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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18167/2025 del 14/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la conferma di condanna per omicidio colposo e lesioni colpose (art. 589-bis cod. pen.), per aver, in qualità di autista di taxi, fermato il veicolo occupando gran parte della carreggiata, non attivando segnali di emergenza e consentendo al passeggero di scendere dal lato destro esposto al traffico, causando l'apertura della portiera che impattò con uno scooter provocando la caduta e il successivo decesso della passeggera; dedotte violazioni di legge, travisamento della prova, errata individuazione della norma cautelare violata, errata applicazione del principio di causalità della colpa e della cooperazione colposa, e dedotta autonoma causalità degli altri coinvolti (passeggero e conducente del motociclo) nonché rilevanza della manomissione del casco della vittima.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato la "doppia conforme" motivazione delle sentenze di merito che avevano ritenuto Detela colpevole ai sensi dell'art. 589-bis commi 1 e 8 (omicidio colposo e concorso formale), con concessione della circostanza ex art. 589-bis comma 7 e delle attenuanti generiche. In primo grado era stata inflitta la pena di 10 mesi di reclusione, con sospensione condizionale della pena, beneficio della non menzione, e sospensione della patente per un anno; tali statuizioni sono state confermate e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 589-bis cod. pen.

    Norma applicata per l'omicidio colposo commesso con veicoli; la Corte ha ritenuto sussistente la responsabilità colposa del conducente e ha applicato la disciplina del concorso formale (comma 8) nonché ha riconosciuto la circostanza attenuante di cui al comma 7

  • art. 40 cod. pen.

    Richiamato in relazione al principio di causalità dell'azione e ai profili di imputazione della condotta colposa

  • art. 41 cod. pen.

    Richiamato con riguardo alla cooperazione colposa e alla concorrenza causale fra più soggetti

  • Codice della strada, art. 140

    Obbligo generale di non creare pericolo per la circolazione e di salvaguardare la sicurezza stradale, imposto al conducente

  • Codice della strada, art. 157

    comma 1 lett. b) e comma 7

    La fermata deve non arrecare intralcio alla circolazione (comma 1 lett. b) e chiunque non può aprire le porte senza accertarsi che ciò non costituisca pericolo o intralcio (comma 7); la Corte ne ha ricavato una posizione di garanzia del conducente anche in fase di sosta

  • Codice della strada, art. 158

    Imposizione al conducente, durante sosta o fermata, di adottare cautele atte a evitare incidenti; la violazione di tali obblighi è stata ritenuta sussistente

  • art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.

    Regola che limita le censure di travisamento della prova in presenza di sentenza "doppia conforme": la doglianza è possibile solo se la Corte d'appello ha introdotto nuovi elementi probatori nella sua motivazione

  • artt. 581 e 591 cod. proc. pen.

    Norme sui requisiti formali e di specificità dei motivi di impugnazione: l'impugnazione deve confrontarsi puntualmente con le argomentazioni del provvedimento impugnato

  • Sent. Corte Cost. n.186/2000

    Richiamata con riferimento alla condanna alle somme a favore della Cassa delle ammende e ai limiti di esonero

Massime di principio

  • Il conducente di un veicolo assume una posizione di garanzia anche durante la fermata: gli obblighi del Codice della strada (non creare pericolo, adottare cautele in sosta, evitare intralcio) valgono anche quando il veicolo è fermo e il conducente deve impedire comportamenti rischiosi dei trasportati ove ciò rientri nelle sue possibilità e diligenza professionale.
  • L'apertura della portiera da parte del passeggero non esclude automaticamente la responsabilità del conducente: può sussistere cooperazione colposa quando la condotta del conducente abbia creato o aumentato il rischio prevedibile che altri, aprendo la portiera, causino un evento mortale o lesivo.
  • Nel giudizio di colpa è essenziale il giudizio controfattuale ex ante: il comportamento impugnato è valutato alla stregua di come un soggetto diligente avrebbe agito per evitare il rischio; se esistono alternative lecite efficaci e adottabili, la mancata adozione può integrare colpa.
  • La manomissione o inidoneità di dispositivi di protezione (es. casco) può concorrere nella determinazione dell'esito lesivo, ma non esclude necessariamente la responsabilità di altri soggetti quando la caduta e l'impatto sono riconducibili a condotte colpose multiple.
  • In presenza di sentenze "doppia conforme" (concordanza di primo e secondo grado), il ricorso per cassazione sul travisamento della prova è ammissibile solo se il giudice d'appello ha fondato la propria decisione su nuovi atti probatori non esaminati in primo grado; altrimenti la cassazione richiede un confronto specifico e motivato con la motivazione di secondo grado.
  • I motivi di impugnazione in cassazione devono confrontarsi puntualmente con la motivazione del giudice d'appello: reiterare censure già motivate e respinte in appello senza critica specifica rende il ricorso inammissibile.

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