Cassazione Penale, Sentenza n. 12208/2023 del 23/03/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente ha proposto ricorso avverso l'ordinanza della Corte d'appello di Trieste che aveva dichiarato inammissibile la sua istanza di ricusazione nei confronti della dott.ssa Manila Salvà. Lamentava che il giudice avesse espresso, nel provvedimento con cui rigettava l'istanza di dissequestro avanzata dall'imputato Predonzani Giorgio, valutazioni indicative di anticipazione di giudizio sulla colpevolezza di Predonzani, richiamando il ruolo della società Ecoedilmont s.r.l. (di cui Predonzani era legale rappresentante) e della successiva MG Group. Tali esternazioni, secondo il ricorrente, avrebbero inciso, anche ai fini della responsabilità amministrativa ex d.lgs. n. 231/2001 (artt. 5, 24 e 42), sulla posizione processuale e sostanziale della società rappresentata. Inoltre il ricorrente deduceva l'erronea valutazione della Corte in ordine alla tardività della dichiarazione di ricusazione (sostenendo di averla presentata tempestivamente via PEC l'11/7/2022) e censurava l'applicazione degli artt. 38, comma 3, e 41 cod. proc. pen. sulla incompatibilità del giudice.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la legittimazione a proporre l'istanza di ricusazione fosse stata correttamente considerata dalla Corte territoriale in relazione al possibile subentro della società MG Group nella posizione dell'antica Ecoedilmont ai sensi del d.lgs. n. 231/2001. Tuttavia ha confermato la tardività della dichiarazione di ricusazione: la copia dell'istanza era stata depositata presso il giudice del procedimento (Tribunale) l'11/7/2022 mentre, per come prevede l'art. 38, comma 3, cod. proc. pen., l'originale doveva essere depositato direttamente presso la Corte d'appello competente; la Corte d'appello ha dunque ricevuto conoscenza dell'istanza con un giorno di ritardo rispetto al termine perentorio. Quanto al merito della presunta anticipazione di giudizio, la Corte ha ritenuto che le osservazioni del GUP sulla rilevanza del ruolo societario e sulla sostenibilità dell'accusa rientrassero nella stessa fase dell'udienza preliminare (natura e tempi della valutazione cautelare e dell'udienza preliminare) e fossero pertanto legittime e necessarie per decidere l'istanza di revoca del sequestro; non sussisteva quindi incompatibilità. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa per le ammende (ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.).
Norme richiamate
Norma procedurale richiamata per la trattazione del ricorso in Cassazione; il ricorso è stato trattato secondo tale disposizione
d.lgs. n. 231/2001 (artt. 5, 24, 42)
Riferimento alla possibile responsabilità amministrativa dell'ente per reati commessi da soggetti apicali o dipendenti; la Corte territoriale ha ritenuto ammissibile l'esame dell'istanza anche in ragione del possibile subentro societario che potrebbe far sorgere interesse della MG Group
Il reato che avrebbe potuto comportare responsabilità dell'ente (truffa aggravata in determinate ipotesi), evocato a fini del collegamento tra il comportamento dell'imputato e la posizione della società
art. 38, comma 3, cod. proc. pen.
Stabilisce le modalità e i termini per la dichiarazione di ricusazione: la Corte ha ritenuto perentorio il termine e ha rilevato che la dichiarazione, anche se depositata l'11/7/2022 presso il Tribunale via PEC, non era stata formalmente presentata presso la Corte competente nei termini
Disciplina i casi di incompatibilità del giudice; la Corte ha ritenuto che le esternazioni contestate rientrassero nella normale valutazione della fase dell'udienza preliminare e non configurassero incompatibilità
Principio secondo cui il giudice dell'udienza preliminare è competente sulle istanze relative alla fase; la Corte ha ricordato che nelle istanze cautelari nel corso dell'udienza preliminare il GUP deve poter valutare la sostenibilità dell'accusa
Riferimento ai provvedimenti connessi all'udienza preliminare; usato per delimitare la fase processuale in cui si colloca l'atto contestato
Prevede la condanna per ricorsi manifestamente infondati; applicata per condannare il ricorrente al pagamento delle spese e alla somma a favore della Cassa per le ammende
Corte Cost. 13 giugno 2000, n. 186
Richiamata in relazione ai criteri per la condanna per inammissibilità dei ricorsi; utilizzata per motivare la sanzione pecuniaria
Massime di principio
- Perché una ricusazione sia tempestiva occorre rispettare le forme e i termini perentori dettati dall'art. 38 cod. proc. pen.: la mera presentazione al giudice del procedimento (anziché al giudice competente a decidere) può non soddisfare il requisito temporale
- La qualità per proporre ricusazione può essere riconosciuta anche a soggetti non formalmente imputati se sussistono ragioni concrete di interesse in ordine alla posizione processuale o sostanziale (es. subentro societario e profili di responsabilità amministrativa ex d.lgs. n. 231/2001)
- Non ogni affermazione del giudice che richiami fatti o ruoli societari integra, di per sé, un motivo di ricusazione: se le osservazioni sono necessarie per decidere su una misura cautelare o su istanze funzionali nella medesima fase (es. udienza preliminare) rientrano nei poteri valutativi del giudice
- La distinzione tra fase cautelare e fase di giudizio non è sempre netta: nelle fasi in cui si valuta la revoca di misure cautelari connesse alla possibile azione penale è lecito valutare la sostenibilità dell'accusa
- In situazioni analoghe è consigliabile documentare con precisione la titolarità dell'interesse (es. atti societari che provino il subentro) e usare mezzi che attestino la consegna al giudice competente (PEC, deposito diretto), rispettando la normativa formale per evitare eccezioni di inammissibilità
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