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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41829/2023 del 13/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva confermato, in parte, la confisca di beni aziendali ritenuti nella disponibilità di Gregorio Mancini (soggetto dichiarato pericoloso ai sensi del d.lgs. 159/2011): a) appartamento in Palagiano; b) fondo rustico in agro di Palagianello (con contestazione della confisca di una quota del 23%). I ricorrenti denunciavano assenza o insufficienza della motivazione relativa al nesso causale fra pericolosità sociale e capacità reddituale, la mancanza di correlazione temporale fra le condotte illecite e l'acquisto dei beni, e la carenza della prova circa l'illecito incremento patrimoniale

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi. Ha ritenuto che il sindacato di legittimità sui provvedimenti di prevenzione patrimoniale sia limitato alla violazione di legge (art. 10 e 27 d.lgs. 159/2011) e non consenta una rivalutazione della motivazione o della prova, salvo che la motivazione sia del tutto carente o meramente apparente. La Corte ha ritenuto adeguata, coerente e non apparente la motivazione dei giudici di merito che avevano collegato la pericolosità del Mancini, le sue frequentazioni e pendenze penali, alla sproporzione fra redditi leciti e acquisizioni patrimoniali (incluso l'acquisto del 2011 ritenuto compreso nel periodo di pericolosità). Conseguentemente i ricorsi sono stati respinti; i ricorrenti sono stati condannati alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende

Norme richiamate

  • D.Lgs. 6 settembre 2011, n. 159 (codice antimafia) - art. 1, lett. b)

    Definizione e perimetrazione della "pericolosità sociale" usata per fondare le misure di prevenzione; il giudice di merito ha valutato la pericolosità sulla base dei precedenti penali, frequentazioni e legami con ambienti di criminalità organizzata

  • D.Lgs. 6 settembre 2011, n. 159 - art. 27, secondo comma

    per le impugnazioni contro detti provvedimenti si applicano le disposizioni previste dall'articolo 10

    Limita l'impugnabilità dei provvedimenti di prevenzione patrimoniali: per la corte d'appello e per la Cassazione sono previste regole particolari che restringono il sindacato di legittimità

  • D.Lgs. 6 settembre 2011, n. 159 - art. 10, comma terzo

    avverso il decreto della corte di appello, è ammesso ricorso per cassazione per violazione di legge, da parte del pubblico ministero e dell'interessato e del suo difensore....

    Stabilisce che in Cassazione contro il decreto della corte d'appello è ammesso il ricorso solo per violazione di legge, delimitando l'ambito di sindacato della Corte di Cassazione

  • Codice di procedura penale - art. 606, comma 1, lett. b) ed e)

    Richiamato in relazione ai motivi di ricorso: lett. b) per violazione di legge; lett. e) per presunto travisamento della prova. La Corte osserva che il vizio di travisamento è estraneo se non investe circostanze decisive in modo tale da generare motivazione apparente

  • Disposizioni di attuazione c.p.p. - art. 173

    Usato come limite per la sintesi della relazione; richiede che i motivi siano esposti entro i limiti necessari per la motivazione

Massime di principio

  • In materia di misure di prevenzione patrimoniali il ricorso in Cassazione è ammesso solo per violazione di legge: non è luogo per rinnovare la valutazione della prova o delle scelte motivazionali dei giudici di merito, salvo che la motivazione sia del tutto assente o meramente apparente
  • Per giustificare la confisca di beni intestati a terzi (es. coniuge) è fondamentale il collegamento motivato tra pericolosità sociale del proposto e l'incongruità dei redditi rispetto al patrimonio: i giudici possono ritenere il bene frutto di proventi illeciti se l'acquisto è sproporzionato ai redditi leciti e non è documentata la liceità delle disponibilità impiegate
  • La correlazione temporale tra le condotte illecite e l'acquisto dei beni è un elemento importante ma non decisivo se i giudici di merito, con motivazione coerente, dimostrano che la pericolosità si è protratta nel tempo e che l'acquisto rientra nel periodo di emergenza del profilo pericoloso
  • Le doglianze generiche che ripropongono una diversa interpretazione della prova o della motivazione sono inammissibili in Cassazione: il ricorso deve mirare a specifiche violazioni di legge o a una motivazione totalmente inesistente
  • Per evitare la confisca è pertanto strategico produrre in sede di merito prove chiare della natura lecita delle provviste usate per l'acquisto (movimenti bancari, documentazione sulle fonti di reddito) e contestare tempestivamente eventuali deduzioni circa frequentazioni o pendenze penali come indice di pericolosità

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