Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32041/2025 del 26/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza di condanna per il delitto di cui all'art. 38-bis, comma 1, d.lgs. n. 81/2015. Propone due censure principali: (1) incompetenza territoriale del Tribunale di Ivrea, perché, trattandosi di reato permanente, la competenza territoriale deve farsi risalire al luogo in cui è iniziata la consumazione, ossia il luogo in cui fu stipulato il contratto di distacco (Roma); (2) vizio di configurabilità della fattispecie, sostenendo la legittimità del distacco per ampia interpretazione dell'art. 30 d.lgs. n. 276/2003, l'adesione a un contratto di rete che avrebbe presunto l'interesse al distacco e la non utilizzabilità acritica delle dichiarazioni degli originari coimputati che estinsero la loro posizione in via amministrativa.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo (incompetenza territoriale). Ha qualificato il reato contestato come reato plurisoggettivo proprio che può essere permanente se all'accordo elusivo segue una fase esecutiva di distacco e utilizzo dei lavoratori; nonostante la permanenza, per determinare la competenza territoriale ai sensi dell'art. 8 cod. pen. va considerato il luogo in cui l'accordo è stato concluso (luogo di inizio della consumazione). Poiché i contratti tra MULTISERVICE s.r.l.s. e ARU s.r.l. e il contratto di rete erano stati stipulati a Roma, la Corte ha annullato senz'altro la sentenza del G.i.p. di Ivrea e ha disposto la trasmissione degli atti al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma. Sul merito sostanziale delle altre censure la Corte non è invece entrata, ritenendo assorbite quelle questioni dalla decisione sull'incompetenza territoriale.

Norme richiamate

  • art. 38-bis, comma 1, d.lgs. n. 81 del 2015

    "Ferme restando le sanzioni di cui all'articolo 18 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, quando la somministrazione di lavoro è posta in essere con la specifica finalità di eludere norme inderogabili di legge o di contratto collettivo applicate al lavoratore, il somministratore e l'utilizzatore sono puniti con la pena dell'ammenda di 20 euro per ciascun lavoratore coinvolto e per ciascun giorno di somministrazione"

    La Corte conferma la rilevanza penale della norma applicabile al fatto contestato e ne evidenzia la continuità sostanziale con la disciplina successiva; la norma è stata applicata al caso pur essendo poi stata abrogata, per effetto delle regole sulla successione delle norme penali nel tempo.

  • art. 18, comma 5-ter, d.lgs. n. 276 del 2003 (introdotto dal d.l. n. 19 del 2024, conv. L. n. 56/2024)

    "quando la somministrazione di lavoro è posta in essere con la specifica finalità di eludere norme inderogabili di legge o di contratto collettivo applicate al lavoratore, il somministratore e l'utilizzatore sono puniti con la pena dell'arresto fino a tre mesi o dell'ammenda di euro 100 per ciascun lavoratore coinvolto e per ciascun giorno di somministrazione"

    La Corte rileva continuità normativa tra la disposizione più rigorosa introdotta nel 2024 e la norma applicata al ricorrente, confermando che la fattispecie punisce l'accordo elusivo e la successiva somministrazione con finalità elusive.

  • art. 8, cod. pen. (competenza territoriale)

    "se si tratta di reato permanente, è competente il luogo in cui ha avuto inizio la consumazione"

    Applicando l'art. 8 cod. pen., la Corte stabilisce che per i reati permanenti la competenza territoriale si determina in base al luogo in cui è iniziata la consumazione: nel caso in esame, il luogo di stipula dell'accordo (Roma) e non il luogo in cui poi i lavoratori prestarono l'attività.

  • art. 2, quarto comma, cod. pen.

    La Corte richiama il principio di applicazione della norma vigente al tempo del fatto o della continuazione normativa, utilizzandolo per motivare l'applicabilità della disciplina previgente al caso concreto (quadro transitorio tra norme successive).

  • d.lgs. n. 8 del 2016 (depennalizzazione contestata di alcune fattispecie)

    La Corte distingue la disposizione qui applicata dalle norme depenalizzate nel 2016, chiarendo che la norma contestata (introdotta nel 2018) non rientrava nella depenalizzazione generale prevista dal d.lgs. n. 8/2016.

Massime di principio

  • Per reati permanenti la competenza territoriale si determina, ai sensi dell'art. 8 cod. pen., nel luogo in cui è iniziata la consumazione; quando il reato si perfeziona con un accordo negoziale, il luogo della stipula dell'accordo può essere decisivo.
  • Nei reati plurisoggettivi propri (es. somministrazione illecita di manodopera), l'accordo tra somministratore e utilizzatore è l'elemento tipico e, se seguito da esecuzione, il comportamento può avere natura permanente senza mutare la regola sulla competenza per l'inizio della consumazione.
  • L'abrogazione o modifica normativa successiva non impedisce l'applicazione della norma vigente al tempo del fatto quando ricorrono i presupposti previsti dal codice penale (principio di successione della legge penale nel tempo).
  • Le eccezioni di incompetenza territoriale devono essere tempestivamente sollevate nel corso del giudizio di merito e, se fondate sulla collocazione temporale/territoriale dell'accordo, possono portare all'annullamento senza rinvio e alla trasmissione degli atti al foro competente.
  • La mera esecuzione del contratto in luogo diverso da quello di stipula (es. luogo di effettiva prestazione dei lavoratori) non è decisiva per la competenza territoriale quando il reato si è già concretizzato con l'accordo elusivo concluso altrove.
  • In contestazioni riguardanti distacchi e contratti di rete, la circostanza che le parti abbiano aderito a una rete o che sussista un interesse dichiarato non esclude automaticamente la configurabilità dell'illecito: va valutata la specifica finalità elusiva e le concrete modalità del rapporto.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.