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Cassazione Civile, Ordinanza n. 11018/2025 del 27/04/2025

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (lavoratore)

La controversia

La controversia nasce dalla domanda di un soggetto che aveva chiesto il riconoscimento dello status di vittima del dovere ai sensi dell'art. 1, comma 563, della legge n. 266/2005, con conseguente attribuzione dei benefici assistenziali previsti dalla normativa di settore. L'Amministrazione aveva negato il beneficio; il Tribunale aveva invece accertato lo status e riconosciuto i benefici, decisione poi confermata in appello. Il Ministero dell'Interno ha proposto ricorso per cassazione con due motivi: (1) violazione degli artt. 2934 c.c. e 1, comma 563, l. n. 266/2005, sostenendo che il diritto al riconoscimento dello status sarebbe soggetto a prescrizione ordinaria decennale e che, nel caso concreto, sarebbe già prescritto prima dell'avvio della pratica; (2) nullità della sentenza per violazione dell'art. 112 c.p.c., assumendo che la Corte d'appello avrebbe erroneamente ritenuto eccepita dall'Amministrazione la sola prescrizione del diritto ai benefici e non anche quella dei singoli ratei.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ribadito che la qualità di vittima del dovere, tipizzata dall'art. 1, commi 563 e 564, l. n. 266/2005, integra uno status, con la conseguenza che l'azione volta al suo accertamento è imprescrittibile, mentre restano soggetti a prescrizione i singoli ratei delle prestazioni economiche. Ha inoltre ritenuto inammissibile il secondo motivo perché formulato in modo generico: nel dedurre omessa pronuncia ex art. 112 c.p.c. il ricorrente avrebbe dovuto indicare specificamente in quale atto e con quali esatte modalità avesse sollevato l'eccezione relativa alla prescrizione dei ratei. La Corte ha condannato il Ministero alle spese, alle ulteriori somme ex art. 96, commi 3 e 4, c.p.c., e ha escluso il raddoppio del contributo unificato nei confronti dell'Amministrazione dello Stato.

Norme richiamate

  • art. 1, commi 563 e 564, legge n. 266/2005

    La condizione di vittima del dovere ha natura di status; l'azione di accertamento di tale status è imprescrittibile, mentre i benefici economici conseguenti hanno autonoma disciplina quanto alla prescrizione.

  • art. 2934 c.c.

    La prescrizione estintiva non si applica al diritto all'accertamento dello status di vittima del dovere, ma solo ai singoli ratei delle prestazioni economiche.

  • art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    Il motivo di ricorso per violazione di legge è stato respinto perché l'orientamento giurisprudenziale sulla imprescrittibilità dello status era consolidato.

  • art. 112 c.p.c.

    La deduzione del vizio di omessa pronuncia richiede specificità assoluta: occorre indicare in modo puntuale la domanda o eccezione non esaminata e gli atti in cui è stata proposta.

  • art. 360, primo comma, n. 4, c.p.c.

    Il vizio processuale prospettato è stato dichiarato inammissibile per genericità del motivo.

  • art. 380-bis c.p.c.

    Nel procedimento accelerato, il giudice relatore può far parte del collegio che definisce il ricorso; non sussiste incompatibilità per la sola formulazione della proposta.

  • art. 380-bis.1 c.p.c.

    La decisione camerale successiva alla richiesta del ricorrente non costituisce fase autonoma di riesame della proposta, ma prosecuzione del medesimo giudizio di cassazione.

  • art. 51, comma 1, n. 4, c.p.c.

    Non ricorre una causa di incompatibilità del consigliere che abbia formulato la proposta di definizione accelerata.

  • art. 52 c.p.c.

    La proposta ex art. 380-bis non integra ragione di astensione o ricusazione.

  • art. 1, comma 17, legge n. 228/2012

    Richiamato per escludere il raddoppio del contributo unificato nei confronti delle Amministrazioni dello Stato.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002

    Il raddoppio del contributo unificato non si applica alle Amministrazioni dello Stato, esonerate dal materiale versamento mediante prenotazione a debito.

  • art. 96, commi 3 e 4, c.p.c.

    Essendo il ricorso conforme alla proposta di definizione accelerata e inammissibile, sono stati applicati l'ulteriore importo a titolo di spese e la sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle Ammende.

Massime di principio

  • La qualità di "vittima del dovere" integra uno status soggettivo: l'azione giudiziale diretta al suo accertamento non è soggetta a prescrizione, mentre restano prescrivibili le singole prestazioni economiche che da quello status derivano.
  • In materia di benefici assistenziali connessi a uno status, occorre distinguere tra il diritto all'accertamento del presupposto e il diritto ai ratei o alle singole somme: solo questi ultimi seguono il regime ordinario della prescrizione.
  • La prescrizione quinquennale dei ratei presuppone che il credito sia liquido e che il procedimento di liquidazione della spesa sia completato; in difetto, può operare la prescrizione decennale.
  • Nel giudizio di cassazione, la censura di omessa pronuncia ex art. 112 c.p.c. è inammissibile se il ricorrente non indica specificamente l'atto in cui l'eccezione o la domanda sarebbe stata formulata e non ne trascrive in modo puntuale il contenuto rilevante.
  • La proposta di definizione accelerata ex art. 380-bis c.p.c. non determina incompatibilità del consigliere relatore nella successiva decisione collegiale, non avendo natura decisoria definitiva.

Come è indicizzato

MaterieInvaliditàImpugnazioniSpese di lite
RamiPrevidenzaProcesso civile
IstitutiPrescrizioneOnere della provaGiudicato

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