Cassazione Penale, Sentenza n. 39162/2025 del 04/12/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Famulari era stato condannato dal Tribunale di Messina (20/11/2023) a 2 anni per combustione illecita di rifiuti (art.256-bis d.lgs. 152/2006). Ha impugnato in appello e quindi in cassazione deducendo: (1) travisamento e errata valutazione delle prove, in particolare non avere considerato la testimonianza di Antonino Maimone che descriveva ordini diversi dai dipendenti e l'assenza del ricorrente sul luogo; (2) mancata prova del deposito o abbandono incontrollato dei rifiuti, essendo il materiale collocato in area di pertinenza aziendale e quindi eventualmente riconducibile a deposito temporaneo lecito; (3) applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità (art.131-bis c.p.); (4) mancato riconoscimento delle attenuanti generiche.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha dichiarato inammissibili i motivi volti a rimettere in discussione la valutazione di merito delle prove (primo e terzo motivo) perché la ricostruzione probatoria dei giudici di merito era logica e non manifestamente illogica. Ha ritenuto infondato il motivo relativo alla mancata contestazione del deposito/abbandono, affermando che il reato di combustione illecita richiede che i rifiuti siano abbandonati o depositati in modo incontrollato e che, nel caso concreto, le risultanze (verbale di sopralluogo e fotografie) dimostravano rifiuti accatastati alla rinfusa sul terreno di proprietà del ricorrente; non è necessaria una contestazione previa del reato di abbandono. Ha inoltre escluso l'applicabilità della causa di non punibilità per tenuità e ha confermato il diniego delle attenuanti generiche sulla base della gravità e della non occasionalità della condotta. La Corte ha inoltre rilevato che la previsione sulla responsabilità per omesso controllo (art.256-bis, comma 3) è stata successivamente abrogata dal d.l. 8/8/2025 n.116 (convertito con L. 3/10/2025 n.147), ma ciò non ha inciso sulla conferma della responsabilità per il concorso nella combustione illecita.
Norme richiamate
art. 256-bis d.lgs. 3/4/2006 n.152
combustione illecita di rifiuti
Il reato richiede che la combustione abbia avuto ad oggetto rifiuti abbandonati o depositati in modo incontrollato; non è necessario che il reato di abbandono o deposito incontrollato sia stato previamente contestato come reato autonomo; la responsabilità del committente può emergere dalla prassi aziendale e dal comportamento post factum.
art. 606, comma 1, lett. b), c) ed e) c.p.p.
Consente di censurare in cassazione errori di diritto, vizi di motivazione e travisamento delle prove; la Corte ricorda il divieto di una nuova valutazione dei fatti in sede di legittimità quando la motivazione di merito è logica.
causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto
La Corte ha ritenuto la causa inapplicabile per la gravità e la non occasionalità della condotta; inoltre la modifica normativa (d.l. 8/8/2025 n.116, convertito L. 3/10/2025 n.147) ha escluso la particolare tenuità per specifici reati ambientali tra cui l'art.256-bis.
d.l. 8 agosto 2025, n.116, convertito con modificazioni dalla L. 3 ottobre 2025, n.147
disposizioni urgenti per il contrasto alle attività illecite in materia di rifiuti ...
Ha abrogato la previsione della responsabilità per omesso controllo (comma 3 dell'art.256-bis) e ha modificato l'art.131-bis c.p. escludendo la particolare tenuità per taluni reati ambientali; la Corte ha rilevato tale abrogazione/modifica e ne ha considerato l'effetto sul ragionamento giuridico.
Richiesto dal ricorrente in relazione al principio di correlazione tra accusa e sentenza; la Corte ha ritenuto che non vi sia stata violazione del principio nel caso concreto.
criteri per la determinazione delle circostanze attenuanti
La negazione delle attenuanti generiche è stata motivata sulla base della gravità e della non occasionalità della condotta, elementi preponderanti ai sensi dell'art.133.
La Corte ha richiamato il principio secondo cui il giudice non è tenuto a replicare punto per punto tutte le deduzioni difensive; è sufficiente indicare gli elementi preponderanti ostativi al riconoscimento delle attenuanti.
Massime di principio
- In Cassazione non è possibile ottenere il rinnovamento della valutazione probatoria se la motivazione del giudice di merito è logica e non manifestamente illogica: le doglianze che mirano a una diversa lettura delle prove sono inammissibili.
- Per il reato di combustione illecita (art.256-bis) è necessario che i rifiuti siano 'abbandonati o depositati in modo incontrollato'; tuttavia non è obbligatorio che il reato di abbandono o deposito incontrollato sia stato precedentemente contestato come reato autonomo.
- La presenza di rifiuti 'accatastati alla rinfusa' su un'area privata può sufficiente a configurare il deposito incontrollato; la qualifica come deposito temporaneo lecito richiede prova che i rifiuti siano prodotti in loco o in luogo funzionalmente collegato con adeguati presidi.
- Il comportamento del datore/committente dopo il fatto (silenzio, mancata obiezione, mancato chiarimento) può essere valorizzato come indice di prassi aziendale o disposizione generale e costituire elemento di responsabilità.
- Le modifiche legislative (es. abrogazioni o inserimenti nelle cause ostative alla tenuità) possono incidere sull'ammissibilità di istituti come la particolare tenuità o la responsabilità per omesso controllo: in casi analoghi è necessario verificare la normativa vigente al momento del giudizio.
- Per ottenere l'applicazione della particolare tenuità o delle attenuanti generiche in reati ambientali è necessario fornire prove concrete di occasionalità, esiguità del quantitativo e assenza di pericolo; l'argomentazione meramente assertiva difficilmente prevale sulla motivazione di merito fondata.
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