Cassazione Penale, Sentenza n. 4939/2023 del 06/02/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti impugnavano l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva confermato il sequestro preventivo disposto dal G.I.P. (21/12/2021) su vari beni formalmente intestati a terzi e ritenuti nella disponibilità di Collufio Massimiliano, in relazione a plurimi reati (tra cui intestazione fittizia art.512-bis c.p., reati sugli stupefacenti art.73 d.P.R. 309/1990, furto di energia). Le censure principali contestavano: l'erronea applicazione/interpretazione degli istituti di confisca obbligatoria (art.240 c.p.) e confisca "allargata" (art.240-bis c.p.), la mancata verifica della "ragionevolezza temporale" tra acquisto dei beni e commissione dei reati, l'assenza di prova della disponibilità materiale dei beni e dell'intestazione fittizia, la possibile riqualificazione dei fatti (piante non mature, quindi diversa norma applicabile), e la carenza di legittimazione/di interesse o di procura speciale per alcuni ricorrenti a proporre ricorso in Cassazione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il ricorso di Collufio Cristian (accogliendolo) perché il Tribunale del riesame non aveva adeguatamente motivato sulla ragionevolezza temporale del collegamento patrimoniale tra acquisto dell'immobile (9/1/2015) e reato contestato (21/11/2020), e ha annullato l'ordinanza nei suoi confronti rimettendo gli atti al Tribunale di Asti per nuovo esame. I ricorsi di Collufio Massimiliano, Florio Maria Grazia e Collufio Antonia sono stati dichiarati inammissibili: per Massimiliano per carenza di interesse concreto (non era proprietario dei beni sequestrati), per Florio e Antonia per difetto di procura speciale del difensore che ha proposto il ricorso. I ricorrenti dichiarati inammissibili sono stati condannati alle spese processuali e ciascuno al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
art. 240 cod. pen. (confisca obbligatoria)
Confisca diretta dei beni che sono prodotto, prezzo o profitto del reato; il provvedimento cautelare finalizzato alla confisca obbligatoria richiede prova del nesso tra bene e reato; qui è stato contestato l'impiego di tale norma per beni formalmente intestati a terzi
art. 240-bis cod. pen. (confisca "allargata")
Consente la sottrazione dei beni il cui valore è sproporzionato rispetto ai redditi e la cui provenienza l'interessato non può giustificare, anche se formalmente intestati a terzi; la Corte ha richiamato il requisito della "ragionevolezza temporale" tra acquisto e reato come elemento essenziale per applicarla
Disposizioni sul sequestro finalizzato alla confisca nei reati in materia di stupefacenti; il Tribunale del riesame ha fatto riferimento a questa norma per il sequestro di beni collegati alla coltivazione di piante di cannabis
Prevede particolari misure cautelari per i reati di cui al testo unico stupefacenti; nella vicenda è stato richiamato in relazione alle piante di cannabis e ai beni ritenuti sproporzionati
art. 512-bis cod. pen. (intestazione fittizia)
Reato contestato in relazione all'attribuzione fittizia di beni a terzi; la Corte ha valutato la necessità di prova dell'intento e ha ritenuto che per alcuni beni mancasse il fumus del reato
art. 321, comma 2, cod. proc. pen. (sequestro preventivo)
Norma che disciplina il sequestro preventivo in vista della confisca; il G.I.P. aveva disposto il sequestro ex art.321 comma 2 finalizzato alla confisca
art. 324 cod. proc. pen. (riesame)
Consente il ricorso al Tribunale in funzione di riesame avverso il provvedimento del G.I.P.; qui il tribunale di riesame ha confermato il sequestro e sono stati proposti ricorsi in Cassazione
art. 322 e 322-bis cod. proc. pen. (impugnazioni reali e interesse)
Rimarcano i profili di legittimazione/interesse all'impugnazione dei terzi rispetto ai provvedimenti reali; la Corte ha richiamato la giurisprudenza che richiede un interesse concreto all'impugnazione per il terzo non proprietario
art. 100 cod. proc. pen. (procura speciale)
Richiesta la procura speciale per il difensore del terzo interessato che impugna in sede di Cassazione il provvedimento di riesame, pena l'inammissibilità; motivo dell'inammissibilità dei ricorsi di Florio e Antonia
art. 73 d.P.R. 309/1990 (illecito in materia di stupefacenti)
Prevede distinte fattispecie per la coltivazione/produzione di stupefacenti e ne determina le conseguenze; le difese hanno prospettato la possibile riqualificazione (piante non mature) verso comma 5, con conseguenze sulle misure cautelari applicabili
Massime di principio
- Verificare sempre la legittimazione e l'interesse concreto a impugnare: il terzo non proprietario può essere ammesso al riesame solo se mostra un interesse reale alla restituzione; in Cassazione il difensore del terzo deve avere procura speciale (art.100 c.p.p.)
- Contestare la conversione della finalità del sequestro solo se il nuovo fondamento non era stato prospettato e il ricorrente non ha potuto contraddire: se il P.M. in sede originaria ha richiesto entrambe le tipologie di sequestro, il tribunale può motivare su entrambe ma la motivazione deve essere chiara
- Sul tema della confisca "allargata" (art.240-bis) è cruciale l'accertamento della "ragionevolezza temporale": bisogna dimostrare che l'acquisto del bene rientra in un arco temporale compatibile con la commissione del reato o, in difetto, contestare la mancata motivazione collegata a tale profilo
- Distinguere sempre tra confisca obbligatoria (beni profitto/prodotto del reato) e confisca allargata (beni sproporzionati): i presupposti probatori sono diversi e richiedono prove adeguate di disponibilità effettiva o di intestazione fittizia
- Per opponersi al sequestro su basi di 'disponibilità' o 'intestazione fittizia', raccogliere e proporre elementi concreti che dimostrino la reale titolarità e l'assenza di controllo/uso del bene da parte dell'indagato (contratti, versamenti, atti ante/acquisto, documentazione reddituale)
- Quando si contesta la qualifica del reato (es. piante non mature -> possibile comma 5 art.73), occorre produrre o indicare elementi tecnici che dimostrino l'assenza della capacità offensiva completa della condotta, perché la diversa qualificazione incide sulle misure cautelari applicabili
- In giudizi di riesame e in Cassazione, curare la completezza e la precisione della motivazione difensiva: la Corte di legittimità esamina tanto le questioni di diritto (legittimazione, inammissibilità) quanto la correttezza e completezza della motivazione giurisdizionale, specie su profili essenziali come la 'ragionevolezza temporale'
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