Cassazione Civile, Sentenza n. 10359/2023 del 18/04/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza della Commissione tributaria regionale del Veneto che aveva rigettato l'appello dell'Agenzia e confermato la pronuncia della CTP di Padova favorevole ad APS, relativa al diniego di rimborso per maggiore IRAP versata (anni 2007, 2008, 2010). L'Agenzia deduceva due motivi: (1) i contratti "ponte" stipulati tra APS e gli enti locali erano in realtà "concessioni traslative" e non semplici contratti di servizio, con conseguente esclusione dall'agevolazione fiscale prevista dall'art. 11, c.1, lett. a), nn. 2 e 4 del d.lgs. 446/1997; (2) il servizio sarebbe stato reso "a tariffa" (e dunque soggetto all'esclusione), sicché la società non poteva beneficiare della deduzione parziale del costo del lavoro dall'imponibile IRAP. L'Agenzia sosteneva che la sostanza del rapporto fosse quella concessoria (anche alla luce della normativa regionale e della giurisprudenza amministrativa) e che l'esistenza di contributi pubblici compensativi escludesse comunque l'agevolazione per rischio di sovracompensazione e divieto di aiuti di Stato.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e lo ha rigettato. Sul primo motivo la Corte ha ritenuto non sindacabile in sede di legittimità la ricostruzione in fatto del giudice di merito circa la natura negoziale dei contratti (conseguenza: il vizio dedotto si risolveva in una diversa valutazione dei fatti, non in una specifica violazione delle norme di ermeneutica contrattuale). Sul secondo motivo la Corte ha poi osservato che l'esclusione dall'agevolazione prevista dall'art. 11 sussiste solo quando coesistono entrambi i requisiti della "concessione" e della "tariffa"; essendo divenuto definitivo l'accertamento della non sussistenza della concessione traslativa, l'ulteriore verifica sulla remuneratività della tariffa è irrilevante. Conseguentemente il ricorso dell'Agenzia è stato respinto e l'Agenzia condannata alle spese processuali a favore di APS.
Norme richiamate
d.lgs. n. 446/1997, art. 11, comma 1, lett. a), nn. 2 e 4
La norma esclude l'agevolazione IRAP per le imprese operanti in "concessione" e "a tariffa"; la Corte interpreta l'esclusione come operante solo se sono contemporaneamente presenti entrambi i requisiti (concessione + tariffa).
d.lgs. 19 novembre 1997 n. 422, artt. 17 e 19
Norme citate nel quadro degli affidamenti dei servizi di trasporto e dei contratti "ponte"; richiamate dall'Agenzia per sostenere la natura concessoria degli affidamenti.
legge regionale Veneto 30 ottobre 1998, n. 25 (artt. 23, 24, 30, 31, 32, 35, 41)
Richiamata dalle parti per definire i criteri di qualificazione dei contratti di trasporto locale (remunerazione, poteri dell'ente affidante, natura del rapporto). La Corte ha comunque ritenuto che la qualificazione contrattuale concreta sia questione di fatto riservata al giudice di merito.
Richiamato in relazione alla distinzione tra appalto e concessione; la Corte sottolinea che l'accertamento della natura negoziale è funzione del giudice di merito.
Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea (TFUE), art. 107
Richiamato a fondamento della preoccupazione per la sovracompensazione e l'eventuale aiuto di Stato; da ciò deriva la ratio dell'esclusione dall'agevolazione per i soggetti in concessione e a tariffa.
Codice di procedura civile, art. 360 (motivi di cassazione)
Richiamato in relazione alle censure proposte dall'Agenzia; la Corte dichiara inammissibili i motivi che si limitano a proporre una diversa valutazione dei fatti senza indicare specifiche violazioni di regole di ermeneutica.
Decisione della Commissione Europea (C 4133 del 2007)
Usata come chiarimento interpretativo: l'esclusione dall'agevolazione si applica quando sussistono congiuntamente i requisiti di "concessione" e "tariffa"; ha influenzato l'interpretazione dell'art. 11.
Giurisprudenza amministrativa (Consiglio di Stato, sentenza n. 5954/2010)
Riferita dalle parti per sostenere la natura contrattuale dei "contratti ponte"; la Corte di legittimità ricorda tuttavia che la valutazione dell'interpretazione contrattuale è rimessa al giudice di merito.
Massime di principio
- Per l'esclusione dall'agevolazione IRAP ai sensi dell'art. 11 d.lgs. 446/1997 è necessario che coesistano sia la presenza di una "concessione" sia la presenza di una "tariffa"; l'assenza anche di uno solo dei due requisiti rende possibile fruire della deduzione.
- La qualificazione del rapporto (concessione traslativa vs contratto/appalto) è un accertamento di fatto riservato al giudice del merito; in Cassazione può essere censurata solo se è indicata una specifica violazione delle regole ermeneutiche o carenza logico-motivazionale grave.
- La semplice presenza di contributi pubblici o di clausole di rimborso non determina automaticamente l'applicazione dell'esclusione fiscale: occorre verificare la natura complessiva del rapporto e la sussistenza contestuale dei requisiti previsti dalla norma fiscale.
- In sede di impugnazione in sede di legittimità, le parti devono articolare censure che non si limitino a proporre una diversa valutazione dei fatti, ma che segnalino errori di diritto o palesi contraddizioni nella motivazione del giudice di merito.
- La ratio antiaidi di Stato (art. 107 TFUE) giustifica l'esclusione dall'agevolazione quando vi sia rischio di sovracompensazione, ma tale rischio va valutato nel quadro della effettiva qualificazione giuridica e della concreta determinazione della tariffa.
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