Cassazione Penale, Sentenza n. 31407/2026 del 14/08/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
La sentenza riguarda due ricorsi per cassazione avverso la decisione della Corte d'appello di Torino che aveva confermato, salvo la revoca delle statuizioni civili nei confronti di uno degli imputati, le condanne pronunciate dal Tribunale. Il primo ricorrente, condannato per bancarotta fraudolenta documentale e bancarotta impropria da falso in bilancio, contestava la conferma della responsabilità, sostenendo che i giudici di merito avessero fondato la condanna soprattutto sulle chiamate in correità di coimputati prive di adeguati riscontri individualizzanti, avessero travisato varie e-mail e documenti contabili, e avessero male applicato i criteri di valutazione della prova e della bancarotta documentale; denunciava inoltre il mancato riconoscimento dell’attenuante del risarcimento del danno, il giudizio di equivalenza delle attenuanti generiche, il trattamento sanzionatorio e il diniego delle pene sostitutive. Il secondo ricorrente, condannato per bancarotta fraudolenta distrattiva, deduceva violazione del principio di correlazione tra accusa e sentenza per l’uso, nella motivazione, di un quadro fattuale relativo alla provenienza delle somme da altra società, contestava la qualifica di amministratore di fatto, la valutazione delle chiamate in correità e la conferma delle statuizioni civili; in memoria si discuteva anche la revoca della sospensione condizionale, ma la Corte ha ritenuto la questione inammissibile perché proposta tardivamente e con riferimento a un capo autonomo. La Cassazione ha respinto entrambi i ricorsi, ritenendo le censure in larga parte meramente alternative rispetto alla ricostruzione di merito e non decisive sul piano del travisamento o del vizio di motivazione.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato entrambi i ricorsi e ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali. Ha inoltre condannato il secondo imputato alla rifusione delle spese di difesa sostenute dalla parte civile nel giudizio di legittimità. Quanto alla memoria dell’imputato condannato per bancarotta impropria da falso in bilancio, la questione sulla revoca della sospensione condizionale è stata dichiarata inammissibile perché nuova, tardiva e riferita a un autonomo capo di decisione non devoluto con il ricorso originario. Le condanne di merito sono rimaste quindi ferme, con conferma della responsabilità penale già accertata in appello.
Norme richiamate
Disciplinano la bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale; la Corte ribadisce che la bancarotta documentale ricorre anche quando la ricostruzione contabile sia resa molto difficoltosa dalla falsificazione delle scritture, non solo quando sia assolutamente impossibile.
Richiamato per la bancarotta impropria da reato societario, in connessione con il falso in bilancio che cagiona o aggrava il dissesto.
art. 219, comma secondo, n. 1, r.d. n. 267 del 1942
Aggravante fallimentare valorizzata nel giudizio di bilanciamento con le attenuanti generiche.
art. 192, comma 3, cod. proc. pen.
Le chiamate in correità devono essere corroborate da riscontri esterni individualizzanti; la Corte conferma che nel caso concreto tali riscontri esistevano.
art. 606, comma 1, lett. e), cod. proc. pen.
Il vizio di motivazione è censurabile solo per omissioni decisive, contraddizioni o manifesta illogicità, non per la semplice proposta di una lettura alternativa delle prove.
art. 62, comma 1, n. 6, cod. pen.
L’attenuante del risarcimento del danno richiede integrale e effettiva riparazione prima del giudizio; la Corte esclude che nel caso vi fosse prova di piena satisfattività.
Le attenuanti generiche restano affidate alla valutazione discrezionale del giudice di merito, sindacabile solo se illogica o apparente.
Usato come criterio per la commisurazione della pena e per la prognosi sulla concedibilità delle pene sostitutive.
Il lavoro di pubblica utilità sostitutivo è incompatibile con una pena detentiva superiore a tre anni.
artt. 58 e 59 legge n. 689 del 1981
La sostituzione della pena detentiva breve richiede una valutazione discrezionale concreta e individualizzata sull’idoneità della misura e sul rispetto delle prescrizioni.
Il principio di correlazione tra accusa e sentenza è violato solo se il fatto ritenuto è radicalmente diverso da quello contestato, con pregiudizio concreto per la difesa.
Le conseguenze della violazione della correlazione tra accusa e sentenza presuppongono una trasformazione sostanziale del fatto.
art. 585, comma 4, cod. proc. pen.
I motivi nuovi devono essere tempestivi e sviluppare censure già devolute, non introdurre un autonomo capo di impugnazione.
art. 620, comma 1, lett. l), cod. proc. pen.
Richiamato dalla difesa per la richiesta di eliminazione della revoca della sospensione condizionale; la Corte non accoglie la richiesta perché la questione è inammissibile.
art. 168, comma 1, n. 2, cod. pen.
Norma evocata nella memoria sul presupposto della revoca della sospensione condizionale, ma la Corte non entra nel merito per inammissibilità della censura.
Richiamato dalla difesa per sostenere il decorso del termine quinquennale rilevante per la sospensione condizionale nei delitti.
La qualifica di amministratore di fatto richiede esercizio continuativo e significativo di poteri tipici della funzione, non la sola qualità di socio.
Richiamato dalla difesa in relazione alla fusione e al possibile trattamento contabile di un avviamento o disavanzo di fusione.
La transazione presuppone reciproche concessioni e non equivale necessariamente a riconoscimento integrale delle ragioni della controparte.
La reiezione dei ricorsi comporta la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali.
Massime di principio
- Nel giudizio di legittimità non è consentito ottenere una nuova valutazione del materiale probatorio mediante la mera contrapposizione di una diversa lettura dei fatti a quella accolta dai giudici di merito.
- Il travisamento della prova è deducibile solo se riguarda un dato probatorio decisivo, riportato in modo inesatto o omesso, e tale da compromettere la tenuta complessiva della motivazione.
- Le dichiarazioni di coimputati o chiamanti in correità possono fondare la responsabilità solo se la loro credibilità è verificata e se esistono riscontri esterni individualizzanti, anche di natura documentale o provenienti da ulteriori dichiarazioni autonome e convergenti.
- Documenti riferiti a fatti per i quali sia intervenuta una causa estintiva non diventano per ciò solo inutilizzabili e possono essere valutati come elementi di riscontro in un diverso giudizio, purché non siano posti da soli a base della condanna e non contrastino con un giudicato assolutorio sul medesimo fatto storico.
- In materia di bancarotta impropria da falso in bilancio, la falsità delle poste contabili assume rilievo penale quando sia funzionale a occultare perdite, mantenere artificiosamente la continuità aziendale e contribuire causalmente al dissesto o al suo aggravamento.
- La bancarotta fraudolenta documentale può sussistere anche quando, ex post, il patrimonio o il movimento degli affari siano ricostruibili, se la falsificazione delle scritture ha reso la ricostruzione originaria gravemente difficoltosa o fuorviante.
- L’attenuante del risarcimento del danno richiede una riparazione integrale ed effettiva, avvenuta prima del giudizio e riferibile all’imputato; il giudice di merito può escluderla con motivazione sintetica ma non apparente se ritiene non provata la piena satisfattività del ristoro.
- Il giudizio di comparazione tra circostanze e la determinazione della pena sono apprezzamenti discrezionali del giudice di merito, censurabili in cassazione solo per manifesta illogicità o mancanza di motivazione.
- Il lavoro di pubblica utilità sostitutivo non è applicabile oltre i limiti edittali previsti dalla legge; le altre pene sostitutive richiedono una prognosi concreta e individualizzata sull’osservanza delle prescrizioni e sulla capacità rieducativa della misura.
- Il principio di correlazione tra accusa e sentenza è violato solo quando la decisione introduce un fatto storico radicalmente diverso da quello contestato, con concreto pregiudizio del diritto di difesa; non vi è violazione se il giudice valorizza dati di contesto già emersi nel contraddittorio per spiegare la medesima condotta contestata.
- La qualifica di amministratore di fatto richiede un esercizio continuativo e significativo di poteri gestori tipici, desumibile da indici concreti di intervento nella gestione societaria e non dalla sola qualità di socio o dall’interesse economico nell’impresa.
- Nella bancarotta distrattiva il danno patrimoniale alla società fallita e alla massa dei creditori può essere desunto dalla fuoriuscita ingiustificata di risorse, e la condanna generica al risarcimento non richiede una liquidazione dettagliata, potendo la quantificazione essere rimessa al giudice civile.
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