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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34755/2022 del 20/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte di appello di Firenze che aveva rideterminato le pene per i reati di bancarotta fraudolenta impropria per falso in bilancio (capo A) e per bancarotta da distrazione (capo B). I punti principali dei ricorsi sono tre: 1) vizio di legge e di motivazione sull'elemento soggettivo del reato di falso in bilancio (art. 2621 c.c.), sostenendo che la norma richiedeva dolo intenzionale e dolo specifico e che non vi sarebbe prova della volontà di ingannare; 2) censura circa l'illogicità della motivazione in ordine all'onere probatorio sulla solvibilità della debitrice Futura e alla possibilità che i ricorrenti non conoscessero la reale situazione patrimoniale di Futura; 3) contestazione della qualificazione come distrattive dei pagamenti di emolumenti agli amministratori e dei canoni di locazione alla società Futura, deducendo che i compensi possono essere versati anche senza delibera specifica e che non era necessario un contratto scritto per il locazione, nonché che i locali erano effettivamente utilizzati dalla CLA.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi. I primi due motivi sono stati dichiarati inammissibili per essere introdotti tardivamente come nuovi profili non collegati ai motivi originari dell'impugnazione e, comunque, manifestamente infondati sul piano del merito: la motivazione dei giudici di merito aveva correttamente tratto indicazioni di consapevolezza dai rapporti di gestione e dalla coincidenza della compagine societaria tra CLA e Futura, nonché dall'esistenza di un patrimonio netto negativo di Futura noto ai ricorrenti, e non è risultato che i ricorrenti avessero provato volontà e capacità di adempiere i debiti. Il terzo motivo è stato ritenuto infondato nel merito: i pagamenti di emolumenti senza determinazione quantificata con delibera assembleare e i canoni versati a Futura senza contratto né utilità per la CLA sono stati ritenuti attività distrattive che hanno depauperato il patrimonio sociale a danno dei creditori. Conseguentemente i ricorsi sono stati respinti e i ricorrenti condannati alle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 2621 cod. civ.

    Norma sul falso in bilancio letta nella prospettiva della bancarotta impropria: richiede una struttura soggettiva complessa (dolo generico, dolo intenzionale di inganno e dolo specifico di profitto/deterioramento della garanzia dei creditori). La Corte ha ritenuto che la consapevolezza e l'intenzione di pregiudicare i creditori potessero essere desunte dalla gestione congiunta e dalla conoscenza dello stato patrimoniale negativo della società correlata.

  • art. 216 legge fallimentare

    Norma richiamata in tema di bancarotta; usata per inquadrare i profili soggettivi e oggettivi dei reati fallimentari contestati.

  • art. 219 legge fallimentare

    Richiamata in rapporto ai comportamenti distrattivi e alla valutazione della responsabilità degli amministratori nelle operazioni che hanno depauperato il patrimonio sociale.

  • art. 223 legge fallimentare

    Richiamata in relazione alle fattispecie di bancarotta fraudolenta e alla valutazione della rilevanza penale delle operazioni che hanno impoverito la massa attiva.

  • art. 43 cod. pen.

    Richiamato nelle censure riguardanti la responsabilità penale delle persone giuridiche o dei soggetti agenti nell'ambito societario; utilizzato per valutare gli elementi soggettivi dei reati contestati.

  • art. 2389 cod. civ.

    Richiamato nella contestazione sui compensi agli amministratori: la Corte ha ricostruito che, se il compenso non è determinato con delibera assembleare, il credito è illiquido nel quantum e i prelevamenti possono configurare distrazione.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione ai limiti di enunciazione dei motivi di ricorso in cassazione e alla necessità di motivazione concisa e pertinente; i motivi erano enunciati nei limiti richiesti.

  • art. 581 cod. proc. pen.

    Richiamato in giurisprudenza citata: limiti all'introduzione di motivi nuovi nel gravame, usato per ritenere inammissibili i motivi aggiunti che ampliano il petitum originario.

Massime di principio

  • In Cassazione i motivi nuovi che estendono il perimetro dell'impugnazione originaria possono essere dichiarati inammissibili se non si limitano a sviluppare o meglio spiegare i profili già dedotti nel ricorso principale.
  • Il dolo nel falso in bilancio (art. 2621 c.c.) ha struttura complessa: non è automaticamente desumibile dalla mera violazione di norme contabili, ma può essere ricavato da elementi oggettivi che mostrino la consapevolezza di un comportamento abnorme e la volontà di pregiudicare la garanzia dei creditori.
  • La conoscenza della situazione patrimoniale di imprese collegate o controllate può essere desunta dalla coincidenza di gestione e compagine societaria; tale conoscenza può integrare la prova del dolo o della consapevolezza richiesta per reati societari e fallimentari.
  • I pagamenti a società correlate o ai soci/amministratori, effettuati in assenza di contratto, giustificazione contabile o delibera assembleare e privi di utilità per la società, possono essere qualificati come distrazione e integrare la bancarotta fraudolenta per distrazione.
  • Il semplice fatto che una debitrice sia una società di persone e formalmente garantita dal patrimonio personale dei soci non esime dall'onere probatorio per gli amministratori di dimostrare concretamente la solvibilità e la possibilità di realizzare i crediti iscritti in bilancio.
  • La mancata determinazione del quantum dei compensi (anche se previsto in astratto dallo statuto) può far ritenere il credito illiquido e giustificare la rilevanza penale del prelievo in situazione di insolvenza.

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