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Sentenza

Sentenza del 15/09/2020 n. 25991 - Corte di Cassazione

Trust familiare - Sequestro preventivo dei beni - Legittimo.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Impugnazione del decreto di sequestro preventivo (finalizzato alla confisca diretta e, sussidiariamente, alla confisca per equivalente) di somme e beni per un ammontare complessivo di Euro 10.163.675,36. Il ricorrente deduceva l'illegittimità del sequestro perché i beni sottoposti a vincolo erano di proprietà del trust e non nella disponibilità degli indagati: il trust sarebbe stato regolarmente costituito e radicalmente novato con nomina di un trustee autonomo ((------) s.r.l.), con conseguente perdita da parte dei disponenti di qualsiasi potere dispositvo. Si contestava inoltre la lettura fatta dal Tribunale circa i poteri del guardiano e la presunta vicinanza del guardiano ai disponenti, nonché la qualificazione del trust come sham.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per motivi di vizio di motivazione (ricorso fondato su censure di fatto) e lo ha ritenuto manifestamente infondato. Ha confermato la legittimità del sequestro preventivo e della finalità di confisca per equivalente, ritenendo sussistenti elementi presuntivi che indicano la simulazione del trust (mancanza di netta alterità patrimoniale rispetto ai disponenti): posizione del guardiano vicino ai conferenti, ampiezza dei conferimenti sproporzionata rispetto a finalità familiari, flussi finanziari dal trust verso la società riconducibile ai coniugi e successivi rientri ai conferenti, nomina del trustee professionale intervenuta poco prima della perquisizione. Condanna del ricorrente alle spese e al pagamento di Euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • articolo 321 c.p.p.

    Norma che disciplina il sequestro preventivo. La Corte l'ha applicata nel senso che il sequestro può estendersi a beni conferiti in trust se sussistono elementi presuntivi di simulazione che rendono i beni effettivamente disponibili agli indagati.

  • articolo 322 ter c.p.

    Richiamato nel ricorso; nella sentenza non vi è un'interpretazione specifica della norma, ma figura tra le norme contestate dal ricorrente.

  • Decreto Legislativo n. 74 del 2000, articolo 12-bis

    Norma che prevede la confisca per equivalente nei reati tributari. La Corte conferma che la confisca per equivalente può colpire beni conferiti in trust quando vi siano elementi di simulazione finalizzati a sottrarre i proventi del reato alla esecuzione.

  • articolo 1322 codice civile

    Richiamato in ordine alla libertà di autonomia contrattuale e validità degli atti negoziali (costituzione del trust). La Corte osserva però che la validità formale del negozio non esclude l'accertamento della sua effettiva autonomia patrimoniale rispetto ai disponenti quando emergono elementi di simulazione.

  • Legge n. 364 del 16 ottobre 1989, articolo 2

    Norma di ratifica della Convenzione dell'Aja (riconoscimento giuridico del trust). La Corte riconosce che il trust è istituto conosciuto nel nostro ordinamento, ma ciò non impedisce il sequestro quando il trust è strumentale a finalità elusive o simulatorie.

  • articolo 416 c.p.

    Norma sull'associazione per delinquere; richiamata nella motivazione per collegare tempistica e attività investigativa (es. nomina del trustee poco prima della perquisizione) ai profili di indagine.

  • articolo 606 c.p.p., comma 1, lettera e)

    Norma che definisce i motivi di ricorso per cassazione; la Corte ricorda che il ricorso contro ordinanze di sequestro preventivo è ammesso solo per violazione di legge e non per vizio di motivazione, e perciò ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto per vizi della motivazione.

  • articolo 616 c.p.p.

    Norma che dispone il versamento alla Cassa delle ammende in caso di dichiarazione di inammissibilità del ricorso; la Corte ha condannato il ricorrente al pagamento di Euro 3.000.

Massime di principio

  • Un trust, se formalmente costituito, può comunque essere considerato 'apparente' (sham trust) e i beni in esso conferiti possono essere sottoposti a sequestro preventivo/confisca per equivalente quando emergono elementi presuntivi che ne dimostrano la strumentalità rispetto a finalità illecite.
  • Fattori rilevanti per ritenere il trust simulato: poteri effettivi dei disponenti (anche attraverso figure come il guardiano), nomine e modifiche avvenute in prossimità delle indagini, sproporzione tra entità dei conferimenti e finalità dichiarate (es. familiari), flussi finanziari dal trust verso società riconducibili ai conferenti e successivi rientri a favore dei conferenti, nomina di trustee che appaiono meri prestanome o privi di autonomia/competenza.
  • La legittimità del sequestro preventivo in materia di trust va valutata sul piano degli elementi di fatto e delle presunzioni: non è sufficiente la sola documentazione contrattuale che dichiari la segregazione patrimoniale se i fatti concreti indicano la persistenza della disponibilità sostanziale dei conferenti.
  • In sede di impugnazione in Cassazione contro ordinanze di sequestro la doglianza non può fondarsi su un vizio meramente motivazionale: è ammessa solo la censura di violazione di legge o di vizi motivazionali così gravi da rendere incomprensibile l'iter logico-giuridico.
  • Per chi voglia difendere la validità di un trust e impedire il sequestro: documentare e dimostrare concretamente l'effettiva autonomia del trustee (professionalità, tempistiche coerenti), l'assenza di flussi finanziari riconducibili ai disponenti, l'assenza di poteri di controllo o di nomina agevole da parte dei conferenti/guardiano, e la coerenza degli importi conferiti con le finalità dichiarate.

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