuto l'appello inammissibile per difetto dell'elezione di domicilio ex art. 581, comma 1-ter, c.p.p., nonostante l'atto di appello contenesse l'indicazione di essere "elettivamente domiciliato in Roma, Via Flaminia n. 732/d presso lo studio legale dell'avvocato Juan Carlos MedinaMedina" e fosse allegato il verbale dell'udienza di convalida dell'arresto (26/02/2024) contenente la dichiarazione di elezione di domicilio. Il ricorrente contestava quindi l'erronea applicazione della norma di ammissibilità e richiedeva l'annullamento della decisione.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso ritenendo che l'onere previsto dall'art. 581, comma 1-ter, c.p.p. (deposito della dichiarazione o elezione di domicilio) possa essere assolto anche mediante richiamo espresso e specifico, contenuto nell'atto di impugnazione, a una precedente dichiarazione o elezione di domicilio e alla sua collocazione nel fascicolo, purché ciò consenta l'immediata e inequivoca individuazione del luogo per la notificazione. Applicando il principio stabilito dalle Sezioni Unite (n. 13808/2024), la Corte ha rilevato che l'appellante aveva indicato l'elezione di domicilio nell'atto di appello e aveva allegato il verbale che la conteneva; pertanto l'appello era ammissibile. L'ordinanza della Corte d'appello è stata annullata senza rinvio e gli atti sono stati trasmessi alla Corte d'appello di Roma per l'ulteriore prosecuzione.

Norme richiamate

  • art. 581, comma 1-ter, cod. proc. pen.

    L'onere di deposito della dichiarazione o elezione di domicilio, previsto a pena di inammissibilità, può essere assolto anche mediante richiamo espresso e specifico nell'atto di impugnazione a una precedente dichiarazione/e elezione di domicilio e alla sua collocazione nel fascicolo, se tale richiamo consente l'immediata e inequivoca individuazione del luogo per la notificazione; applicabile alle impugnazioni presentate sino al 24/08/2024 (principio tempus regit actum).

  • art. 581, comma 1-quater, cod. proc. pen.

    Richiede, per l'imputato assente, uno specifico mandato ad impugnare rilasciato dopo la sentenza; la differenza testuale giustifica un diverso onere probatorio rispetto all'imputato presente.

  • art. 110 cod. pen. e art. 73, comma 5, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    Norme sostanziali richiamate in relazione al reato contestato (concorso di persone e detenzione/cessione di stupefacenti): forniscono il quadro del fatto per cui è stato proposto l'appello.

  • art. 131-bis cod. pen. e art. 62, n. 4 cod. pen.

    Norme richiamate dall'appellante come basi per richiesta di proscioglimento o per la concessione di circostanze attenuanti/migliorative, oggetto della difesa in sede di impugnazione di merito.

  • d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150

    Atto che ha introdotto l'art. 581, comma 1-ter; rilevante per la genesi della norma procedurale oggetto di interpretazione.

  • legge 9 agosto 2024, n. 114

    Ha abrogato l'art. 581, comma 1-ter; la Corte ha applicato il principio tempus regit actum stabilendo che la disciplina si applica alle impugnazioni proposte fino al 24/08/2024.

  • Sezioni Unite Penali, sent. n. 13808 del 24/10/2024 (depositata 8/4/2025), Rv. 287855-01

    Pronuncia clarificatrice che ha stabilito che il deposito dell'elezione di domicilio ai fini dell'ammissibilità può essere soddisfatto anche con richiamo espresso e specifico a precedente dichiarazione nel fascicolo, con indicazione chiara del luogo per la notificazione; principio decisivo per l'accoglimento del ricorso.

  • Sez. VI, sent. n. 22287 del 10/04/2024

    Orientamento richiamato dal ricorrente secondo cui la dichiarazione/elezione di domicilio può essere antecedente alla sentenza impugnata se depositata unitamente all'atto di appello; utile nel contrasto giurisprudenziale risolto dalle Sezioni Unite.

Massime di principio

  • Per gli imputati 'presenti' il requisito dell'elezione/dichiarazione di domicilio ai fini di ammissibilità dell'appello può essere soddisfatto mediante un richiamo espresso e specifico nell'atto di impugnazione a una precedente dichiarazione depositata nel fascicolo, purché la collocazione sia indicata in modo da rendere immediata e inequivocabile la notificazione.
  • Verificare sempre la data di presentazione dell'impugnazione rispetto a eventuali abrogazioni o modifiche normative (principio tempus regit actum): la disciplina vigente al momento della proposizione dell'atto si applica.
  • Nel caso di imputato assente la giurisprudenza richiede formalità più stringenti (es. mandato rilasciato dopo la sentenza); non si può trattare allo stesso modo la posizione dell'imputato presente e dell'imputato assente.
  • Se l'atto di appello indica il domicilio e allega o richiama chiaramente la dichiarazione/e elezione di domicilio già presente nel fascicolo, la declaratoria di inammissibilità per difetto di elezione di domicilio può essere erronea e suscettibile di annullamento in Cassazione.
  • Quando il vizio è meramente formale e risolvibile con l'accertamento degli atti (nessun profilo di merito da riesaminare), la Cassazione può annullare senza rinvio l'ordinanza impugnata.
  • Per cautela difensiva: indicare sempre nell'atto di appello l'elezione di domicilio in modo esplicito e allegare la relativa dichiarazione o indicare con precisione la sua collocazione in fascicolo per evitare contestazioni di inammissibilità.

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