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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20018/2022 del 20/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La ricorrente era stata condannata per peculato (art. 314 c.p.) in quanto, quale amministratore unico e legale rappresentante della G.T.A. Gestioni Turistiche Alberghiere S.r.L. e gestore dell'"Hotel Residence Sangregorio", si era appropriata delle somme riscosse a titolo di imposta di soggiorno negli anni 2013-2016, omettendone il versamento al Comune di Pienza. In cassazione la difesa ha impugnato la sentenza chiedendo l'annullamento per molteplici censure: qualificazione come agente contabile, applicazione dell'abolitio criminis per l'entrata in vigore dell'art. 180 d.l. n.34/2020 (che inserisce il comma 1-ter nell'art. 4 d.lgs. n.23/2011), mancanza dell'elemento soggettivo, principio di specialità rispetto alla sanzione amministrativa comunale, illegittimità del regolamento comunale, effetto di pignoramenti sui conti correnti, forza maggiore e richiesta di attenuante per particolare tenuità. E' stato inoltre aggiunto il motivo relativo all'art. 5-quinquies d.l. 21 ottobre 2012, conv. in legge n.215/2021, che ha dato interpretazione autentica e applicazione retroattiva del comma 1-ter dell'art. 4 d.lgs. n.23/2011.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto assorbente la questione relativa all'introduzione normativa successiva: l'art. 5-quinquies (interpretazione autentica) ha reso applicabile retroattivamente il comma 1-ter dell'art. 4 d.lgs. n.23/2011, attribuendo al gestore della struttura ricettiva la qualifica di responsabile del pagamento dell'imposta con una disciplina sanzionatoria di natura amministrativa. Per effetto di tale intervento normativo la fattispecie penale è divenuta sopravvenuta irrilevante (il fatto non è più previsto dalla legge come reato). La Corte ha pertanto annullato senza rinvio la sentenza impugnata e disposto la trasmissione della decisione al Comune di Pienza per le eventuali competenze amministrative.

Norme richiamate

  • art. 314 cod. pen.

    Norma del reato di peculato contestato per l'appropriazione delle somme riscosse a titolo di imposta di soggiorno; la Cassazione non ha invece deciso nel merito perché ha ritenuto sopravvenuta l'irrilevanza penale a seguito della modifica normativa e della sua interpretazione autentica.

  • art. 4 d.lgs. 14 marzo 2011, n. 23, comma 1-ter (introdotto dall'art. 180 d.l. n. 34/2020)

    Attribuisce al gestore della struttura ricettiva la qualifica di responsabile del pagamento dell'imposta di soggiorno, con diritto di rivalsa sui soggetti passivi, obbligo di dichiarazione e altri adempimenti; per le omissioni prevede sanzioni amministrative, quindi disciplina la vicenda in ambito amministrativo.

  • art. 180 d.l. n. 34/2020, comma 3 (convertito nella legge n. 77/2020)

    Ha inserito nel d.lgs. n.23/2011 il comma 1-ter che individua il gestore come responsabile; è parte delle previsioni che hanno portato alla riclassificazione amministrativa degli illeciti in materia di imposta di soggiorno.

  • art. 5-quinquies d.l. 21 ottobre 2012, n. 146, conv. in legge n. 215/2021

    Interpretazione autentica che dichiara applicabile anche ai fatti anteriori al 19 maggio 2020 il comma 1-ter dell'art. 4 d.lgs. n.23/2011; la Corte ha ritenuto tale interpretazione come causa di sopravvenuta irrilevanza penale per i fatti oggetto del giudizio.

  • art. 13 d.lgs. 18 dicembre 1997, n. 471

    Prevede le sanzioni amministrative applicabili per omesso, ritardato o parziale versamento di tributi; richiamato come regime sanzionatorio alternativo all'illecito penale.

  • Regolamento del Comune di Pienza n. 68 del 21.12.2012, art. 9

    Contiene la sanzione amministrativa prevista dal Comune per il mancato versamento dell'imposta di soggiorno; la Corte ha disposto la trasmissione della sentenza al Comune per le eventuali competenze amministrative in ordine a tali somme.

Massime di principio

  • Se una successiva disposizione legislativa, anche mediante interpretazione autentica, ricondurrà la condotta a una responsabilità amministrativa e si applicherà retroattivamente, le pregresse condanne penali possono diventare irrilevanti e comportare l'annullamento della sentenza.
  • Quando la legge assegna al gestore della struttura la qualifica di "responsabile" e disciplina specifiche sanzioni amministrative con diritto di rivalsa, il corretto rimedio processuale è valutare la sopravvenuta irrilevanza penale prima di affrontare questioni sostanziali come l'elemento soggettivo o l'eventuale forza maggiore.
  • In situazioni analoghe conviene verificare sempre la data di efficacia delle modifiche normative e se esistano norme di interpretazione autentica che ne stabiliscano l'applicazione ai fatti anteriori; tali profili possono risolvere il giudizio a favore dell'imputato senza entrare nel merito delle censure di difesa.
  • La presenza di un regolamento comunale che prevede sanzioni amministrative non esclude automaticamente la responsabilità penale, ma se il legislatore ha poi chiarito e ricondotto la fattispecie nell'ambito amministrativo prevale il principio di specialità e la punibilità penale può venir meno.
  • In caso di pignoramenti, difficoltà finanziarie o altri fatti esterni, tali circostanze vanno comunque valutate, ma possono risultare irrilevanti se la fattispecie perde la rilevanza penale per effetto di norme successive; in tal caso le controversie restano in ambito amministrativo o civile.
  • Se si è in una situazione simile, è opportuno chiedere tempestivamente l'accertamento della applicabilità retroattiva della normativa amministrativa e l'annullamento della condanna per sopravvenuta irrilevanza penale, nonché la trasmissione degli atti all'ente locale per la valutazione delle sanzioni amministrative e della possibilità di rivalsa.

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