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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13792/2022 del 11/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Torino del 19/03/2021 che aveva confermato la condanna del Tribunale di Novara (27/03/2017, giudizio abbreviato) per il reato di lesioni colpose con violazione della normativa antinfortunistica (fatto del 06/12/2013). Il ricorrente deduceva, con due motivi principali, la mancanza del nesso di causalità (contestando che il comportamento della persona offesa fosse abnorme ed esorbitante) e, alternativamente, la correttezza e completezza dell'adempimento, da parte del datore di lavoro, degli obblighi di vigilanza e controllo previsti dal d.lgs. 81/2008.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rilevato d'ufficio l'intervenuta estinzione del reato per prescrizione (termine massimo maturato il 06/06/2021) e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata per sopravvenuta causa estintiva. Per tale motivo la Corte non ha esaminato nel merito le censure sulla sussistenza del nesso di causalità né le contestazioni relative all'adempimento degli obblighi di sicurezza. La Corte ha altresì ritenuto che non ricorressero le condizioni per una pronuncia assolutoria di merito ex art.129, comma 2, cod. proc. pen., pertanto è stata disposta l'annullamento senza rinvio per prescrizione.

Norme richiamate

  • art. 129 cod. proc. pen.

    La Corte ha applicato l'art.129, rilevando la causa estintiva del reato per prescrizione (comma 1) e ha escluso la pronuncia assolutoria di merito (comma 2) perché non sussistevano evidenti circostanze che imponessero l'assoluzione.

  • art. 546, comma 2, cod. proc. pen.

    Richiamato per giustificare la firma del provvedimento da parte del consigliere più anziano per impedimento del Presidente.

  • art. 590 cod. pen.

    Norma penale (lesioni colpose) indicata quale titolo di reato nella sentenza impugnata e richiamata dal ricorrente; la Corte di legittimità non ha valutato il merito della contestazione in ragione della prescrizione sopravvenuta.

  • art. 40, 41 e 43 cod. pen.

    Articoli richiamati dal ricorrente in relazione al nesso di causalità e a possibili esclusioni di responsabilità; non sono stati esaminati nel merito a causa della sopravvenuta estinzione del reato per prescrizione.

  • art. 71 d.lgs. 9 aprile 2008, n. 81

    Richiamato dal ricorrente per sostenere l'adempimento degli obblighi aziendali in materia di salute e sicurezza; la Corte non si è pronunciata sul punto per effetto della prescrizione.

  • Decreto del Primo Presidente n. 84 dell'8 giugno 2016

    Richiamato come presupposto per l'applicazione della motivazione semplificata nella decisione della Corte.

Massime di principio

  • Se, nel corso del giudizio di legittimità, è intervenuta la prescrizione del reato, la Corte di Cassazione può rilevarla d'ufficio e dichiarare l'estinzione del reato, annullando la sentenza impugnata senza rinvio; in tal caso non procede all'esame delle censure di merito.
  • La declaratoria di prescrizione non equivale a una pronuncia di assoluzione di merito: per ottenere un'assoluzione 'di mero atto' ai sensi dell'art.129, comma 2, devono emergere circostanze evidenti che impongano l'assoluzione come mera constatazione.
  • Quando la prescrizione è intervenuta, eventuali vizi processuali o di motivazione della sentenza impugnata non vengono valutati in Cassazione, perché l'applicazione immediata della causa estintiva rende incompatibile il rinvio al giudice di merito.
  • Nelle ipotesi di reati connessi alla sicurezza sul lavoro, le questioni relative al nesso di causalità e all'adempimento degli obblighi del datore di lavoro devono essere provate e discusse nei gradi in cui il merito è ancora efficace; la prescrizione sopravvenuta ne impedisce la valutazione in sede di legittimità.
  • Per evitare che una controversia penale si risolva soltanto per estinzione del reato, è strategico monitorare i termini di prescrizione e adottare tempestive impugnazioni o azioni difensive che permettano l'esame del merito prima della scadenza dei termini.

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