Cassazione Civile, Ordinanza n. 21816/2024 del 02/08/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (proprietari)
La controversia
La lite riguardava un immobile in cui le attrici avevano chiesto di accertare l'esistenza di una servitù di canna fumaria, asseritamente costituita per destinazione del padre di famiglia, gravante sull'appartamento sovrastante di proprietà della convenuta. Il Tribunale aveva rigettato la domanda; la Corte d'appello, invece, aveva riformato la decisione sulla base delle risultanze istruttorie e della CTU, ritenendo provata la presenza della canna fumaria fin dalla costruzione dell'edificio e ordinando alla proprietaria dell'appartamento sovrastante di cessare ogni impedimento all'uso e di ripristinare la canna fumaria. La ricorrente ha proposto otto motivi: ha lamentato, in sintesi, giudicato interno e mutatio libelli; omessa pronuncia e violazioni processuali; erronea valutazione della domanda e dei fatti costitutivi della servitù; tardiva eccezione sull'acquisizione documentale da parte del CTU; uso improprio di presunzioni; omesso esame di fatti decisivi; motivazione solo apparente e ricorso a praesumptiones de praesumpto. Ha anche contestato il percorso della canna fumaria e la mancanza di autorizzazioni edilizie.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato integralmente il ricorso. Ha ritenuto inammissibili o infondati i motivi perché, sotto l'apparente deduzione di violazioni di legge o vizi motivazionali, miravano in realtà a ottenere un riesame del merito e della ricostruzione fattuale compiuta dalla Corte d'appello. In particolare, ha escluso la formazione di un giudicato interno su singole affermazioni del primo giudice, ha negato la mutatio libelli, ha ritenuto non configurabile l'omessa pronuncia su questioni che attengono all'esecuzione della decisione, ha considerato legittimo l'uso, in CTU, di documenti necessari alle indagini e ha ribadito che il vizio ex art. 360 n. 5 c.p.c. richiede l'omesso esame di un fatto storico decisivo, non la richiesta di una diversa lettura delle prove. La ricorrente è stata inoltre condannata alle spese e al versamento dell'ulteriore contributo unificato, se dovuto.
Norme richiamate
art. 24 Cost.
non può essere evocato direttamente come vizio di legittimità senza passare dalla norma di legge applicata
art. 111 Cost.
non può essere prospettato direttamente come motivo ex art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.
l'omessa pronuncia riguarda solo domande ed eccezioni non esaminate
è denunciabile solo se il giudice fonda la decisione su prove non introdotte dalle parti o acquisite d'ufficio fuori dai poteri officiosi; non per contestare la valutazione delle prove
la diversa forza persuasiva attribuita alle prove è attività di merito non censurabile come violazione di legge
richiamato tra le norme processuali lamentate, ma senza autonoma specifica rilevanza decisiva
richiamato tra le norme processuali lamentate, ma senza autonoma specifica rilevanza decisiva
richiamato tra le norme processuali lamentate, ma senza autonoma specifica rilevanza decisiva
il giudicato non si forma su ogni affermazione della sentenza, ma solo su statuizioni minime autonome
richiamato nel contesto del preteso giudicato interno, ma escluso in concreto
l'appello aveva investito la decisione nel suo complesso, senza mutatio libelli
richiamato tra le norme invocate a sostegno dell'inammissibilità di nuove deduzioni, ma non ritenuto decisivo
richiamato tra le norme invocate, senza incidenza decisiva nella motivazione
richiamato tra le norme invocate, senza incidenza decisiva nella motivazione
richiamato tra le norme processuali lamentate, senza autonoma decisività
la servitù per destinazione del padre di famiglia presuppone che l'opera sia stata predisposta dal comune originario proprietario al momento della costruzione o comunque in epoca coeva
le questioni esecutive sul modo di attuare il comando giudiziale trovano soluzione nella fase esecutiva
la consulenza tecnica d'ufficio può acquisire documenti necessari nei limiti del quesito e del contraddittorio
le presunzioni sono state ritenute correttamente utilizzate sulla base di accertamenti fattuali, non di presunzioni su presunzioni
art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.
la violazione di legge concerne l'erronea ricognizione della norma astratta, non la contestazione della ricostruzione del fatto
art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c.
il vizio è configurabile solo per omesso esame di un fatto storico decisivo, non per richiedere una nuova valutazione delle prove
art. 366, comma 1, n. 4, c.p.c.
il motivo deve indicare con specificità le norme violate, il loro contenuto precettivo e il contrasto con la sentenza
art. 366, comma 1, n. 6, c.p.c.
il ricorrente deve indicare con precisione il fatto storico omesso e il dato da cui risulta
art. 369, comma 2, n. 4, c.p.c.
richiede il rispetto degli oneri di indicazione e produzione rilevanti per il vizio ex art. 360 n. 5
la riduzione in pristino e le modalità pratiche di esecuzione saranno regolate nella fase esecutiva
art. 13, comma 1-quater, D.P.R. n. 115/2002
sussistono i presupposti per l'ulteriore contributo unificato in caso di rigetto del ricorso
art. 13, comma 1-bis, D.P.R. n. 115/2002
richiamato come parametro per l'importo dell'ulteriore contributo unificato
Massime di principio
- In tema di ricorso per cassazione, la deduzione di violazione di legge richiede la specifica indicazione della norma asseritamente violata, del suo contenuto precettivo e del punto della sentenza in contrasto con essa; non è sufficiente prospettare in modo generico un errore della decisione.
- La violazione di legge ex art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c. non consente di rimettere in discussione l'accertamento del fatto compiuto dal giudice di merito, poiché essa attiene all'erronea sussunzione del fatto nella norma e non alla ricostruzione del fatto stesso.
- Il vizio di cui all'art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c. è configurabile solo se sia stato omesso l'esame di un fatto storico, principale o secondario, decisivo e discusso tra le parti; non ricorre quando si censura, in sostanza, la valutazione del materiale probatorio.
- Il giudicato interno non si forma su ogni singola affermazione contenuta nella motivazione, ma solo su statuizioni minime dotate di autonoma efficacia decisoria; l'impugnazione di una statuizione riapre la cognizione sull'intera questione che essa identifica.
- La consulenza tecnica d'ufficio può acquisire documenti necessari allo svolgimento dell'incarico entro i limiti del quesito e del contraddittorio, purché non siano documenti diretti a provare i fatti principali che restano a carico delle parti.
- Nella servitù per destinazione del padre di famiglia ciò che rileva è la predisposizione dell'opera da parte dell'originario unico proprietario al momento della costruzione o in epoca coeva; l'accertamento della concreta tracciatura dell'opera è questione di fatto rimessa al giudice di merito.
Come è indicizzato
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza civile, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza civile
- ordinanza_civile · 2 ago 2024Cassazione Civile, Ordinanza n. 21769/2024 del 02/08/2024
- ordinanza_civile · 2 ago 2024Cassazione Civile, Ordinanza n. 21773/2024 del 02/08/2024
- ordinanza_civile · 2 ago 2024Cassazione Civile, Ordinanza n. 21775/2024 del 02/08/2024
- ordinanza_civile · 2 ago 2024Cassazione Civile, Ordinanza n. 21778/2024 del 02/08/2024
- ordinanza_civile · 2 ago 2024Cassazione Civile, Ordinanza n. 21781/2024 del 02/08/2024
- ordinanza_civile · 2 ago 2024Cassazione Civile, Ordinanza n. 21783/2024 del 02/08/2024
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza civile →