Cassazione Penale, Sentenza n. 22837/2026 del 22/06/2026
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorsi per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Roma del 26/06/2025 che confermava condanne per detenzione, trasporto e cessione di sostanze stupefacenti. Le censure principali erano: difetto di specificazione dell'imputazione (genericità del capo G e O), valutazione meramente riepilogativa e carenza motivazionale rispetto alle intercettazioni, assenza di sequestri come riscontro probatorio, errata rilevazione della responsabilità per taluni episodi e della relativa qualificazione giuridica, errata esclusione della causa di lieve entità (art. 73 DPR 309/1990 comma 5), errata valutazione e computo della recidiva aggravata (art. 99 c.4 c.p.), applicazione impropria dell'aumento per continuazione (art. 81 c.p.), e diniego della sostituzione della pena detentiva con pene sostitutive (art. 545-bis c.p.p. e art. 53 legge 689/1981). Alcuni ricorrenti contestavano altresì l'attribuzione fattuale sulla base di intercettazioni ritenute non identificative.
La decisione
La Corte di Cassazione ha: - Rigettato il ricorso di De Luca Giovanni (motivazione ritenuta congrua: capi di imputazione ritenuti sufficientemente determinati e valutazione delle intercettazioni idonea a fondare la condanna; esclusione della lieve entità correttamente motivata). Condanna di De Luca alle spese. - Rigettato il ricorso di Nadif Rachid (individuazione del patto di compravendita e del relativo accordo ritenuta provata dalle intercettazioni e dalla dinamica investigativa). Condanna alle spese. - Dichiarato inammissibile il ricorso di Cupido Pino (valutazioni di merito sulle intercettazioni e sui riscontri ritenute questione di fatto e correttamente motivate); condanna alle spese e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende. - Parzialmente accolto il ricorso di Lanzone Ivano: annullata la sentenza limitatamente al riconoscimento della recidiva e al trattamento sanzionatorio con rinvio ad altra Sezione della Corte d'appello di Roma per nuovo giudizio su questi punti; il resto del ricorso è dichiarato inammissibile. - Dichiarato inammissibile il ricorso di Haxhiu Lidion (diniego delle attenuanti generiche ritenuto congruamente motivato); condanna alle spese e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende. - Dichiarato inammissibile il ricorso di Di Silvio Romina in ordine al diniego della pena sostitutiva (art. 545-bis c.p.p.), ritenendo congrua la valutazione di pericolosita e il rischio di inadempimento delle prescrizioni; condanna alle spese e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende. In sintesi: la maggior parte dei ricorsi è stata rigettata o dichiarata inammissibile; solo per Lanzone è stata disposta l'annullamento parziale (recidiva e sanzione) con rinvio.
Norme richiamate
art. 599-bis cod. proc. pen.
Norma applicata per l'accoglimento del concordato in appello e per la rideterminazione della pena; la Corte ha ritenuto legittimo il concordato nella misura in cui il giudice di merito lo ha motivato e adottato
art. 546 cod. proc. pen.
Richiesta di motivazione concisa ma critica della decisione in Corte d'appello: la Corte di Cassazione ha valutato che i giudici di merito non si siano limitati a una mera rassegna degli atti ma abbiano fornito una valutazione dei risultati e dei criteri di valutazione della prova
art. 429 cod. proc. pen.
Principio della determinazione dell'imputazione: la Corte ha ritenuto che i capi di imputazione contenevano elementi sufficientemente specifici per esercitare il diritto di difesa
art. 73 DPR 309/1990, comma 5
Disciplina della causa di lieve entità: la Corte ha confermato che la lieve entità è esclusa quando l'attività di spaccio ha carattere stabile, organizzato e con quantitativi incompatibili con il piccolo spaccio
art. 545-bis cod. proc. pen.
Previsione della possibilità di sostituire la pena detentiva con pene sostitutive; la Corte ha ritenuto legittimo il diniego da parte del giudice di merito quando sussistono elementi di pericolosità e rischio di inadempimento
art. 53 legge 689/1981
Riferimento alle pene sostitutive richiamate dalla ricorrente (domiciliare); la Corte ha evidenziato che l'applicazione dipende dalla valutazione della pericolosità e dalla concretezza delle garanzie di rispetto delle prescrizioni
art. 192, comma 3 cod. proc. pen.
Richiesta di riscontro delle intercettazioni con altri elementi probatori: la Corte ha ribadito che le intercettazioni possono essere prova diretta se valutate secondo criteri di logicità e, se non univoche, possono comunque concorrere con altri elementi
art. 81 cod. pen.
Aumento per continuazione: la Corte ha confermato l'applicabilità quando emerge un disegno criminoso unitario e più condotte ripetute riconducibili a un unico progetto illecito
art. 99, comma 4, cod. pen.
Recidiva aggravata infraquinquennale: la Corte ha precisato che il termine quinquennale si computa dal passaggio in giudicato della sentenza e, nel caso di Lanzone, è risultato decorso, per cui la recidiva infraquinquennale non poteva essere riconosciuta
Massime di principio
- La genericità dell'imputazione è rilevante solo se impedisce concretamente l'esercizio del diritto di difesa; l'indicazione di soggetti, ruoli, tipologia di sostanza e episodi può essere sufficiente a garantire determinazione.
- Le intercettazioni, se coerenti e valutate secondo criteri di logica, possono costituire prova diretta anche in assenza di sequestri immediati; però il giudice deve motivare in modo critico il loro valore probatorio e considerare eventuali elementi di riscontro.
- Per la configurabilità della causa di lieve entità (art. 73, comma 5 DPR 309/1990) è decisivo il quadro complessivo: continuità, organizzazione, numero di clienti e quantitativi rendono incompatibile la lieve entità.
- Il riconoscimento della recidiva infraquinquennale si calcola dal passaggio in giudicato della precedente condanna; se è decorso il quinquennio la recidiva non può essere riconosciuta.
- La valutazione delle attenuanti generiche e la decisione circa pene sostitutive sono valutazioni di merito soggette a sindacato restrittivo in Cassazione: sono legittime se il giudice ha motivato l'assenza di elementi positivi o il rischio di inadempimento.
- I ricorsi per cassazione che ripropongono in termini generici motivi già esaminati e respinti in grado sono spesso dichiarati inammissibili; è necessario confrontarsi criticamente con le ragioni del provvedimento impugnato.
- La consumazione del reato di cessione di stupefacenti può verificarsi con il consenso tra le parti e l'accordo sul prezzo, anche in assenza della traditio materiale, quando non vi sia motivo di ritenere che l'oggetto sia inesistente.
- Questioni di fatto come l'identificazione degli interlocutori nelle intercettazioni o l'interpretazione di espressioni metaforiche sono riservate al giudice di merito e difficilmente rivedibili in Cassazione salvo illogicità manifesta.
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