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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13681/2022 del 11/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso articolava due motivi: (1) violazione di legge in relazione agli artt. 164, comma 3, c.p. e 86 d.P.R. n. 309/1990 perché la Corte territoriale aveva confermato una condanna con concessione della sospensione condizionale della pena e contestuale espulsione dallo Stato, statuizioni ritenute contraddittorie e incompatibili; (2) violazione di legge e vizio di motivazione in relazione agli artt. 62-bis c.p., 121 e 178 c.p.p., per la denegata concessione delle attenuanti generiche, la cui esclusione era giustificata dalla gravità del fatto e dall'atteggiamento processuale (silenzio all'interrogatorio), argomentazioni ritenute contraddittorie e illegittime, specie in presenza della derubricazione per lieve entità e del diritto di difesa esercitato con la facoltà di non rispondere.

La decisione

La Corte di legittimità ha accolto il ricorso. Sul primo motivo ha ritenuto fondata l'eccezione di incompatibilità tra la sospensione condizionale della pena e l'espulsione come misura ostativa, annullando senza rinvio la disposizione di espulsione e ordinandone l'eliminazione. Sul secondo motivo ha rilevato carenza e contraddittorietà della motivazione sulla denegata concessione delle attenuanti generiche (non si può invocare la "gravità del fatto" quando la fattispecie è stata derubricata e sanzionata nel minimo edittale, né penalizzare il silenzio in sede di interrogatorio), per cui ha annullato con rinvio la decisione limitatamente alla questione delle attenuanti generiche, rimettendo al giudice di rinvio la rivalutazione senza vincoli. La sentenza è stata dichiarata irrevocabile nella parte relativa all'accertamento della responsabilità penale.

Norme richiamate

  • art. 164, comma 3, cod. pen.

    "la sospensione condizionale della pena rende inapplicabili le misure di sicurezza, tranne che di tratti di confisca"

    La Corte interpreta la norma nel senso che la concessione della sospensione condizionale implica l'assenza di pericolosità sociale attuale e quindi ostacola l'applicazione di misure di sicurezza o provvedimenti analoghi, come l'espulsione dello straniero.

  • art. 86, D.P.R. n. 309/1990

    Riferimento normativo connesso alla materia degli stupefacenti e alle misure conseguenti alla condanna; la Corte valuta la compatibilità delle misure (espulsione) con la sospensione condizionale della pena.

  • art. 73, commi 4 e 5, D.P.R. n. 309/1990

    La Corte ha dato rilievo alla derubricazione del fatto da un'ipotesi più grave a quella di illecita detenzione di sostanza stupefacente in termini di lieve entità (comma 5) rispetto alla contestazione originaria (comma 4), fatto che incide sulla valutazione della gravità del fatto ai fini dell'applicazione delle attenuanti.

  • art. 62-bis cod. pen.

    Norma sulle circostanze attenuanti di particolare tenuità; la Corte ha ritenuto che la denegata concessione delle attenuanti generiche non sia stata adeguatamente motivata alla luce della tenuità riconosciuta della fattispecie.

  • art. 121 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione ai criteri di determinazione della pena e alla necessità di motivazione; utilizzato per valutare la correttezza della decisione sulle attenuanti.

  • art. 178 cod. proc. pen.

    Richiama i principi generali sulla motivazione della sentenza; la Corte ha ritenuto che la motivazione offerta rispetto alle attenuanti fosse contraddittoria e insufficiente.

  • art. 606, comma 1, lett. b) ed e), cod. proc. pen.

    Norme che disciplinano i motivi di ricorso per cassazione: lett. b) violazione di legge; lett. e) vizio di motivazione. La Corte ha ritenuto fondati entrambi i profili dedotti dal ricorrente.

  • art. 23 d.l. n. 137/2020 (conv. L. n. 176/2020)

    Norme procedurali che consentono la trattazione del procedimento in udienza camerale con le modalità emergenziali; richiamate per il procedimento di trattazione del ricorso.

Massime di principio

  • La concessione della sospensione condizionale della pena è incompatibile con l'applicazione di misure di sicurezza o provvedimenti che presuppongono la pericolosità sociale attuale, ivi inclusa l'espulsione come misura ostativa; pertanto, se in sentenza si concede la sospensione, qualsiasi ordinanza di espulsione collegata deve essere attentamente verificata e, se incongrua, annullata.
  • La denegata concessione delle attenuanti generiche deve essere motivata in modo coerente e non contraddittorio: non si può contemporaneamente derubricare il fatto per la sua tenuità e poi negare le attenuanti invocando la gravità materiale dello stesso.
  • Il silenzio o la mancata collaborazione dell'imputato (esercizio della facoltà di non rispondere) non possono, di per sé, costituire motivo esclusivo o decisivo per negare le circostanze attenuanti, poiché rientrano nell'esercizio del diritto di difesa.
  • In presenza di vizi di motivazione sulla concessione delle attenuanti, la cassazione può annullare con rinvio la parte relativa alle attenuanti, lasciando immutata la pronuncia di responsabilità se fondata e adeguatamente motivata.
  • In fasi difensive analoghe, il legale dovrebbe contestare immediatamente l'ordine di espulsione quando la pena è sospesa e porre l'accento sulla mancanza di motivazione coerente se le attenuanti vengono negate nonostante elementi che ne suggeriscono l'applicabilità.
  • La Corte di legittimità privilegia coerenza logica e rispetto dei diritti di difesa: decisioni che contengono valutazioni opposte sullo stesso parametro (es. tenuità vs gravità) sono suscettibili di annullamento per vizio motivazionale.

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