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Sentenza lavoro

Cassazione Civile, Sentenza n. 19059/2020 del 14/09/2020

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente chiedeva il riconoscimento dell'inquadramento nel IV livello del CCNL Commercio (con conseguenti differenze retributive) anziché nel V livello attribuito. La domanda era fondata sull'esistenza, nel contratto di appalto tra ALES e la Soprintendenza archeologica di Pompei (e nella Convenzione quadro con il Ministero), di clausole che indicavano la messa a disposizione di 19 operai/giardinieri di IV livello e la formazione del personale; tali clausole sarebbero costituite di un contratto a favore del terzo ex art. 1411 c.c., conferendo ai lavoratori un diritto autonomo all'inquadramento superiore. In subordine si deduceva la violazione delle previsioni del CCNL (artt. 3 del 1994 e 97 del 2005) circa le specifiche competenze richieste per il IV livello, con riferimento anche alla sagomatura di alberelli.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che l'obbligo dell'appaltatore di prevedere personale "idoneo" e livelli contrattuali nel contratto con la Soprintendenza fissi lo standard qualitativo del servizio, ma non costituisca automaticamente un contratto a favore del terzo che attribuisca al singolo lavoratore un diritto patrimoniale esercitabile direttamente contro il datore di lavoro, in assenza di una volontà inequivoca delle parti di conferire tale beneficio al terzo. Inoltre la Corte ha ritenuto corretta la valutazione di merito circa le mansioni effettivamente svolte, escludendo che le attività svolte comportassero le "specifiche competenze tecniche e particolari capacità tecnico-pratiche" del IV livello; la menzione di attività come la sagomatura di alberelli è stata considerata compresa nelle mansioni del V livello e correttamente valutata dal giudice di merito. Conseguentemente il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato alle spese.

Norme richiamate

  • art. 1411 c.c.

    La Corte ricorda che il contratto a favore del terzo richiede una volontà intenzionale delle parti di attribuire un vantaggio giuridicamente tutelabile al terzo; il mero vantaggio indiretto o la fissazione di uno standard qualitativo nel contratto d'appalto non bastano a creare un diritto autonomo del lavoratore.

  • art. 1372 c.c.

    Richiamato in relazione al principio che il contratto produce effetti tra le sole parti, salvo le deroghe previste come il contratto a favore del terzo; la Corte delinea la natura del rapporto trilaterale se ricorre l'intenzione delle parti.

  • art. 36 L. 300/1970 (Statuto dei lavoratori)

    La giurisprudenza qualifica la clausola sociale prevista per appalti e benefici pubblici come equivalente a clausola a favore del terzo quando essa impone al titolare dell'agevolazione o all'appaltatore di rispettare condizioni non inferiori al CCNL, creando un diritto in capo ai lavoratori; la Corte distingue però i casi in cui la clausola fissi solo lo standard qualitativo del servizio senza manifestare volizione di beneficio diretto al lavoratore.

  • art. 384 c.p.c.

    Usato per enunciare il principio di diritto rilevante (motivo decisorio) che la Corte ha formulato rispetto all'effetto dei patti d'appalto sul diritto individuale del lavoratore.

  • artt. 3 CCNL Commercio 3 novembre 1994 e 97 CCNL Commercio 14 luglio 2005

    Le norme collettive distinguono il IV livello (richiede specifiche competenze tecniche e particolari capacità tecnico-pratiche) dal V livello (richiede conoscenze e adeguate capacità tecnico-pratiche). La Corte ha ritenuto che le mansioni svolte rientrassero nel V livello e che la valutazione delle specifiche competenze sia questione di merito.

  • art. 13 comma lquater d.p.r. n. 115/2002

    Norma sul contributo unificato; la Corte ha disposto l'eventuale raddoppio del contributo unificato a carico del ricorrente se ricorrono i presupposti.

Massime di principio

  • La previsione nel contratto di appalto di un livello di inquadramento e della formazione richiesta per il personale fissa lo standard qualitativo del servizio, ma non crea automaticamente un diritto soggettivo esercitabile dal singolo lavoratore a meno che non emerga con chiarezza la volontà delle parti di attribuire il beneficio direttamente al terzo.
  • Per configurare un contratto a favore del terzo (art. 1411 c.c.) è necessaria un'intenzione deliberata delle parti di conferire al terzo una prestazione diretta; un vantaggio meramente indiretto o casuale non è sufficiente.
  • La clausola sociale in appalti pubblici può produrre diritti per i lavoratori solo se la pattuizione è sufficientemente specifica e diretta ad assicurare condizioni normative/retributive in favore del personale impiegato; indicazioni generiche sul livello necessario per lo standard di servizio non sostituiscono tale volontà.
  • La determinazione dell'inquadramento professionale dipende dall'accertamento delle mansioni di fatto svolte (criterio trifasico) e spetta al giudice di merito, la cui valutazione è sindacabile in Cassazione solo per vizi di motivazione o di diritto.
  • In controversie simili, il lavoratore che invoca un diritto derivante da un contratto tra datore e committente dovrebbe fornire prove chiare dell'intenzione delle parti di avvantaggiare specificamente i lavoratori (clausole esplicite, pattuizioni che attribuiscono diritti diretti), nonché dimostrare che le mansioni effettivamente svolte corrispondono alle competenze richieste dal livello superiore.

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