Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23279/2024 del 10/06/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso avverso il rigetto dell'istanza di riesame con cui era stata confermata la custodia cautelare in carcere applicata al ricorrente per il delitto previsto dall'art. 416-bis c.p. (associazione mafiosa). Le difese contestavano la insufficienza e contraddittorietà degli indizi: criticata l'affidabilità e la rilevanza delle dichiarazioni dei collaboratori (soprattutto di Maurizio De Carlo e di Francesco Sergi), la mancanza di riscontri esterni individualizzanti, l'erronea valorizzazione di conversazioni intercettate e tabulati telefonici, la scarsa significatività della vicenda estorsiva riferita alla pompa di benzina e dell'episodio relativo a un punto scommesse; si deduceva altresì l'assenza di elementi idonei a dimostrare un ruolo dirigenziale/di vertice nell'associazione e la carenza delle esigenze cautelari alla luce della lontananza temporale degli episodi contestati e dell'assenza di precedenti penali.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto i ricorsi, dichiarando inutilizzabili per tardività i documenti depositati via PEC il giorno prima dell'udienza. Nel merito ha ritenuto carente l'indice indiziario a carico di Mariano Tegano: le dichiarazioni di De Carlo, appartenente ad altra "famiglia", erano insufficientemente corroborate e non potevano da sole fondare la ricostruzione di un "patrimonio conoscitivo condiviso"; mancavano riscontri esterni e concreti atti dimostrativi dell'esercizio di una leadership percepibile all'interno e all'esterno del sodalizio; la corte ha richiamato gli standard della giurisprudenza (sent. Modaffari e altri precedenti) secondo i quali l'affiliazione familiare e nominativa non bastano a provare una condotta attiva e dirigenziale. Per questi motivi la Corte ha annullato l'ordinanza del Tribunale della Libertà e ha disposto il rinvio del procedimento per nuovo giudizio al Tribunale di Reggio Calabria, con invio alla Cancelleria per gli adempimenti di cui all'art.94, comma 1-ter, disp. att. c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 416-bis cod. pen.

    La corte richiede prove concrete della partecipazione attiva e, se ravvisata, della qualità dirigenziale; la mera appartenenza familiare o rituale non basta a fondare la misura cautelare per associazione mafiosa

  • art. 611 cod. proc. pen.

    Richiamato in connessione alle modalità di deposito e trattazione (con riferimento al "Rito Covid") per la disciplina del deposito di motivi nuovi e memorie

  • art. 23, comma 8, d.l. 28/10/2020 n.137 conv. L.18/12/2020 n.176

    art. 23, comma 8, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137, convertito in L. 176/2020

    Stabilisce il termine più favorevole per il deposito telematico di documenti/conclusioni nel procedimento in "Rito Covid" (entro il quinto giorno antecedente l'udienza); la Corte ha ritenuto inderogabile tale termine e ha dichiarato inammissibili i documenti inviati tardivamente

  • art. 5-duodecies d.l. 31/10/2022 n.162 conv. L.30/12/2022 n.199 e art.17 d.l.22/06/2023 n.75 conv. L.10/08/2023 n.112

    art. 5-duodecies d.l. 31/10/2022, n.162; art.17 d.l. 22/06/2023, n.75

    Richiami normativi collegati alla disciplina transitoria e procedurale sul deposito telematico e sulla trattazione in Corte di Cassazione durante il periodo del "Rito Covid"

  • art. 210 cod. proc. pen.

    Riferito al valore probatorio delle dichiarazioni di collaboratori/testimoni; la Corte ha sottolineato la necessità di riscontri esterni quando il dichiarante proviene da altra organizzazione

  • art. 309 comma 7 cod. proc. pen.

    art. 309, comma 7, c.p.p.

    Norma richiamata per individuare il criterio di rinvio del procedimento per nuovo giudizio al Tribunale di Reggio Calabria

  • art. 94 comma 1-ter disp. att. c.p.p.

    art.94, comma 1-ter, disp. att. c.p.p.

    Disposto l'invio alla Cancelleria per gli adempimenti consequenziali al rinvio disposto dalla Cassazione

  • Sentenza Sez. Un. "Modaffari" n. 36958/2021

    Sezioni Unite n. 36958 del 27/05/2021 ("Modaffari")

    Ricondotta agli standard di prova per il reato di associazione mafiosa: occorre dimostrare la partecipazione attiva e concreti comportamenti favorevoli all'associazione, non la sola affiliazione o appartenenza familiare

  • Giurisprudenza richiamata (Miceli, Domicoli, Abbinante, Stanganelli)

    Sez. 1, n. 28239 del 20/02/2018 (Miceli); Sez. 4, n. 1097 del 22/10/2020 (Domicoli); Sez. 6, n. 40530 del 31/05/2017 (Abbinante); Sez. 6, n. 19191 del 07/02/2013 (Stanganelli)

    Richiami a principi giurisprudenziali: valore probatorio delle dichiarazioni di appartenenti ad altro sodalizio richiede verifiche e riscontri; per la leadership mafiosa servono indizi concreti e percepibili

Massime di principio

  • Le dichiarazioni di collaboratori appartenenti ad organizzazioni diverse dalla "vicina" imputata hanno valore probatorio limitato se non supportate da riscontri esterni e verificabili: occorre cercare conferme indipendenti prima di fondare misure cautelari
  • La mera appartenenza familiare o il riferimento al cognome non sono di per sé idonei a dimostrare un ruolo dirigenziale in una "ndrina": la prova deve mostrare comportamenti attivi e riconoscibili come esercizio di comando
  • Per l'applicazione di misure cautelari per 416-bis serve un quadro indiziario coeso e recente che dimostri partecipazione effettiva e riconoscimento esterno del ruolo; elementi isolati e datati hanno scarso effetto
  • Nel "Rito Covid" i termini per il deposito telematico di documenti sono stringenti (entro il termine previsto dall'art.23, comma 8 d.l. 137/2020): produzioni tardive possono essere dichiarate inutilizzabili
  • Nel valutare conversazioni e frammenti telefonici va evitata l'argomentazione circolare (assumere che una frase dimostri ruolo che non era peraltro riscontrato in altri atti); occorre contestualizzare e cercare elementi che colleghino direttamente il soggetto ai fatti contestati

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.