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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13231/2023 del 29/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna per tre motivi: 1) violazione di legge (artt. 216, comma 1, n.1 e 223 legge fallimentare) e vizio di motivazione per non aver valutato che i tre autocarri in leasing erano stati perduti per furto antecedente al fallimento e quindi non soggetti a distrazione; 2) vizio di motivazione perché l'imprenditore aveva affidato la contabilità a un commercialista e il curatore non aveva contattato tale soggetto, con la conseguenza che le scritture contabili non sarebbero state messe a disposizione; 3) vizio di motivazione per presunta violazione del divieto di reformatio in peius nella rideterminazione della pena, dopo che il reato relativo al capo A sarebbe andato prescritto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato la valutazione dei giudici di merito sulla sussistenza della condotta distrattiva in relazione ai beni in leasing, ritenendo plausibile che i mezzi fossero stati sottratti alla finanziaria prima delle denunce di furto e che il comportamento del ricorrente abbia impedito l'acquisizione alla massa fallimentare. Ha poi escluso rilievo alla circostanza della delega della contabilità, ricordando l'obbligo personale dell'imprenditore di conservare e mettere a disposizione le scritture contabili; infine ha ritenuto corretta la determinazione della pena da parte della Corte d'appello, anche alla luce del principio che non poteva essere inferiore al minimo edittale dato il precedente giudizio di equivalenza tra attenuanti e aggravanti. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • art. 217 legge fallimentare

    Norma richiamata in relazione ai fatti di bancarotta; la Corte ha ritenuto che le condotte che impediscono l'acquisizione alla massa dei beni oggetto di leasing possano integrare la bancarotta fraudolenta

  • art. 216, comma 1, n. 1, legge fallimentare

    Richiamata quale norma incriminatrice per condotte distrattive: la Corte ha ritenuto integrata la fattispecie malgrado la presenza di contratti di leasing, quando la condotta impedisce l'acquisizione alla massa

  • art. 223 legge fallimentare

    Norma richiamata in connessione agli artt. 216 e 217 per la disciplina delle responsabilità del fallito; la Corte l'ha applicata nel contesto della bancarotta per distrazione

  • art. 2214 e segg. cod. civ.

    Richiamati per l'obbligo di tenuta delle scritture contabili da parte dell'imprenditore; la Corte ha sottolineato la responsabilità personale dell'imprenditore anche se la contabilità è stata delegata

  • art. 2241 e segg. cod. civ.

    Richiamati nella parte riguardante obblighi contabili e tenuta dei libri sociali; confermano il principio della responsabilità dell'imprenditore

  • art. 16, n. 3, legge fallimentare

    Richiamato per l'onere dell'imprenditore fallito di mettere a disposizione del curatore le scritture contabili, escludendo l'obbligo del curatore di ricercarle

  • art. 606, lett. b) ed e), cod. proc. pen.

    Norme processuali invocate come motivi di cassazione (vizio di motivazione e violazione di legge); la Corte ha ritenuto infondate le censure di violazione e di carenza motivazionale

  • art. 69 cod. pen.

    Richiamato in ordine al confronto tra circostanze attenuanti e aggravanti; la Corte ha ritenuto che non vi fossero elementi nuovi per modificare il precedente giudizio di comparazione

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma applicata per la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di legittimità

Massime di principio

  • Beni acquisiti dall'impresa a titolo di leasing possono integrare bancarotta fraudolenta se l'operatore compie atti che impediscono l'acquisizione alla massa o comportano un onere economico per il fallimento (es. mancata restituzione e sottrazione), anche se la proprietà formale rimane al concedente
  • Denunce di furto presentate in epoca successiva alla risoluzione del rapporto di leasing e a date temporali incongruenti non eliminano automaticamente la responsabilità distrattiva: la sequenza temporale e le modalità (es. trasferimento all'estero, mancato pagamento) sono decisive
  • La delega della tenuta della contabilità a un professionista non esime l'imprenditore dall'obbligo di conservare e mettere a disposizione le scritture contabili in caso di fallimento; spetta all'imprenditore recuperarne la disponibilità, non al curatore cercarle
  • La Corte di Cassazione dà grande rilievo alla valutazione di fatto dei giudici di merito quando è conformata ("doppia conforme"): il sindacato in Cassazione è limitato e richiede errori di diritto o gravi vizi motivazionali
  • La prescrizione di un capo di imputazione può esistere ma non necessariamente comporta un trattamento sanzionatorio più favorevole se la determinazione della pena tiene conto di preesistenti giudizi di comparazione tra aggravanti e attenuanti che fissano un limite minimo obbligatorio

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