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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34997/2025 del 27/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 5/6/2025 che ha rigettato la richiesta di riesame del sequestro preventivo disposto il 9/5/2025 sui beni ereditari del de cuius. La ricorrente contestava in particolare la motivazione sul fumus del delitto di falso ideologico commesso dal privato (art. 483 c.p.), sostenendo che il Tribunale non si era pronunciato sul punto decisivo: se la denunciante fosse stata consapevole, al momento della dichiarazione di successione (25/3/2024), dell'esistenza del presunto coerede Lino Pendelin. Tale consapevolezza incide sull'elemento soggettivo del reato e sulle difese documentate prodotte (validità del presunto atto di riconoscimento non sottoscritto da Pendelin, tardiva conoscenza della chiamata all'eredità, elementi probatori sulla mancata conoscenza o riconoscimento da parte del de cuius). Inoltre il difensore aveva eccepito la mancata valutazione circa la riduzione dell'oggetto del sequestro al 50% (ordinanza del Gip del 29/5/2025), deducendo che il valore degli immobili sequestrati sarebbe stato più che sufficiente a coprire l'eventuale quota spettante al coerede.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo ritenendo la motivazione del Tribunale apparente e insufficiente: il giudice del riesame ha omesso di affrontare il profilo decisivo della consapevolezza della ricorrente circa l'esistenza di un coerede riconosciuto, che è elemento integrante del fumus del reato di falso ideologico. Perciò la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato per nuovo giudizio al Tribunale di Matera, richiamando l'obbligo per il giudice del riesame di compiere una verifica sommaria che comprenda anche l'elemento soggettivo della fattispecie e di motivare, anche sommariamente, le ragioni per ritenere sostenibile l'impostazione accusatoria. La Corte ha inoltre disposto che la cancelleria verifichi e compia gli accertamenti necessari in ordine al secondo provvedimento (ordinanza del Tribunale del 5/6/2025 relativa al provvedimento del Gip del 29/5/2025), non essendo agli atti nella documentazione trasmessa.

Norme richiamate

  • art. 483 cod. pen.

    Norma sul falso ideologico commesso dal privato; la Corte indica che per configurare il fumus occorre anche la verifica dell'elemento soggettivo (consapevolezza del dichiarato falsato), non solo la mera astratta configurabilità del reato

  • art. 646 cod. pen.

    Richiamato come delitto tra quelli provvisoriamente contestati nell'ordinanza di sequestro; la Corte non approfondisce specifiche interpretazioni sulla fattispecie ma la enumera tra le ipotesi indicate nel provvedimento di merito

  • art. 573 cod. civ.

    Richiama la disciplina sulla successione dei figli nati fuori dal matrimonio: senza riconoscimento o dichiarazione giudiziale della filiazione la qualità di coerede non è automaticamente applicabile; ciò è rilevante per stabilire se la denunciante potesse essere consapevole dell'esistenza di un coerede

  • art. 580 cod. civ.

    Citato come norma collegata ma ritenuto non rilevante nel concreto (disciplina figli non riconoscibili); la Corte segnala l'inapplicabilità nel caso in esame

  • art. 111, comma 6 Cost.

    Richiamato in relazione al diritto alla motivazione delle decisioni giurisdizionali; la Corte ricorda che la motivazione deve possedere i requisiti minimi di coerenza, completezza e ragionevolezza

  • art. 125, comma 3, cod. proc. pen.

    Richiamato in connessione al tema della motivazione degli ordinanze in materia cautelare e al profilo dell'impugnazione; la Corte rileva che la motivazione non può essere meramente apparente

Massime di principio

  • Nel riesame di misure cautelari su beni ereditari per presunto falso in dichiarazioni di successione, il giudice del riesame deve compiere una verifica sommaria che includa anche l'elemento soggettivo del reato (es. la consapevolezza del dichiarante circa l'esistenza di altri coeredi).
  • La motivazione del provvedimento cautelare non può basarsi sulla sola astratta configurabilità del reato: deve indicare, anche se sommariamente, perché le risultanze processuali rendono plausibile l'impostazione accusatoria.
  • Se atti o provvedimenti dedotti come oggetto di censura non sono presenti nel fascicolo trasmesso alla Corte, l'esame può essere limitato ai soli motivi effettivamente riferibili agli atti in visione; ciò può restringere l'ambito della cassazione.
  • La determinazione dell'entità del sequestro e la verifica della sua proporzionalità possono richiedere un coordinamento con il giudice civile (es. per la divisione ereditaria) ma il giudice del riesame deve comunque motivare la permanenza del periculum in mora rispetto alla quota sottoposta a vincolo.
  • La Cassazione annulla per motivazione apparente quando il giudice di merito omette di affrontare questioni decisive per il fumus del reato, rimandando il nuovo esame al giudice di merito perché compia la verifica richiesta.

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