Cassazione Penale, Sentenza n. 34819/2025 del 27/10/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente ha proposto quattro motivi di cassazione: 1) vizio per inosservanza dell'art. 61-bis legge 24/11/1981 n.689 e errata applicazione della disciplina sulle pene sostitutive rispetto alla sospensione condizionale per fatti anteriori alla Riforma Cartabia; 2) manifesta illogicità della motivazione per avere la Corte aderito alle conclusioni della consulenza del CTU del PM che, a dire dell'imputato, si sarebbe basata su fotografie di un esemplare non autentico (errore materiale nella comparazione della stella distintiva); 3) inutilizzabilità della consulenza del PM per "errore genetico" del mezzo di prova (sostiene che il bene fotografato non corrisponde a quello sottoposto a sequestro); 4) manifesta illogicità, travisamento della prova e omessa valutazione delle risultanze difensive decisive, con particolare riferimento alla consulenza della difesa (esame diretto tridimensionale) e alla percezione del consumatore medio rispetto alle differenze tra originale e presunto contraffatto.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo e infondati/o non consentiti gli altri. In particolare: ha annullato la sentenza impugnata limitatamente al rigetto della richiesta di sostituzione della pena detentiva (rinviando per nuovo giudizio, su tale specifico punto, a diversa sezione della Corte d'appello di Trieste), perché i fatti erano anteriori all'entrata in vigore della Riforma Cartabia e si dovevano applicare i criteri più favorevoli previsti dall'art. 2, quarto comma, c.p. e dall'art. 53, comma 1, legge n. 689/1981 (testo anteriore alla modifica Cartabia). Ha dichiarato inammissibile nel resto il ricorso, con conseguente irrevocabilità dell'affermazione di responsabilità; ha condannato il ricorrente alla rifusione delle spese sostenute nel grado dalla parte civile Golden Goose s.p.a., liquidate in complessivi € 3.686,00 oltre accessori di legge.
Norme richiamate
art. 61-bis, legge 24 novembre 1981, n. 689
divieto di fare applicazione delle pene sostitutive delle pene detentive brevi nei casi in cui sia disposta altresì la sospensione condizionale della pena
La Corte ha ritenuto che la norma, introdotta dalla Riforma Cartabia, abbia natura sostanziale e non possa essere applicata retroattivamente ai fatti commessi prima della sua entrata in vigore; per fatti anteriori si applica la norma più favorevole (art. 2, quarto comma c.p.)
art. 2, quarto comma, codice penale
Principio di applicazione della norma più favorevole nel tempo: se vi è successione di leggi penali si applica la norma più favorevole all'imputato; qui ha imposto l'applicazione dei criteri previgenti alla Riforma Cartabia
La Corte ha indicato che, per l'applicazione delle pene sostitutive ai fatti anteriori alla Riforma Cartabia, occorre attenersi ai criteri previsti da tale disposizione nel testo compatibile con la disciplina antecedente alla modifica Cartabia
d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 (Riforma Cartabia)
Ha introdotto, fra l'altro, l'art. 61-bis legge n.689; la Corte ha ritenuto che le disposizioni sostanziali della riforma non si applichino retroattivamente ai fatti anteriori
d.lgs. 19 marzo 2024, n. 31 (modifiche all'art. 545-bis c.p.p.)
Richiamato in motivazione per precisare che le modifiche non disciplinano i rapporti tra sospensione condizionale e pene sostitutive, quindi non incidono sulla regola di alternatività introdotta dall'art. 61-bis
art. 606, comma 1, cod. proc. pen.
Norma che elenca i motivi di ricorso per cassazione (lett. b, c, e sono stati richiamati): i motivi devono essere dedotti nei gradi precedenti per essere esaminabili in Cassazione
art. 609, comma 2, cod. proc. pen.
La Corte ha ricordato che errori sul contenuto della consulenza tecnica non sono rilevabili d'ufficio in Cassazione ai sensi di questa norma quando si tratta di vizi che dovevano essere dedotti in appello
Disciplina l'inutilizzabilità delle prove illegittimamente acquisite; la Corte ha chiarito che vizi inerenti al contenuto di una consulenza (errori materiali o di identificazione) non rientrano nelle cause di inutilizzabilità previste da questa norma, che riguarda violazioni formali/illegittime acquisizioni
art. 624, comma 2, cod. proc. pen.
Prevede conseguenze economiche in caso di rigetto o inammissibilità del ricorso: la Corte ha disposto la condanna del ricorrente alla rifusione delle spese sostenute dalla parte civile
Massime di principio
- Le modifiche legislative intervenute con la cosiddetta Riforma Cartabia che introducono regole sostanziali (es. divieto di cumulo tra sospensione condizionale e pene sostitutive) non si applicano retroattivamente ai fatti commessi prima della loro entrata in vigore: si applica la norma più favorevole ex art. 2 c.p.
- In materia di sostituzione di pena per fatti anteriori alla riforma, il giudice deve attenersi ai criteri previgenti (art. 53 legge n. 689/1981 nel testo applicabile) e non può combinare tratti di discipline differenti che provocherebbero una tertia lex non prevista dal legislatore
- In Cassazione non sono esaminabili questioni o censure che non siano state tempestivamente dedotte nei precedenti gradi di merito: deduzioni nuove di fatto o di prova prospettate per la prima volta in cassazione sono inammissibili
- Errori o limiti nel contenuto di una consulenza tecnica (es. valutazioni errate, uso di immagini non corrispondenti) non costituiscono, di per sé, motivo di inutilizzabilità della prova ai sensi dell'art. 191 c.p.p. (che tutela le prove "illegittimamente acquisite"); tali vizi devono essere contestati e affrontati nei gradi di merito
- La valutazione tecnica e fattuale operata dal giudice di merito (compresa la valutazione della percezione del consumatore medio e della rilevanza delle differenze tra marchi) è riservata al merito e non è sindacabile in Cassazione se non per vizi motivazionali manifesti o travisamento delle prove
- Se la Cassazione accerta l'applicazione errata di una norma penale favorevole/non favorevole nel tempo, può annullare limitatamente a quel punto e rinviare per nuovo giudizio sul solo profilo procedurale o di quantificazione della pena, mantenendo ferme altre statuizioni sulla responsabilità
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