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Cassazione Civile, Ordinanza n. 35408/2022 del 01/12/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (concessionaria)

La controversia

La società concessionaria autostradale impugnava cinque avvisi di accertamento per gli anni 2013-2017, con cui le veniva contestato l’omesso versamento della TOSAP in relazione a un viadotto autostradale sopraelevato e ai relativi piloni di sostegno insistenti sul territorio comunale. In primo e secondo grado i giudici tributari avevano ritenuto imponibile l’occupazione del soprassuolo e avevano escluso l’esenzione per lo Stato ex art. 49, comma 1, lett. a), d.lgs. n. 507/1993. In cassazione la società ricorrente deduceva, con due motivi, la violazione di varie fonti legislative e regolamentari sostenendo, da un lato, che l’attrazione delle aree al demanio pubblico statale avesse sottratto al Comune la disponibilità dei volumi attraversati dall’opera e, dall’altro, che l’occupazione non fosse riconducibile a una scelta della società, ma a una previa pianificazione e decisione statale di realizzare l’autostrada e il relativo tracciato, con conseguente non applicabilità della TOSAP o applicabilità dell’esenzione.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto consolidato l’orientamento per cui, in tema di TOSAP, sono imponibili le occupazioni di spazi soprastanti o sottostanti il suolo pubblico che comportino una concreta sottrazione all’uso pubblico, e che l’esenzione prevista per lo Stato e gli altri enti pubblici si applica solo se l’occupazione sia effettivamente ascrivibile al soggetto esente. Nel caso di specie l’occupazione era posta in essere dalla società concessionaria, che gestisce economicamente e funzionalmente l’opera e ne trae profitto, sicché non poteva invocare l’esenzione statale. È stata inoltre esclusa la rilevanza del fatto che l’opera sia di proprietà pubblica o che il tracciato sia stato pianificato dallo Stato. La ricorrente è stata condannata alle spese in favore della controricorrente; nulla è stato disposto per il Comune rimasto intimato. È stato anche dato atto, ai sensi dell’art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002, dei presupposti per il versamento dell’ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • artt. 38 e 39 d.lgs. n. 507/1993

    individuano il presupposto impositivo della TOSAP nelle occupazioni di spazi ed aree pubbliche, anche soprastanti o sottostanti, che sottraggono in concreto la superficie all’uso pubblico.

  • art. 49, comma 1, lett. a), d.lgs. n. 507/1993

    l’esenzione per Stato ed enti pubblici opera solo se l’occupazione sia imputabile al soggetto esente; non si estende alla società concessionaria che realizza e gestisce l’opera.

  • art. 56, comma 2, d.lgs. n. 507/1993

    richiamato insieme alle altre disposizioni sulla TOSAP, senza una specifica autonoma ratio nel testo rispetto al tema dell’imponibilità/esenzione.

  • art. 822 c.c.

    richiamato dal ricorrente per sostenere la natura demaniale delle aree, ma ritenuto non decisivo ai fini dell’assoggettamento a TOSAP se l’occupazione è posta in essere dalla concessionaria.

  • art. 1 d.lgs. n. 461/1999

    richiamato dal ricorrente, senza che la Corte gli attribuisca una specifica rilevanza autonoma nel ragionamento decisorio.

  • legge n. 463/1955

    richiamata nel primo motivo quale fonte che avrebbe attratto le aree al demanio pubblico statale.

  • legge n. 729/1961

    richiamata per sostenere che la costruzione dell’autostrada e il relativo tracciato erano stati stabiliti ex ante dallo Stato.

  • legge n. 385/1968

    richiamata nel primo motivo, senza autonoma trattazione decisiva nel testo.

  • art. 1 Regolamento Tosap del Comune di Gallarate

    richiamato nel primo motivo per contestare l’imposizione locale.

  • art. 20 Regolamento Tosap del Comune di Gallarate

    richiamato nel secondo motivo per sostenere l’esenzione o l’inesistenza del presupposto impositivo.

  • art. 143 d.lgs. n. 163/2006

    evocato per qualificare il rapporto concessorio relativo alla costruzione e gestione dell’opera pubblica.

  • art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.

    norma di legittimità invocata per denunciare violazione e falsa applicazione di legge nei due motivi.

  • art. 360-bis, n. 1, c.p.c.

    utilizzato come parametro del filtro di inammissibilità, in presenza di giurisprudenza di legittimità consolidata sul punto.

  • art. 380-bis c.p.c.

    richiamato per la proposta del relatore nel procedimento camerale.

  • art. 83, comma 3, ultima parte, c.p.c.

    richiamato quanto alla procura alle liti del controricorrente.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002

    richiamato per i presupposti del versamento dell’ulteriore contributo unificato in caso di soccombenza.

Massime di principio

  • In tema di TOSAP, il presupposto impositivo ricorre ogni volta che un’occupazione di spazi soprastanti o sottostanti il suolo pubblico comporti una concreta sottrazione del bene all’uso pubblico, anche quando l’occupazione sia prevista o consentita da un titolo concessorio.
  • L’esenzione prevista per lo Stato e per gli altri enti pubblici è di stretta interpretazione e opera solo se l’occupazione sia direttamente ascrivibile al soggetto esente; non è applicabile alla società concessionaria che realizza e gestisce l’opera e ne trae un vantaggio economico.
  • La natura pubblica o demaniale dell’opera, o il fatto che il tracciato sia stato pianificato dallo Stato, non esclude di per sé il presupposto della tassa quando l’occupazione concreta del suolo pubblico sia effettuata dal concessionario.
  • Il viadotto autostradale può integrare un’occupazione imponibile ai fini TOSAP in quanto impedisce o comprime specifiche utilità del suolo sottostante o sovrastante, rendendo irrilevante, ai fini del tributo, che l’opera sia destinata a finalità pubblicistiche.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioRiscossioneImpugnazioni
RamiTributiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

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