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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19773/2024 del 20/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso avverso l'ordinanza che ha rigettato l'istanza di sostituzione, ai sensi dell'art. 95 d.lgs. n. 150/2022, della pena detentiva (tre anni e due mesi di reclusione più multa) con lavoro di pubblica utilità o detenzione domiciliare. Il ricorrente censura l'illogicità della motivazione del giudice dell'esecuzione, che avrebbe ribaltato la valutazione favorevole già operata in sede di condanna (che aveva riconosciuto una prognosi positiva e buone condotte) e avrebbe valorizzato in modo punitivo un precedente del 2014 estinto per sospensione condizionale. Inoltre lamenta che la Corte si è fondata esclusivamente sui precedenti e sull'esercizio del diritto al silenzio, senza valutare la condotta post delictum e senza svolgere una compiuta valutazione personologica.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, ha annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio alla Corte di Appello di Bologna per un nuovo esame. I punti decisivi: l'istanza risultava tempestiva e correttamente proposta ai sensi dell'art.95 d.lgs. n.150/2022; la Corte d'appello non ha svolto una adeguata valutazione prognostica ancorata ai criteri dell'art.133 c.p. (tra cui la personalità del condannato e la condotta post delictum), si è limitata a richiamare precedenti penali e polizia e ha utilizzato in modo negativo l'esercizio del diritto al silenzio. La Cassazione ha quindi ordinato nuovo esame che dovrà considerare anche le condizioni di vita e personali del condannato e, se necessario, attivare i poteri istruttori previsti dall'art.545-bis c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 95 d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150

    Disposizione transitoria che consente la presentazione al giudice dell'esecuzione della istanza di sostituzione delle pene detentive brevi; applicabilità nel caso in cui la pronuncia di appello sia stata resa prima del 30/12/2022, con conseguente possibilità di istanza dopo il giudicato.

  • art. 99-bis (d.l. 31/10/2022, n.162 conv. in L. 30/12/2022, n.199)

    Norma che ha stabilito la data di entrata in vigore del d.lgs. e che è stata richiamata per definire i termini di pendenza e applicabilità del regime transitorio.

  • art. 666 c.p.p.

    Norma procedurale che regola l'istanza al giudice dell'esecuzione: una volta formatosi il giudicato in Cassazione, il condannato può proporre l'istanza per la sostituzione della pena.

  • art. 545-bis c.p.p.

    «quando è stata applicata una pena detentiva non superiore a quattro anni e non è stata ordinata la sospensione condizionale, subito dopo la lettura del dispositivo, il giudice, se ricorrono le condizioni per sostituire la pena detentiva con una delle pene sostitutive di cui all'articolo 53 L. n. 689/1981, ne dà avviso alle parti»

    Disciplina la procedura e i poteri del giudice dell'esecuzione in ordine alla comunicazione e all'applicazione delle pene sostitutive, e autorizza l'uso dei poteri istruttori previsti per accertare elementi rilevanti alla prognosi.

  • art. 58 L. n. 689/1981

    la scelta delle pene sostitutive quando "risultano più idonee alla rieducazione del condannato e quando, anche attraverso opportune prescrizioni, assicurano la prevenzione del pericolo di commissione di altri reati"

    Stabilisce il criterio di discrezionalità del giudice nella scelta della pena sostitutiva, ancorandola ai fini di rieducazione e prevenzione e richiedendo motivazione sulla idoneità e sulle prescrizioni.

  • art. 53 L. n. 689/1981

    Elenca le pene sostitutive possibili; rimanda alla valutazione di idoneità rispetto alla rieducazione e al reinserimento sociale.

  • art. 133 c.p.

    Criteri per la determinazione della pena che devono ispirare anche il giudizio prognostico sulla possibilità che la pena sostitutiva assicuri la rieducazione e la prevenzione della recidiva (modalità del fatto, personalità del condannato, condotta post delictum, ecc.).

  • art. 4-bis legge 26 luglio 1975 n. 354 (ordinamento penitenziario)

    Rilevo limitativo: la presenza di condanne per reati elencati dalla norma può escludere l'applicazione di alcune misure; va verificata l'assenza di tali condanne nei presupposti per le sostituzioni.

Massime di principio

  • Verificare l'ammissibilità dell'istanza ai sensi dell'art.95 d.lgs. n.150/2022: la pronuncia del dispositivo in appello antecedente al 30/12/2022 può rendere applicabile il regime transitorio anche se il giudicato si forma successivamente.
  • Il giudice dell'esecuzione deve svolgere una valutazione prognostica completa, ancorata ai criteri dell'art.133 c.p.: non è sufficiente richiamare precedenti penali o una condanna passata, va esaminata la personalità del condannato e la condotta post delictum.
  • L'esercizio del diritto al silenzio non può essere di per sé valorizzato in senso negativo ai fini della valutazione della idoneità alle misure sostitutive; il giudice deve motivare specificamente eventuali conclusioni sfavorevoli.
  • Precedenti estinti per sospensione condizionale non devono automaticamente essere trattati come aggravatore punitivo; il loro peso va valutato nel quadro complessivo della prognosi e delle effettive capacità di rieducazione.
  • Il giudice può e deve, se necessario, avvalersi dei poteri istruttori previsti dall'art.545-bis c.p.p. per acquisire elementi sulla situazione personale e sulle condizioni di vita del condannato prima di negare la sostituzione.
  • La decisione di negare una pena sostitutiva richiede motivazione specifica circa l'inidoneità delle misure proposte a garantire la rieducazione e prevenire nuovi reati; indicazioni generiche o riferimenti esclusivi ai precedenti non sono sufficienti.

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