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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26785/2023 del 21/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza della Corte d'appello di L'Aquila sostenendo che la normativa di recepimento della direttiva 1999/31/CE (d.lgs. n. 36/2003) e la successiva novella (d.lgs. n. 121/2020) non si applicano alle discariche già chiuse: invoca l'abolitio criminis perché la fattispecie contestata sarebbe configurabile solo per gestori di discariche attive. Fa leva sul considerando 25 della direttiva che, a suo avviso, esclude l'applicabilità alle discariche chiuse, e sul fatto che il d.lgs. 121/2020 avrebbe limitato la disciplina alle discariche di nuova realizzazione o a lotti nuovi. Propone inoltre nel secondo motivo la immediata applicabilità della direttiva.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato quanto accertato in sede di merito: Orlando, in qualità di commissario ad acta per la messa in sicurezza di una discarica chiusa, ha omesso la manutenzione e le precauzioni dovute, determinando infiltrazione di percolato e contaminazione di suolo e corso d'acqua con rilevanti quantità di metalli pesanti. La sentenza di appello (che aveva dichiarato estinto per prescrizione il reato ai sensi dell'art. 257 d.lgs. 152/2006 e aveva rideterminato la pena per il residuo reato ex art. 452-bis c.p. a sei mesi di reclusione e euro 3.000 di multa) resta pertanto impregiudicata. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali, all'onere ai sensi dell'art. 616 c.p.p. e al versamento, in via equitativa, di euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 257 d.lgs. n. 152 del 2006

    Il reato contestato ai sensi di questa norma è stato dichiarato estinto per prescrizione dalla Corte di appello; menzionata nel quadro fattuale ma non oggetto centrale del ricorso in cassazione

  • art. 452-bis cod. pen.

    Costituisce la fattispecie principale applicata: punisce chiunque, abusivamente, cagioni una compromissione o un deterioramento significativo e misurabile dell'ambiente; la Corte ha ritenuto che il reato possa essere integrato indipendentemente dall'applicazione diretta di norme speciali sulla gestione delle discariche, essendo sufficiente la condotta colposa che ha causato inquinamento

  • d.lgs. n. 36 del 2003 (recepimento direttiva 1999/31/CE)

    La Corte ha ritenuto che tale decreto non prevede esenzioni per le discariche già chiuse e che la disciplina sulla gestione post-operativa si applica anche alle discariche chiuse; i "considerando" della direttiva non hanno efficacia normativa vincolante per disapplicare la norma nazionale

  • d.lgs. n. 121 del 2020

    "art. 2, comma 2: Le disposizioni di cui all'articolo 1, lettere i), n) e o), si applicano alle discariche di nuova realizzazione, nonché alla realizzazione di nuovi lotti delle discariche esistenti le cui domande di autorizzazione siano state presentate dopo la data dell'entrata in vigore del presente decreto"

    La Corte ha ritenuto che la novella non ha prodotto un'abolitio criminis rispetto alla fattispecie di art. 452-bis; le modifiche richiamate attengono a specifici profili tecnici (capacità, modalità di chiusura, documentazione) e non incidono sulla rilevanza penale di condotte negligentI che provocano inquinamento

  • considerando 25 della direttiva 1999/31/CE

    Il considerando, redatto in termini non vincolanti e condizionali, non ha efficacia diretta per escludere l'applicabilità della disciplina nazionale; la Corte ricorda che i consideranda non possono essere invocati per disapplicare una norma nazionale di recepimento

  • art. 13 d.lgs. n. 36 del 2003

    Riferita dalla Corte come contenente prescrizioni sulla gestione operativa/post-operativa; la violazione di tali prescrizioni può costituire elemento fattuale ma non è necessario che il reato ex art. 452-bis derivi da una specifica violazione regolamentare, essendo sufficiente la condotta colposa che cagioni inquinamento

  • Legge 22 maggio 2015, n. 68

    Ha introdotto l'art. 452-bis; la Corte lo interpreta come norma autonoma che punisce il danno ambientale rilevante e misurabile, indipendentemente dall'entità della violazione di norme tecniche

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per l'onere delle spese in caso di inammissibilità del ricorso; la Corte ha disposto che il ricorrente sopporti le spese del procedimento

  • Sentenza Corte Costituzionale 13 giugno 2000, n. 186

    Citate nel contesto del rigore nell'applicazione delle sanzioni e del trattamento delle ammende; la Corte di cassazione l'ha menzionata nel valutare l'entità della somma dovuta alla Cassa delle Ammende

Massime di principio

  • I "considerando" di una direttiva europea non hanno efficacia normativa vincolante diretta: non possono da soli giustificare la disapplicazione di norme nazionali di recepimento
  • La disciplina nazionale di recepimento (d.lgs. n. 36/2003) può prevedere obblighi anche per la gestione post-operativa delle discariche chiuse; l'assenza di espresse esenzioni testuali rende possibile l'applicazione a siti chiusi
  • La novella normativa (d.lgs. n. 121/2020) non determina automaticamente un'abolitio criminis: per dedurre l'archiviazione o la estinzione del reato occorre una chiara e specifica soppressione della fattispecie penale o della sua rilevanza, non meri aggiustamenti tecnici
  • Il reato ex art. 452-bis c.p. è autonomo e si fonda sulla condotta che cagiona un deterioramento significativo dell'ambiente; la responsabilità penale può derivare dalla colpa generica e non richiede la violazione di una prescrizione amministrativa specifica
  • Chi svolge compiti di cura, controllo o commissariamento su una discarica (anche chiusa) ha obblighi di diligenza nella manutenzione delle opere di contenimento e captazione; la mancata osservanza può integrare responsabilità penale qualora provochi inquinamento
  • In sede di cassazione le questioni di interpretazione normativa devono essere fondate su profili di diritto rilevanti e nuovi; ricorsi carenti sotto il profilo della fondatezza possono essere dichiarati inammissibili e comportare oneri per il ricorrente

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