Cassazione Penale, Sentenza n. 22882/2026 del 22/06/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso impugnava l'ordinanza del G.i.p. del Tribunale di Vibo Valentia che, in funzione di giudice dell'esecuzione, aveva rigettato la richiesta di applicazione della disciplina della continuazione a quattro sentenze irrevocabili di condanna riconducibili a episodi commessi tra il 2014 e il 2021 (furto/rapina e reati in materia di stupefacenti). Il difensore sosteneva l'esistenza di un disegno criminoso unitario: i reati contro il patrimonio sarebbero stati posti in essere per procurare liquidità iniziale al traffico di stupefacenti (omogeneità teleologica e finalità unitaria), contestando anche la valutazione del dato temporale e denunciando vizi e contraddizioni nella motivazione dell'ordinanza.
La decisione
Il giudice ha rigettato il ricorso. La decisione ha confermato la valutazione del G.i.p. secondo cui non emergono elementi concreti e specifici idonei a dimostrare una preventiva programmazione unitaria dei reati; sono state valorizzate la distanza temporale e geografica tra i fatti e la mancata coincidenza tipologica totale, ritenendo che la condotta del ricorrente sia più compatibile con una generale inclinazione a delinquere piuttosto che con un progetto criminoso unitario. È richiamata giurisprudenza consolidata secondo cui la mera contiguità cronologica o l'identità del titolo di reato sono indici non decisivi (possono indicare abitudine delinquenziale). Rigettato il ricorso, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.
Norme richiamate
Norma richiamata tra i titoli di reato nella descrizione delle condanne; nulla di specifico interpretato nel testo se non l'indicazione del capo di imputazione originario
Articolo richiamato tra i titoli di reato (rapina); citato per descrivere il primo episodio ma non oggetto di autonoma interpretazione nel provvedimento
Richiamato nella descrizione delle condanne; il provvedimento non sviluppa un'interpretazione autonoma della norma
Richiamato nella descrizione delle condanne (furto), usato come elemento tipologico nella valutazione della non perfetta omogeneità dei reati
Richiamato per qualificare l'aggravante; considerato nel complesso tipologico degli illeciti ma non determinante per la continuazione
Richiamato per i reati in materia di stupefacenti; la presenza di reati di droga separati nel tempo e nei luoghi è stata valutata dal giudice come non automaticamente indicativa di un disegno unitario con i reati contro il patrimonio
Norma sulla continuazione riferita nel gravame; il giudice richiama i principi applicativi della continuazione ma rigetta la loro applicazione concreta per carenza di prova di un disegno unitario
Norma processuale richiamata nel motivo di ricorso (presunta violazione), valutata e respinta dalla decisione
Norma applicata per la condanna alle spese processuali del ricorrente in caso di rigetto del ricorso
Massime di principio
- La continuazione richiede l'accertamento di un disegno criminoso unico; questo è una questione di fatto e il giudice di merito ha ampia discrezionalità, sindacabile in sede di legittimità solo se la motivazione è inadeguata o illogica
- La mera contiguità cronologica o l'identità del titolo di reato sono indici sintomatici ma non decisivi: possono indicare abitudine o inclinazione a delinquere e non una pianificazione unitaria
- Per ottenere il riconoscimento della continuazione l'istante deve indicare elementi concreti e specifici (movente unitario, collegamento funzionale, pianificazione o preparazione, continuità dell'attività illecita) deducibili dagli atti e non meri asserti
- Quando i reati sono commessi in tempi e luoghi molto distanti, il convincimento della pianificazione unitaria richiede prove di collegamento particolarmente pregnanti
- Le valutazioni del giudice dell'esecuzione sono rispettosamente riferite alla giurisprudenza consolidata: senza elementi concreti a favore della premeditazione, prevale la qualificazione come pluralità di episodi manifestazione di una generale inclinazione a delinquere
- In caso di rigetto del ricorso contro provvedimenti dell'esecuzione, il ricorrente può essere condannato alle spese processuali ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.
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