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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39147/2025 del 04/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugna gli effetti civili della sentenza rescissoria e deduce quattro motivi principali: 1) violazione di legge per mancata rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale (art. 603 c.p.p.), nonostante ordinanza di rinnovazione della Corte d'Appello di Campobasso del 09/12/2021; 2) contraddittorietà della motivazione e travisamento della prova in relazione al potere della ricorrente di disporre il trasferimento della paziente; 3) mancanza di motivazione sulla ricostruzione fattuale e sulla copertura scientifica (vasospasmo, idrocefalo, nesso causale); 4) vizio di motivazione in relazione all'applicazione del principio di cooperazione multidisciplinare (art. 113 c.p.), ovvero che la ricorrente sarebbe ritenuta responsabile nonostante non fosse in servizio alla scadenza delle 72 ore previste dalle linee guida.

La decisione

La Corte di Cassazione dichiara il ricorso infondato e lo rigetta. Conferma che: - la sentenza di merito (di rinvio) poteva valutare solo nel perimetro del "thema decidendum" fissato dalla sentenza rescindente (annullamento per violazione di legge), per cui molte doglianze di fatto sono precluse; - la Corte d'appello di Salerno ha motivatamente ritenuto non necessaria la rinnovazione istruttoria ex art. 603 c.p.p., revocando implicitamente l'ordinanza precedente con adeguata motivazione; - le doglianze che sollevano travisamento probatorio o carenza motivazionale in ordine ai fatti già accertati nella sentenza rescindente sono inammissibili o infondate; - la ricorrente, avendo preso in carico la paziente e prescritto l'angiografia urgente, aveva assunto una posizione di garanzia e doveva altresì attivarsi (anche organizzando il trasferimento) per assicurare l'esecuzione dell'esame/terapia nei tempi indicati dalle linee guida; - le statuizioni civili, non impugnate, vanno confermate (anche in caso di estinzione del reato per prescrizione). In conclusione il ricorso è respinto e le decisioni civili sono confermate.

Norme richiamate

  • art. 589 cod. pen.

    Norma penale relativa all'omicidio colposo; nel procedimento è il capo di imputazione originario rispetto al quale è intervenuta l'estinzione per prescrizione; la Cassazione conferma che l'estinzione penalmente non preclude la verifica della responsabilità civile.

  • art. 603 c.p.p.

    Disciplina la rinnovazione dell'istruttoria in sede di rinvio: il giudice del rinvio dispone o rifiuta la rinnovazione se la prova richiesta è indispensabile e rilevante ai fini della decisione; la Corte ha ritenuto corretta la valutazione della Corte d'appello che ha dichiarato non necessaria la rinnovazione con motivazione congrua.

  • art. 627 c.p.p.

    Richiama i criteri sulla rilevanza delle prove nel giudizio di rinvio; la Corte ha fatto riferimento alla rilevanza e indispensabilità previste da questa norma nell'escludere la rinnovazione.

  • art. 573, comma 1-bis, c.p.p. (introdotto dall'art. 33 d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150)

    "quando la sentenza è impugnata per i soli interessi civili, il giudice d'appello e la Corte di cassazione, se l'impugnazione non è inammissibile, rinviano per la prosecuzione, rispettivamente, al giudice o alla sezione civile competente, che decide sulle questioni civili utilizzando le prove acquisite nel processo penale e quelle eventualmente acquisite nel giudizio civile"

    La disposizione non è applicabile ratione temporis al caso di specie (costituzioni civili intervenute prima del 30/12/2022); la Corte richiama orientamenti delle Sezioni Unite sul criterio di applicazione temporale.

  • art. 113 c.p.

    Riferito al concorso di persone nel reato (cooperazione); la Corte interpreta il principio di "cooperazione multidisciplinare" in ambito sanitario come fonte di posizioni di garanzia autonome: ogni sanitario può avere obblighi di controllo e di intervento e non può limitarsi ad affidarsi esclusivamente all'operato altrui.

  • art. 578 c.p.p.

    Prevede la possibilità di confermare le statuizioni civili anche quando il reato si estingue per prescrizione; la Corte, richiamando la Corte costituzionale, conferma che l'accertamento civilistico è distinto dall'accertamento penale.

Massime di principio

  • Se la Corte di Cassazione annulla con rinvio per violazione di legge, il giudice del rinvio è vincolato alle valutazioni essenziali fissate nella sentenza rescindente: non è consentito riesaminare liberamente fatti già definiti dalla Cassazione.
  • La rinnovazione dell'istruttoria in sede di rinvio (art. 603 c.p.p.) deve essere richiesta con indicazione della indispensabilità della prova; il giudice del rinvio può rifiutarla motivando specificamente la non necessità, e tale scelta è sindacabile in Cassazione solo se manifesta illogicità o assenza di motivazione.
  • In caso di gestione multidisciplinare del paziente, ogni sanitario che prende in carico il paziente assume una posizione di garanzia e ha il dovere di controllare l'efficacia delle misure ordinate da altri, potendo essere ritenuto responsabile se omette di attivare i rimedi organizzativi necessari (es. trasferimento) quando la struttura non è in grado di fornire cure tempestive.
  • L'estinzione del reato per prescrizione non impedisce la verifica della responsabilità civile: il giudice può confermare il risarcimento sulla base dell'accertamento civilistico (art. 578 c.p.p. e giurisprudenza costituzionale).
  • I c.d. "doppie conformi" (orientamenti concordi di primo e secondo grado) rendono particolarmente difficoltoso per il ricorrente contestare la ricostruzione dei fatti in Cassazione: i motivi che implichino un riesame di fatto sono, in gran parte, inammissibili.

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