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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29737/2025 del 26/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza d'appello del 27/06/2024 che li ha condannati, in concorso con Orazio Rolletto, per l'omicidio di Crocifisso Sartania (avvenuto in prossimità del 7/02/1995). Le censure riguardano: vizi di motivazione e travisamento probatorio relativi all'attendibilità delle dichiarazioni del chiamante in correità Rolletto e del collaboratore di giustizia Rosario Trubia; la mancata considerazione di un movente "mafioso" alternativo a quello familiare; imprecisioni sulla data della morte e sulle risultanze peritali; l'assenza della "motivazione rafforzata" necessaria per ribaltare una sentenza assolutoria; e, per Palmieri, la mancata prova della circostanza aggravante della premeditazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato entrambi i ricorsi. Ha ritenuto che la Corte d'assise d'appello, nella sentenza del 27/06/2024, abbia fornito una motivazione analitica e "rafforzata" atta a confutare le ragioni dell'assoluzione di primo grado, valutando congruamente l'attendibilità delle dichiarazioni di Rolletto e i riscontri offerti da Trubia e dalla madre della vittima (Piva Anna). La sentenza d'appello ha spiegato in modo logico le discrepanze temporali e le ritrattazioni, ha escluso che le dichiarazioni decisive siano state indebitamente amplificate e ha trovato elementi idonei a dimostrare la premeditazione anche in capo al Palmieri (ruolo di "gancio" e tempo di ponderazione). Conseguentemente, i ricorrenti sono stati confermati colpevoli e condannati al pagamento delle spese processuali e alla rifusione delle spese delle parti civili.

Norme richiamate

  • art. 61 cod. pen.

    Le circostanze aggravanti indicate (art. 61, n.1 e n.4) sono state esaminate e, nella sentenza d'appello, dichiarate escluse; la Cassazione riprende tale statuizione senza censurarla

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Il vizio di motivazione dedotto in relazione all'art. 192 (ennunciato nelle censure) è stato ritenuto infondato: la Corte territoriale ha fornito adeguata e non illogica valutazione delle prove

  • art. 627, comma 3, cod. proc. pen.

    Norma richiamata dai ricorrenti per lamentare l'illegittimo ribaltamento dell'assoluzione; la Corte ha ritenuto che l'obbligo di motivazione rafforzata sia stato adempiuto dall'appello

  • art. 577, comma 1, n. 3, cod. pen.

    La circostanza aggravante della premeditazione è stata ritenuta sussistente anche per il Palmieri sulla base dell'organizzazione del delitto, del ruolo di "gancio" e del tempo idoneo alla ponderazione

  • art. 533 cod. proc. pen.

    Ribadito il principio che la colpevolezza deve essere accertata "al di là di ogni ragionevole dubbio"; nel caso di riforma di una sentenza assolutoria, l'appello deve confutare specificamente le ragioni dell'assoluzione

  • art. 546 cod. proc. pen.

    Richiamato nella cornice del principio di certezza della condanna richiesta dal processo penale e della tutela degli standard probatori; la Cassazione conferma il corretto impianto argomentativo del merito

  • art. 6, comma 2, CEDU

    Richiamato il principio del "beyond reasonable doubt" (presunzione di non colpevolezza e onere probatorio a carico dell'accusa); la Corte ha ritenuto rispettati gli standard in sede di appello

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma procedurale che autorizza la condanna alle spese in caso di rigetto del ricorso: la Corte ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese del procedimento

  • art. 541 cod. proc. pen. e d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 110

    Indicate le regole per la liquidazione, nel giudizio di legittimità, delle spese sostenute dalla parte civile ammessa al patrocinio a spese dello Stato: la Cassazione dispone la condanna generica verso l'Erario e rimette la liquidazione al giudice del rinvio

  • artt. 82 e 83 d.P.R. n. 115/2002

    Richiamati in ordine alla competenza del giudice del rinvio per la liquidazione delle spese a favore dell'Erario mediante decreto di pagamento

Massime di principio

  • Per ribaltare un'assoluzione di primo grado l'appello deve fornire una "motivazione rafforzata": confutare specificamente e punto per punto le ragioni dell'assoluzione e indicare perché gli elementi già disponibili giustificano la condanna.
  • Le dichiarazioni di collaboratori di giustizia e dei chiamanti in correità possono integrare la prova se valutate nel loro complesso e riscontrate da elementi indipendenti (es. deposizioni di persone non sospette, dati di contesto, luogo del delitto). Non è sempre necessario che ogni dettaglio sia perfetto, ma la motivazione deve spiegare la coerenza e i riscontri.
  • Le ritrattazioni possono essere valutate negativamente e, se considerate mendaci o inattendibili, possono rafforzare la credibilità delle dichiarazioni originarie, purché la Corte argomenti adeguatamente il perché della mendacità o dell'inattendibilità.
  • Discrepanze temporali o tecniche (es. datazione del decesso su cadavere carbonizzato) devono essere valutate nel contesto: perizie approssimative o limiti tecnici possono giustificare che una testimonianza contemporanea della vittima o dei suoi familiari abbia valore probatorio rilevante.
  • La circostanza aggravante della premeditazione richiede elementi temporali e ideologici: un progetto delittuoso conosciuto in anticipo e un ruolo organizzativo (es. chi attira la vittima) possono indicare ponderazione e persistenza della risoluzione criminosa.
  • Il giudizio di legittimità (Cassazione) è limitato a vizi di diritto, manifesta illogicità o carenze della motivazione; non è luogo per rinnovare il giudizio di merito a meno che la motivazione del giudice di merito non sia manifestamente irragionevole.
  • In contesti ad alta infiltrazione mafiosa, i giudici possono ritenere plausibile l'intersezione di motivi familiari e di necessità di 'placet' mafioso: la presenza di elementi che collegano il contesto mafioso non esclude la rilevanza di moventi personali, ma richiede che la motivazione spieghi il rapporto tra le cause.
  • Quando si valuta l'attendibilità complessiva di un racconto, il giudice deve bilanciare coerenza interna, riscontri esterni, interessi del dichiarante e possibili motivazioni contrarie (astio, rancore, vantaggi), documentando la valutazione in modo comprensibile e logico.

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