Cassazione Penale, Sentenza n. 31292/2026 del 14/08/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
La Corte d'appello di Trieste, in sede di rinvio dopo un precedente annullamento della Cassazione, ha rideterminato la pena per furto aggravato in abitazione in concorso, riconoscendo le attenuanti generiche prevalenti sulla recidiva, ma ha negato la sostituzione della pena detentiva con una pena sostitutiva prevista dalla legge n. 689/1981. Il ricorrente ha censurato tale diniego deducendo violazione di legge e vizio di motivazione ex art. 606, comma 1, lett. b) ed e), c.p.p., lamentando l'inosservanza degli artt. 20-bis e 53 ss. l. 689/1981, 545-bis e 698-bis, comma 4-ter, c.p.p. Secondo la difesa, la Corte territoriale non avrebbe dato corretta applicazione al principio di diritto fissato dalla Cassazione sul rilievo del parziale risarcimento del danno, trattando l'istanza come genericamente formulata per mancata indicazione della specifica pena sostitutiva e delle ragioni della finalità rieducativa; inoltre avrebbe trascurato la condotta dell'imputato durante gli arresti domiciliari e la disponibilità a subire una pena sostitutiva non specificata, fondando il rigetto soprattutto su un precedente specifico, sulla precarietà delle condizioni di vita, sulla mancanza di riferimenti stabili e sulle condizioni di salute.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto infondato il ricorso e lo ha rigettato. Ha affermato che la sostituzione della pena detentiva breve non costituisce un diritto dell'imputato, ma è rimessa alla discrezionalità del giudice, da esercitarsi alla luce dei criteri dell'art. 133 c.p. e della nuova disciplina sulle pene sostitutive. Ha quindi ritenuto legittima la motivazione della Corte d'appello, che aveva valutato il risarcimento del danno ma lo aveva reputato non sufficiente, evidenziando plurimi elementi ostativi alla prognosi favorevole sulla funzione rieducativa e sull'adempimento delle prescrizioni: precedente specifico recente, precarietà delle condizioni di vita in Italia, condizioni di salute e mancanza di riferimenti stabili. La Cassazione ha inoltre precisato che le valutazioni operate nella fase cautelare non vincolano il giudizio sulla sostituzione della pena, e che il giudice, quando respinge l'istanza, non deve esaminare analiticamente tutti i parametri dell'art. 133 c.p., potendo valorizzare quelli ritenuti ostativi.
Norme richiamate
art. 606, comma 1, lett. b) ed e), c.p.p.
Norma richiamata come parametro del ricorso per cassazione per denunciare violazione di legge e vizi di motivazione.
Richiamato dalla difesa come parte della disciplina delle pene sostitutive.
Richiamati dalla difesa per contestare il diniego di sostituzione della pena detentiva con sanzioni sostitutive.
Richiamato dalla difesa nel quadro della disciplina della sostituzione della pena detentiva.
art. 698-bis, comma 4-ter, c.p.p.
Richiamato dalla difesa come norma processuale connessa alla sostituzione della pena.
Criterio centrale di valutazione discrezionale della gravità del fatto e della personalità del condannato ai fini della sostituzione della pena.
"tenuto conto dei criteri indicati nell'articolo 133 del Codice penale"; "può applicare le pene sostitutive"; "La pena detentiva non può essere sostituita quando sussistono fondati motivi per ritenere che le prescrizioni non saranno adempiute dal condannato"
La sostituzione della pena detentiva è rimessa alla valutazione discrezionale del giudice; il diniego è legittimo se emergono fondati motivi per ritenere che le prescrizioni non saranno adempiute e il giudizio è ancorato ai criteri dell'art. 133 c.p.
"gravità del reato"; "capacità a delinquere del colpevole"
I parametri rilevanti includono gravità del fatto, precedenti penali e giudiziari, condotta e vita del reo, antecedenti al reato.
Base per la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali in caso di rigetto del ricorso.
Massime di principio
- La sostituzione della pena detentiva breve con una pena sostitutiva non configura un diritto automatico del condannato, ma una scelta discrezionale del giudice, da compiere sulla base dei criteri dell'art. 133 c.p.
- Nel diniego della pena sostitutiva il giudice non è tenuto a esaminare in modo analitico e puntuale tutti i parametri dell'art. 133 c.p., potendo limitarsi a valorizzare quelli ritenuti ostativi alla prognosi favorevole sulla funzione rieducativa e sull'adempimento delle prescrizioni.
- La nuova disciplina delle pene sostitutive, anche dopo la riforma Cartabia, continua a richiedere una valutazione prognostica concreta sulla rieducazione del condannato e sulla prevenzione del rischio di nuovi reati.
- Il risarcimento del danno, pur potenzialmente indicativo di resipiscenza, non obbliga il giudice ad accogliere l'istanza di sostituzione della pena se altri elementi concreti depongono in senso contrario.
- Le valutazioni compiute in sede cautelare non vincolano il diverso giudizio sulla sostituzione della pena, che mantiene autonomia rispetto alle misure adottate in fase cautelare.
Come è indicizzato
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 14 ago 2026Cassazione Penale, Sentenza n. 31286/2026 del 14/08/2026
- Sentenza penale · 14 ago 2026Cassazione Penale, Sentenza n. 31289/2026 del 14/08/2026
- Sentenza penale · 14 ago 2026Cassazione Penale, Sentenza n. 31291/2026 del 14/08/2026
- Sentenza penale · 14 ago 2026Cassazione Penale, Sentenza n. 31293/2026 del 14/08/2026
- Sentenza penale · 14 ago 2026Cassazione Penale, Sentenza n. 31294/2026 del 14/08/2026
- Sentenza penale · 14 ago 2026Cassazione Penale, Sentenza n. 31295/2026 del 14/08/2026
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →